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sabato 7 agosto 2010

Recensione narrativa: PICATRIX - La Scala per l'Inferno (V.Evangelisti)




Autore: Valerio Evangelisti


Anno di uscita: 1998


Casa editrice: Mondadori


Pagine: 346


Commento:

Quarto episodio della “saga Eymerich” che proietta il terribile inquisitore nei territori di una Spagna della seconda metà del 1300. In questo episodio Eymerich è chiamato a far luce su una serie di omicidi connessi all’apparizione nel cielo di dischi volanti (più precisamente ruote di fuoco) e alla presenza di sanguinarie bestie dalla testa di cane e dalle zampe bovine. Le indagini del religioso si dipanano in un contesto sociale falcidiato da guerre di religione (cristiani vs islamici), nonché dalle vicende politiche che contrappongono il regno di Castiglia a quello di Aragona. Il “nostro”, coadiuvato da due musulmani, un ebreo e un giudeo ambiguo (ai quali si rivolge in modo freddo e antipatico e non perde occasione per criticarli per la loro falsa religione), vagherà da un posto a un altro, fino alla meta finale (le Canarie), alla ricerca del fulcro della vicenda: il Piactrix, un testo eretico, basato sull’astrologia, contenente invocazioni capaci di aprire un canale di comunicazione tra Marte e la Terra utile ai demoni marziani per scendere sulla Terra e lottare al fianco degli infedeli.Evangelisti intreccia la storia di Eymerich con altre due, una ambientata ai giorni nostri (con dei pazzi ricoverati in una casa di cura che, ogni anno, ululano come lupi in occasione di una festa tipica delle isole Canarie c.d. del diavolo), l’altra di ambientazione futura (ambientata in Africa con plotoni di bambini, votati a un dittatore dedito alla magia nera, che assuefatti dalle droghe finiscono massacrati da due eserciti europei di invasione), connesse anch’esse al Piatrix e all’epilogo dell’episodio con l’inquisitore protagonista.Come suo solito, l’autore dimostra cura maniacale per i riferimenti storici e ricostruisce con grande attenzione le scenografie, i costumi dell’epoca, nonché le pratiche cruenti delle torture dell’inquisizione. Accanto a questa componente storico/culturale, sono degni di nota i riferimenti fantastici/orrorifici con creature diaboliche che piovono sulla terra da altre dimensioni. Da quest’ultimo punto di vista, gli ultimi due capitoli del romanzo sono a dir poco memorabili e dotati di un’impronta spiccatamente onirica. L’epilogo è altresì interessante per i vari colpi di scena (inaspettato quello relativo al servo) che si susseguono con un Eymerich crudele e privo di riconoscenza verso i compagni di viaggio colpevoli di essere dediti a una religione diversa dalla cattolica. Curiosa la spiegazione relativa al fantomatico volto della sfinge di Marte (che molti ricorderanno per averlo visto impresso in una foto del pianeta rosso). Alto il tasso di violenza che si respira in alcuni capitoli (soprattutto quelli relativi alle battaglie in Africa) con descrizioni minuziose di smembramenti e barbarie tipiche della guerra.In definitiva, un romanzo che potrebbe risultare un po’ lento nella parte centrale (forse qualche capitolo si sarebbe potuto accorciare senza determinare ricadute sulla storia) ma con un finale scoppiettante e spunti a dir poco interessanti (in particolare quello fantascientifico sulla forza del pensiero da intendersi come energia capace di modificare la realtà che ci sta intorno). Consigliabile. Voto: 7

martedì 3 agosto 2010

Produzione Narrativa anno 2007

Come promesso eccomi a presentare, uno dopo l’altro, tutti i racconti (sceneggiature escluse) che ho scritto. Alcuni titoli li ho dovuti omettere perché si tratta di testi in gara in concorsi dove è richiesto l’anonimato delle opere.
Ho diviso i racconti in base all’anno di stesura, in questo articolo troverete la produzione 2007.
Perché scrivere un articolo di questo tipo? Beh, l’ho fatto soprattutto per un mio piacere, visto che questo mi permette di rispolverare vecchi racconti e di spendere qualche parola su ognuno di essi nonché per farmi un pizzico di pubblicità (se non me la faccio io chi dovrebbe farla?).
Pur avendo delle preferenze, sono legato a ognuno di questi racconti perché ho sempre cercato, nel mio piccolo, di inserire delle sfumature personali (talvolta marcatissime, altre volte più flebili).
I titoli scritti in maiuscolo sono quelli dei testi che mi hanno regalato maggiori soddisfazioni.
2007
1. L’altra faccia di Retirnia.
Genere: Horror onirico.
Tema: Aldilà.
Questo racconto era nato con il titolo “Eclissi” (cominciai a stenderlo nel novembre del 2006) e lo presentai nel laboratorio di scrittura creativa del sito latelanera. La prima stesura era colma di refusi, ripetizioni e di cadute di stile tipiche del neofita.Il soggetto è ambientato nella mia Tirrenia durante un eclissi di sole (eclissi che assume una valenza metaforica e che porta con sé una fittissima nebbia). La prima stesura aveva un finale totalmente diverso da quella definitiva, un finale che venne criticato – a ragione - perché troppo cinematografico (mi fu detto di aver citato persino “Tom Raider”). Decisi per questo di conferire, circa un anno dopo, una valenza più dark e per questo inserii anche un capitolo iniziale (in cui si vede uno scribano intento a redigere la storia su una pergamena al lume di candele) che nella prima versione era completamente assente. La seconda versione, a differenza della prima, fu abbastanza apprezzata tanto che il testo venne selezionato nel concorso Ferrara&Ghost II edizione e inserito nell’antologia Be(a)st of Ghost (Area 31 press).
2. Omicidio senza Assassino
Genere: Thriller/erotico
Tema: Vendetta
Questo è un racconto che è nato sulla spinta del terzo posto che ottenni nel concorso “La Strategia della Tensione”, indetto dal quotidiano Il Tirreno con l’apporto di Carlo Lucarelli e Matteo Bortolotti. Un concorso in cui si trattava di scrivere il finale di un racconto di Lucarelli.La mia idea era quella di prendere il mio finale e da questo scrivere un racconto tutto mio in cui poterlo utilizzare e quindi farlo entrare a tutti gli effetti nella mia produzione. Mi dispiaceva, infatti, di non poterlo considerare un lavoro tutto mio.Si tratta di un giallo abbastanza convenzionale con sfumature erotiche. Protagonista è un giovane extracomunitario, con un passato da delinquente, che viene ritrovato dalla sua vecchia fiamma: una sadica assassina in cerca di una vendetta assai particolare.Il testo, dopo esser rimasto per circa due anni nel mio cassetto, fu selezionato da Valeria Ferracuti per l’antologia “Stranger Love” Link dell’antologia: http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/stranger-love/7225494
3. Occhi dall’ignoto
Genere: Horror
Tema: Streghe & Demoni.
Questo è un racconto che presentai al Premio Scheletri 2007 e, se non ricordo male, successivamente anche a uno di quei concorsi periodici indetti dal sito latelanera.Lo scrissi convinto di aver dato vita a una storia coinvolgente, tutta ambientata all’interno di un cimitero costellato da statue di angeli cherubini e con una scena che ritengo assai di effetto con una strega che partorisce una serpe. Tra l’altro, con questo testo entra in scena uno dei miei personaggi più ricorrenti ovvero il detective dell’occulto Luc Falconetti.Nonostante le mie buone impressioni, il testo fece acqua da tutte le parti al punto che decisi di modificarlo massicciamente. Di recente, con la speranza di vederlo pubblicare su carta stampata, ho revisionato ulteriormente il testo e l’ho presentato, con un epilogo modificato, al concorso “Trifolium” (Caravaggio Editore) col titolo “Morte al Dio Serpente!”. Nonostante questo, però, il testo è stato per la terza volta bocciato e, allo stato attuale, continua a essere un inedito sebbene, per dovere di cronaca, è giusto segnalare una primissima versione (colma di refusi) apparsa sul sito sognihorror.com
4. Il Parco Cosmico
Genere: Fantascienza
Tema: Space opera/Alieni
Questo è il primo racconto, in ordine di tempo, che mi è stato pubblicato su un’antologia cartacea. Si tratta di una storia citazionista che attinge soprattutto da Jurassic Park, cambiando però l’oggetto dell’attrattiva che non sono i dinosauri ma creature prelevate da altri pianeti. Il finale riserva un colpo di scena di “Browniana” (il riferimento a Frederic Brown) memoria.Ricordo che all’epoca fui molto soddisfatto di questo mio risultato e, sebbene il testo non sia stilisticamente al livello dei miei ultimi lavori, si presentava comunque gradevole.Link dell’antologia: http://www.assonuoviautori.org/NASF/index.htm
5. Notte di Luna Piena
Genere: Noir Grottesco
Tema: Serial Killer
“Notte di Luna Piena” è un racconto che scrissi su commissione dell’amico Luca Ducceschi per un’antologia da lui curata dedicata al pulp. Si tratta di un racconto piuttosto graffiante, a metà strada tra il thriller/erotico e il grottesco, di critica sociale, con un finale politicamente scorretto di cui rimasi molto soddisfatto. Il testo ha una forte valenza metaforica e fu piuttosto apprezzato dai colleghi, seppur molto diverso dalla mia tradizionale produzione.Link dell’antologia: http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/polpa-e-colpa/2607881
6. L’Ordine Esoterico di Imarna
Genere: Thriller/Horror
Tema: Libri Maledetti.
Eccoci a un altro racconto che quando lo scrissi lo ritenni molto soddisfacente e che invece ha fatto acqua da tutte le parti, sebbene sia stato apprezzato da qualche collega.Ricordo che lo scrissi nel giugno del 2007 e lo presentai a un concorso organizzato da Andrea Franco. Il bando prevedeva che le storie vertessero su un libro e così decisi di dar vita a una storia citazionista che miscelasse “La Nona Porta” con il “Necronomicon”, inserendo però anche elementi tipici della mia produzione. Nella fattispecie citai alcune mie idee parafilosofiche che avevo utilizzato per la stesura di una sceneggiatura che, in seguito, avrei trasformato nel racconto “Il Mare delle Tenebre” (di cui ne parleremo in seguito).Protagonista della storia, ancora una volta, è Luc Falconetti (personaggio che mi porta tutt’altro che fortuna, come avrete modo di capire) Il detective viene ingaggiato da un rappresentante del Vaticano per recuperare un libro maledetto di origine etrusca scomparso dalla biblioteca di un Abbazia.Incapace di vedere uscire il testo su un volume cartaceo, decisi di farlo pubblicare sul sito sognihorror. È probabile che, in futuro, decida di sviluppare ulteriormente la storia.
7. 17 Giugno
Genere: Horror Apocalittico
Tema: Statue animate
Questo è un racconto che scrissi per un piccolo concorso organizzato dal sito horrorlandia (credo che sia stato chiuso).. La storia è ambientata a Pisa durante la luminaria di San Ranieri e vede tutte le statue della città ribellarsi contro il Comune.Il racconto non ebbe fortuna e, al momento, fa parte di quelle storie che ho deciso di rispolverare per cercare di migliorarle sulla base dell’esperienza maturata negli anni.Il racconto è tutt’ora inedito.
8. Lo Sciacallo dei Sepolcri
Genere: Drammatico
Tema: Cannibalismo
Altro testo inedito. Lo scrissi in occasione del concorso “Mangiami” indetto dalla Magnetica Editore. Si tratta di un soggetto che mi costò fatica scriverlo, per via di alcune “sequenze” molto truci che inserii prendendo spunto da casi di cronaca nera (soprattutto dalle storie di Claux, Von Cosel ed Ed Kemper). Per cercare di smorzare il taglio fin troppo realistico (che disturbava persino me), inserii alcuni momenti altamente onirici (di cui sono tutt’oggi soddisfatto) ambientati all’interno dello stomaco dell’assassino. Il testo continua a essere inedito, perché dopo questo concorso l’ho chiuso in un cassetto e non l’ho più rispolverato anche a causa di una lunghezza superiore a quella richiesta dai tradizionali bandi.
9. Il Canto dell’Abisso.
Genere: Horror
Tema: Demoni
Questo è uno, tra i miei horror, che ricordo con maggiore soddisfazione e devo dire che si è anche comportato bene ogni qualvolta che l’ho presentato. Se non ricordo male si piazzò in settima posizione al concorso “Buonanotte e sognihorror” del 2007 e fu selezionato, un paio di anni dopo, dall’Area 31 Press per l’antologia “Selezione Artificiale”.È un racconto metaforico, dalla forte componente onirica, in cui un detective alla ricerca dei demoni che portano gli uomini a commettere delitti si vede piombare in casa il diavolo che tormenta i suoi incubi. Il link dell’antologia: http://lnx.dittaferrara.it/portale/index.php?page=shop.product_details&category_id=84&flypage=shop.flypage&product_id=497&option=com_virtuemart&Itemid=44&vmcchk=1
10. Il Duplice omicidio di via Lenzi
Genere: Giallo classico
Sebbene io non annoveri questo testo tra i miei preferiti, “Il Duplice omicidio di via Lenzi” è uno dei racconti che mi ha regalato più soddisfazioni.Scritto appositamente per la rivista “Cronaca Vera” fu immediatamente selezionato da Montolli (responsabile della sezione “Giallo & Nero” della rivista) per la pubblicazione. Montolli mi contattò via telefono per farmi i complimenti e per dirmi che il testo sarebbe stato pubblicato nel numero della settimana successiva.Per me fu una grande soddisfazione. Ricordo che aspettavo con bramosia il giorno dell’uscita per andarmi a comprare direttamente in edicola.Il racconto, inoltre, con talune modifiche necessarie per adattarlo al bando, fu premiato anche a Latina nel corso dell’edizione del 2009 del PREMIO GIALLOLATINO, con tanto di diploma consegnatomi dallo sceneggiatore e romanziere Biagio Proietti. Grazie all’ottimo piazzamento nel Giallolatino il racconto è stato inserito nell’antologia del premio.
11. Il Tesoro Perduto.
Genere: Fantasy filosofico
Tema: Drago & Santo Graal
Questo è un testo, che ha avuto tutt’altro che fortuna, a me molto caro. Lo scrissi per un concorso – di cui non ricordo il nome - dedicato alla narrativa Fantasy, ma non ottenne quanto andavo cercando sebbene fu accolto con entusiasmo da alcuni lettori.La storia vede protagonisti un gruppo di cavalieri alla disperata ricerca del Graal. Gli uomini sfidano eserciti e dragoni, ma alla fine resteranno delusi da ciò che andavano cercando, perché il Graal non è una ricchezza materiale.Il racconto è ancora inedito.
12. L’Emissario Alato
Genere: Fantastico
Racconto che ho scritto sviluppando un soggetto di Lele Mattana. Si tratta di una sorta di giallo dai contenuti fantastici che vede per protagonisti due topolini che corrono nel bosco in cerca di cibo.Il racconto fu pubblicato online sul sito sognihorror.com, ma non ottenne fortuna al concorso fantasy sopra ricordato.
13. Inferno Verde
Genere: Fantastico.
Questo è un racconto che scrissi per una rivista che avrebbe dovuto trattare il tema dei dinosauri, ma i gestori, all’ultimo, decisero di non inserire alcun racconto preferendo parlare di cinema e letteratura. Il testo è rimasto chiuso nel mio cassetto.Di recente ho revisionato il soggetto e conto di mandarlo a cercare fortuna in qualche concorso.
14. L’urlo
Genere: Horror
Racconto brevissimo che presentai al “300 parole per un incubo” di Scheletri e che si piazzò in trentesima posizione. Un paio di anni dopo dalla sua prima stesura, utilizzai la base di questo racconto per stenderne un altro.
15. Il Ritorno del gatto nero
Genere: Onirico
Altro racconto che mi ha regalato una bella soddisfazione, cioè quella di vincere il concorso “Poeti e Narratori” indetto dalla GDS Edizioni. Il racconto, prima del successo finale, ha subito moltissime revisioni e questo gli ha permesso di venire apprezzato più di quanto, nel suo piccolo, non lo fosse già stato. Il soggetto vede un assassino protagonista ossessionato da un gatto nero. Chiaro l’omaggio a E.A.Poe, ma anche a Lucio Fulci e al suo “Black Cat”, di cui questo racconto si presenta quasi come sequel. Il racconto fu scritto su commissione di Lele Mattana per l’uscita di un e-book su Halloween.
A oggi è inedito su carta stampata.
16 L’Ultimo Spettacolo
Genere: Fantascienza
Tema: Post atomico
Questo è un racconto ambientato in un mondo falcidiato dalle guerre nucleari che si propone di criticare un certo atteggiamento del popolo che cade nei tranelli orchestrati dai politici per distogliere le menti dai problemi del paese.Il testo si è classificato in quinta posizione nell’edizione del 2008 dello Space Prophecies, ma vista la mancata realizzazione dell’antologia è tutt’oggi inedito.
17.Il Demone & Il viandante
Genere: Thriller
Tema: Vendetta
Thriller che gioca sui rapporti tra assassino e carnefice e su come questi, a volte, vengano a ribaltarsi. Il testo fu scritto originariamente per la rivista Cronaca Vera, ma non fu selezionato. Revisionato e ampliato fu scelto per la rosa dei finalisti del concorso “Narrazioni I Edizione”, ma successivamente non ho più saputo nulla sull’esito del concorso né mi risulta la realizzazione di un’antologia.Per quel che ne so, quindi, il testo è ancora inedito.
A presto per la produzione 2008.

martedì 27 luglio 2010

Esperienza narrativa

Eccomi qua, quest’oggi, voglio parlare della mia esperienza narrativa in modo da stimolare qualcuno che potrebbe farsi delle remore nello scrivere.
Come dico sempre: “scrivere è un atto di coraggio e di presa di coscienza, non farlo, quando si sente lo stimolo, è castrare la propria inventiva e prendere in girò sé stessi”.
Nel mio caso tutto ha avuto inizio nel settembre 2005 quando vidi alcuni cortometraggi al “Tirrenia Trema”, una piccola rassegna amatoriale - dedicata ai corti di genere provenienti da ogni parte di Italia - che si svolgeva nel mio paesino un lustro fa. Le opere in gara, molto spesso, erano meri esercizi di stile con soggetti che fungevano da mero pretesto per girare qualcosa; opere che adesso io definirei prive di anima, senza nulla togliere ai loro autori che evidentemente puntavano a obiettivi diversi.
Decisi così di mettermi alla prova per vedere se sarei stato capace di dar vita a sceneggiature più complesse e non meramente finalizzate all’esclusivo intrattenimento. Mi misi a studiare manuali di sceneggiatura, a intensificare la lettura di opere narrative e a “fare conoscenza” con quelli che sarebbero diventati i miei autori di riferimento; autori tutti particolarmente a loro agio con stili onirici.
Nel corso di un anno e mezzo stesi una dozzina di script, alcuni dei quali in seguito sarebbero poi diventati dei racconti, iscrivendo un paio di questi a dei concorsi per sceneggiature. Alcuni furono anche apprezzati - senza risultare vincitori- ma giudicati di difficile realizzazione.L’assenza di sbocchi e l’esiguo numero di occasioni in cui misurarsi con altri autori mi spinsero, a fine 2006, a provare a cimentarmi con la narrativa. Per me era una scommessa difficile da vincere, perché, a differenza della quasi totalità dei colleghi, non avevo mai brillato nella scrittura (se non quella tecnica o giuridica). Addirittura, a scuola, sono sempre stato criticato per non aver fantasia e per essere eccessivamente sintetico.
Iniziai dunque per esclusivo gioco, sapendo che difficilmente avrei ottenuto considerazione. Invece, a mia sorpresa e anche con una bella dose di fortuna (perché riuscii a evitare, per puro caso, quegli errori tipici dei principianti), al secondo lavoro mi piazzai terzo in un concorso che aveva tra i suoi organizzatori Carlo Lucarelli e Matteo Bortolotti (si trattava di scrivere l’epilogo di un racconto di Lucarelli). Fui intervistato telefonicamente e mi guadagnai un piccolo spazio su uno dei maggiori quotidiani toscani (articolo che conservo nella mia bacheca, insieme agli articoli di giornale di quando giocavo a calcio a 5 a livello dilettantistico). Fu una grande iniezione di fiducia, cui però fece seguito un periodo difficile.Passavo di laboratorio di scrittura in laboratorio di scrittura venendo mazzolato a destra e a sinistra (spesso a ragione). Mi innervosivo nel ricevere le critiche, talvolta anche eccessive e ingiuste, ma fu per me un’esperienza fondamentale e fui aiutato da alcuni colleghi (Simone Corà su tutti) a capire come stendere e gestire un racconto.Cominciarono così ad arrivare alcune piccole soddisfazioni, fino alla pubblicazione su Cronaca Vera (numero finito, anch’esso, in bacheca) nell’agosto del 2007. Anche qui fui contattato telefonicamente da Montolli (responsabile della sezione giallo-noir della rivista) il quale volle farmi i complimenti personalmente. Fu una grande soddisfazione per me e il secondo stimolo ad andare avanti. Comprarmi in edicola, poi, fu un qualcosa che non avrei mai immaginato potesse accadermi (di recente poi mi sono visto in vendita anche da Feltrinelli e anche questo è un qualcosa che non avrei mai pensato si potesse verificare).
Ricordo che, a quell’epoca, ogni volta che scrivevo un racconto pensavo fosse l’ultimo, perché credevo di aver smarrito quello spunto che mi aveva portato a redigerlo. Una sorta di magia che pensavo non sarei più stato in grado di cogliere una seconda volta e invece ogni volta mi sbagliavo, perché c'era sempre una nuova idea di sviluppare.
Dopo ogni testo steso ero fiero di me stesso per essere riuscito a creare un qualcosa di mio, anche se non eccelso, a personalizzarlo come avrei voluto e a dipingere, con parole mie, scenari onirici che, nella mia testa, ricostruivo minuziosamente come se mi fossi trovato al cospetto di un quadro. Perché per me – contrariamente a quanto dicono la maggioranza dei colleghi - era ed è più importante lo stile narrativo del soggetto, quello che mi interessa e che mi diverte è dipingere scrivendo e non scrivere e basta per risultare più semplici e immediati a lettori che non hanno tempo da perdere e che leggono tenendo i fornelli accesi o consumando il quadrante di un orologio nelle pause pranzo.
Fu nel 2008 che riuscii a fare un balzo qualitativo con racconti come “Anello di Tufo”, “L’alchimista” e soprattutto “Il Mare delle tenebre” (finalista all’Archietipi – Ediz. XII) e “Orrore a Largo di Retirnia” (premiato con diploma al concorso il Delfino con tanto di Rai 3 presente a riprendere l'evento - anche se poi non ho mai visto in onda la premiazione - e piazzato secondo alla I ediz. del “Fantastic Zen” con relativa pubblicazione). Nello stesso anno mi piazzai in quinta posizione nel concorso “Space Prophecies” battendo con un racconto tutt’oggi inedito degli specialisti di sci-fi.
Negli ultimissimi anni hanno fatto seguito molte pubblicazioni, spesso in piccolissime antologie, ma ho avuto anche la gioia di essere premiato da Biagio Proietti a Latina (concorso Giallolatino) e di vincere il concorso “Poeti e Narratori” indetto dalle edizioni GDS di Milano.
Da quando ho iniziato a scrivere ho dato vita a circa 70 racconti di cui oltre la metà pubblicati in antologie di autori vari o riviste nazionali.
Nel maggio del corrente anno è uscita la mia piccola antologia “La lunga ascesa dal mare delle tenebre” che mi sta dando qualche piccolissima soddisfazione a livello di commenti di coloro che l’hanno letta, mentre dovrebbe essere in rampa di lancia un'altra raccolta (di circa 110 pag) che si intitolerà “Sulle rive del crepuscolo”.
Nel prossimo intervento posterò l’elenco di tutti i miei racconti, con aneddoti e curiosità.

lunedì 19 luglio 2010

I miei sei personaggi cinematografici che sento più vicini

Altra bollente serata estiva che tento di esorcizzare dedicando qualche riga (leggi tributo) ai miei sei principali personaggi cinematografici. Personaggi a cui sono molto affezionato, perché in alcune cose (per fortuna per me, in taluni casi solo parzialmente) mi ricordano un po’ me stesso.

Partiamo subito in quarta.

CHEN-LEE

In sostanza, è il personaggio interpretato da Bruce Lee in tutti i suoi cinque film (soprattutto negli ultimi tre). Mi piace non tanto per i combattimenti spettacolari o per la sua fulminea agilità, piuttosto per la filosofia e l’umiltà che contraddistingue ogni suo atteggiamento, ma anche per la spavalderia e la gestualità con cui affronta gli spacconi. Alcuni dialoghi o monologhi che mi piacciono particolarmente.

L’uniforme (simboleggia le formalità da cui si distacca il saggio che cerca una soluzione personale e propria): http://www.youtube.com/watch?v=QG78B6p2ui0

L’arte di combattere senza combattere (simboleggia l'utilizzo del cervello piuttosto che dei muscoli): http://www.youtube.com/watch?v=63-Y9tHuTG8

La flessibilità di adeguarsi al variare di ogni situazione (dal quinto minuto in poi del link): http://www.youtube.com/watch?v=HOz6XMAHuhY&feature=related

Semplicità oggettiva (allontanarsi dal conformismo dettato dall'altrui pensare): http://www.youtube.com/watch?v=NPSQbqrBSI8

NESSUNO: Personaggio scanzonato e burlone, protagonista de “Il mio nome è nessuno”. Mi piace per il suo essere fuori schema e per utilizzare l’ironia anche nelle situazioni più drammatiche, ma soprattutto per il suo lato romantico e sopra le righe che lo porta a mettersi contro il “mafioso” mucchio selvaggio.

Alcuni dialoghi o monologhi tra i tanti che mi piacciono in questo film:

"Un uomo che è un uomo deve credere in qualcosa…"
"non ho mai incontrano un uomo soltanto"
"proprio di quelli parlo, non si incontrano quasi mai, ma sono gli unici che contano…" (dal primo minuto in poi): http://www.youtube.com/watch?v=79vY6g8M5g8&feature=related

"Luccichi come la porta di un bordello…"
"a me piace che la gente mi veda!"
e poi le tacche sulla lavagna…infine la resa del mucchio selvaggio 1 contro tutti http://www.youtube.com/watch?v=bFr4ZUfz5do&feature=related

"A te piace rischiare, è il tuo modo di sentirti vivo…"
"gli anni non fanno dei sapienti, fanno solo dei vecchi…"
"ti auguro di incontrare uno di quelli che non si incontrano mai o quasi mai, per me è difficile che il miracolo si ripeta, ma la distanza fa più cara l’amicizia e l’assenza la fa più dolce http://www.youtube.com/watch?v=oQVEoeK7PaI

HANNIBAL LECTER. Personaggio inquietante, ma con una capacità di dialogo e acutezza fuori dal normale. Molto educato con chi merita cortesia, grande ricorso alla logica mentale e particolare gusto per la macabra ironia e per i discorsi ermetici che solleticano l’ascoltatore a decriptarli. Apprezza i coraggiosi, disprezza l’ipocrisia.

Alcuni dialoghi o monologhi leggendari.

"Prima regola: semplicità, leggi Marco Aurelio…"
"coraggiosa Clarice, me lo farai sapere quando gli agnelli smetteranno di gridare, vero?" http://www.youtube.com/watch?v=TRtJw06qB60

"Il tuo compito è plasmare il mio destino." http://www.youtube.com/watch?v=GUR461r_wlE

"No, no, no, stavi andando così bene, non eri rimasta insensibile alla gentilezza…" http://www.youtube.com/watch?v=6yzVvD02OCk&feature=related

ROCKY. Non si arrende mai, grande cuore, semplicità, e attaccamento alla famiglia. Nella sua goffaggine si rivela molto romantico e, alla sua maniera, poetico. Non è attaccato ai soldi. Epico. Alcuni dialoghi che apprezzo maggiormente.

Il ricordo del maestro:
"gli passerai sopra come un bulldozer, un bulldozer italiano."
"Se tu non fossi qui, oggi, io probabilmente non sarei più vivo"
"La natura è più forte di quanto l'uomo creda..."
http://www.youtube.com/watch?v=u-fDDvdVqBs

“Tutti gli avversari che hai battuto gli hai battuti col cuore, non con i muscoli…” http://www.youtube.com/watch?v=Ce0MopgRKwE

“Niente è vero se tu non puoi credere in quello che sei…"
"la verità è che non voglio perdere quello che ho, in principio non mi importava niente dei pericoli… la verità è che io ho paura!” http://www.youtube.com/watch?v=-iqLLRHXA9g

“hai permesso al primo fesso che si presentava di dire che tu non eri bravo…
"non è importante come colpisci, ma come sai reagire ai colpi…"
"un uomo vince solo se sa resistere e non se ne va in giro a puntare il dito contro chi non c’entra, i vigliacchi fanno questo e tu non lo sei!” http://www.youtube.com/watch?v=NQeApiR6XL4

“fare un altro round, a volte, è una cosa che può cambiare tutta la tua vita” http://www.youtube.com/watch?v=tPWA8iNHHLI

“non mi frega niente a me del futuro, vattene via!. Adriana!” http://www.youtube.com/watch?v=TtOZBiQX4d4

“in fondo chi se ne frega se perdo questo incontro” http://www.youtube.com/watch?v=GGOrkBHWF-I

“sei andato forte… sei grande anche tu… voglio dire una cosa a mia moglie che sta a casa: Adriana ce l’ho fatta!” http://www.youtube.com/watch?v=UjaZob3bu5E

“Scena sulla pista da ghiaccio e successiva a casa di rocky con il primo bacio con Adriana” non le ho trovate su youtube ma sono notevoli.

“non fa male, non fa male…” http://www.youtube.com/watch?v=sH_Q69WanCk

"sento di avere ancora dalle cartucce da sparare..." http://www.youtube.com/watch?v=YNlKjgaLjic&feature=related

SERPICO.
Altro personaggio fuori schema che va contro gli aspetti precostituiti, ma con onestà e rispetto di chi è degno di riceverlo. Dedizione massima a lavoro, non segue la massa. Trailer: (baffoni e servizio in borghese. “Ma tanto tempo ci perdi su una sola impronta.” Non c’è mai stato qui dentro un agente strano come te.” “E’ incredibile, io mi sento un criminale perché non piglio soldi” http://www.youtube.com/watch?v=SrJGpNCnErg

CAPITANO ULTIMO
Poesia e grande capacità di coinvolgimento, ma anche anticonformismo, ironia e una buona dose di sana pazzia.

“Non basta essere un ribelle che gioca agli indiani per vincere.”
"Tu sei pazzo e io sono più pazzo di te…”
“Non sono un professore lo so, ma hanno coraggio, sono svegli, sono sicuro che ce la faranno.” “Ultimo, stai attento: questi sono manigoldi…" "è la stessa cosa che dicevano di me quando mi scelse lei…”
“Bene, ma finché staranno con lei gli obblighi qualche volta li obblighi a indossare l’uniforme e non farebbe male nemmeno a lei…”
“Anche questo omino qui, con la busta della spesa, era stanco, ma ha fermato i carri armati. Era stanco dell’ingiustizia, ma la stanchezza può diventare forza. La foto è taglia a metà, ma dietro quell’omino ci sono altre centinaia di persone e dietro ancora altre migliaia… io mi sento in mezzo a loro e mi ci sento in mezzo a voi.” http://www.youtube.com/watch?v=PPArAupbbh4&feature=related

Fantastica tutta la sequenza dopo la caduta del distintivo in acqua!
“Robe’, aho s’ buttato e ito giù… Che capitano strano che c’avete raga’…”
“Il mio gruppo non esiste più…” “ma il generale mi ha detto di chiedere direttamente a lei per entrare nel suo gruppo.” “Te l’ha detto il generale, allora va bene” “Grazie, capitano. Cosa devo fare?” “IMPARA A PRENDERCI I SOGNI” http://www.youtube.com/watch?v=ozrKU5TfPv8&feature=related

Non ho poi trovato un’altra bella scena, mi pare del secondo episodio, in cui Ultimo parla con una tossicodipendete guardando le stelle e facendo filosofia poetica.

domenica 18 luglio 2010

Lontananza

Posto oggi uno scritto in prosa buttato giù en passant, giusto in cinque minuti. Vista l'esigua lunghezza, infatti, non posso conservare il testo per qualche concorso per cui lo condivido qui con tutti voi (meglio che chiuderlo in un cassetto è di sicuro).
Il titolo è "Lontananza" sia da intedere la lontananza nello spazio, ma anche nel tempo (magari di qualcuno che non è più con noi), ma anche oltre i confini conosciuti. Insomma, un testo che può avere più chiavi di lettura in modo da permettere a chi lo legga di interpretarlo come meglio crede.
Ho inserito qualche elemento simbolico come mia consuetudine, purtroppo non posso trattenermi dal farlo (altrimenti non mi diverto).

"La brezza che spira su questo deserto di sabbia mi rende così leggero da darmi l’idea di sciogliermi nel vento. Serro le palpebre e mi ritrovo a volare verso lidi lontani, lidi a noi cari; scrigni confinati in un passato ebbro di fuochi che scaldavano l’anima senza bruciare la carne. Il tempo cadenza l’alternarsi dei giorni e delle notti, mentre il cielo è unico testimone del mio peregrinare perenne, alla continua ricerca di quel mare in cui la mia anima sogna di inabissarsi; alla continua ricerca dei tuoi meravigliosi occhi!"
Matteo Mancini 18/07/2010

sabato 10 luglio 2010

Scrittura Creativa: un articolo al peperoncino

In una bollente serata estiva, mi metto a scrivere questo articolo, in attesa dell’ispirazione giusta per terminare il giallo che ho iniziato qualche giorno fa e per fare un po’ di pungenti provocazioni come piace fare a me.Voglio dedicare qualche riga a un aspetto che potrebbe sembrare banale, ma che invece non lo è affatto (come dimostrano le tante discussioni in cui ci si può imbattere nei laboratori di scrittura e nei forum dedicati alla scrittura creativa), cioè sul motivo che spinge un autore non professionista alla scrittura.È ovvio che quanto segue sono mere considerazioni personali e pertanto soggettive, peraltro esplicitate da chi ha all’attivo poco più di una settantina di racconti brevi.Ho specificato “autore non professionista”, perché per chi scrive per mestiere potrebbero emergere aspetti dettati da logiche prettamente alimentari (che si palesano, al lettore un minimo smaliziato, dalla lettura di testi spesso privi di un’anima) su cui non mi interessa soffermarmi.La domanda principale che un aspirante scrittore deve porsi è “perché scrivo?”, “qual è la ragione per cui voglio narrare storie?”Sono due domande banalissime, ma fondamentali affinché si possa sperare di comunicare un qualcosa che sappia rimanere impresso nella memoria di chi legge. Insomma, per fare un esempio spiccio, è un po’ come la differenza tra un bicchiere di Tavernello e un vino su cui sono state investite ore e ore di lavorazione alla ricerca del modo migliore in cui trasmettere quel gusto sopraffino che sappia distinguersi dalla media.Lo snodo fondamentale è conoscere sé stessi, perché solo così si riuscirà ad avere il pieno controllo di un testo in modo da caratterizzarlo con un tocco personale e un’idea solida su cui sviluppare la narrazione. Purtroppo le logiche commerciali che imperversano in questi ultimi decenni, a mio avviso, hanno portato a sottovalutare questo aspetto ponendo al centro del tutto la storia, piuttosto che l’idea (colpa anche di un cinema spesso superficiale che annichilisce l’arte a vantaggio del quattrino). Una storia senza un’idea base che funga da anima catalizzatrice è come un uomo (o donna) di bello aspetto, ma completamente vuoto al suo interno. Una persona che, appena la vedi, ti fa un’ottima impressione, ma che una volta che ha terminato il suo monologo non ha più nulla da dire e si confonde con la mediocrità (da intendere come normalità) che ci circonda.È chiaro che tentare di strutturare una storia attorno a quella che ci sembra essere un’idea buona (da leggere come significato intrinseco del testo e ragione giustificativa che ne sta alla base) non per forza di cose renderà quel testo un piccolo capolavoro, tuttavia è la strada giusta che deve percorrere uno “scrittore alle prime armi”. Infatti, non ho mai visto nessuno ottenere risultati ottimi senza osare e senza mettere in campo quel coraggio che contraddistingue le persone con una personalità da quelle anonime che colorano con le loro tonalità grigie il resto del gregge in cui si annullano. Pertanto non abbiate paura di ricevere critiche e percorrete le strade personali in cui avete deciso di immergervi senza farvi influenzare da logiche che non hanno nulla a che fare con l’arte (perché anche nel vostro piccolo, e con tutta l’umiltà da cui è giusto esser animati, siete pur sempre degli artisti e non dei venditori di brigidini: RICORDATELO).
Matteo Mancini

mercoledì 7 luglio 2010

Recensione narrativa: Terrore! (AA. VV.)




Autore: AA.VV. a cura di Stephen Jones


Anno di uscita: 1996


Casa editrice: Newton


Pagine: 510


Commento


Terrore!” è una delle varie antologie curate da Stephen Jones e date alle stampe, in Italia, dalla casa editrice Newton. Acquistai per caso questa antologia qualche anno fa interessato soprattutto da un racconto di Clive Barker che vi era inserito. Devo dire che, racconto dopo racconto, si è rivelata un autentico gioiellino della narrativa horror.Jones ha raccolto un lotto di ben 18 racconti di altrettanti autori (quasi tutti contemporanei) con grande competenza e gusto. Pochi sono i racconti che non riescono a colpire il lettore e molti invece sono gli scrittori che riusciranno a restare impressi nella mente dell’amante del genere.Variegati i temi trattati: si parla di vampiri, mostri lovecraftiani, zombi, fantasmi, demoni e chi più ne ha più ne metta, con atmosfere sia classiche che pulp. Parlare nel dettaglio di tutti i testi implicherebbe un impegno troppo dispendioso per una recensione, passo dunque a concentrarmi sui i testi che più hanno colpito l’interesse del sottoscritto.Tra i testi più impressionanti citerei “Pastone per maiali” di Graham Masterton. Si tratta di un racconto tra i più truculenti e fastidiosi che mi sia mai capitato di leggere. Siamo alle prese con un allevatore di maiali che mutila il fratello, azionando imprudentemente le pale della macchina trituratrice di cibo. Sentendo le grida dell’uomo, l’allevatore blocca il congengo, ma ormai per il fratello c’è poco da fare. Cerca di chiamare un’ambulanza, ma il ferito lo esorta a riazionare il macchinario, perché nulla può sottrarlo alla morte e niente gli ha mai fatto provare una sensazione di estasi come le lame della macchina. L’allevatore aziona di nuovo il macchinario e macella del tutto il fratello. Decide poi di dare in pasto la carne ai maiali, in modo da cancellare ogni traccia. Il particolare cibo però rende più aggressive le bestie che finiranno con l’azzannare l’uomo, provocandogli lesioni importanti. L’allevatore decide così di sperimentare i piaceri raccontatogli dal fratello, ma scoprirà che questo gli aveva mentito: oltre il dolore, c’è solo il dolore… In definitiva, è il caso di dire che ci troviamo al cospetto di un testo particolarmente indicato per il bollente clima estivo, in quanto saprà garantire brividi di gelo ai malcapitati lettori.

Di gran livello, soprattutto a livello contenutistico / metaforico, è il racconto “Secchielli” del prolifico F.Paul Wilson. Qua troviamo un ginecologo che, nel giorno di Halloween, viene molestato da un gruppo di bambini che se ne vanno in giro con dei secchielli di metallo con all’interno dei feti insanguinati. L’uomo scoprirà di essere vittima degli spiriti incarnati dei bambini che ha fatto abortire in tutta la sua carriera professionale. Wilson propone dunque un elaborato di critica a una certa prassi e, che si condivida o meno il messaggio, lo si deve comunque apprezzare per la volontà di esprimere un messaggio personale.

Passo adesso ad analizzare un quintetto di racconti che mi hanno intrattenuto, con il loro lato esoterico, come solo i grandi maestri dei primi del novecento riuscivano a fare. Primo dei cinque racconti è “Il Saltapicchio” di Ronald Chetwynd Hayes. Si tratta di un racconto gotico ambientato in un palazzo ottocentesco, in cui una famiglia di nobili è solita celebrare dei riti diabolici. Nel corso di uno di questi riti, la giovane moglie del padrone di casa finisce per fondersi con un essere scimmiesco evocato dall’inferno che si unisce fisicamente alla donna rendendola gobba. Il marito cerca così di liberare la sua dolce metà, invitando l’essere a fondersi con altre ragazze…

Si resta in clima satanico con “La testa del Satiro” di David A. Riley. Il soggetto propone un protagonista alle prese con una scultura di pietra raffigurante la testa di un Satiro. L’opera inizia progressivamente a crescere di volume, mentre il suo possessore diventa schiavo di sogni in cui viene stuprato dall’abominevole Pan. Gli incubi presto diventeranno reali e quando l’uomo cercherà di disfarsi della scultura finirà per esser vittima di una morte terribile. Il testo di Riley evoca atmosfere lovecraftiane che vengono esplicitate da “La casa del tempio” di Brian Lumley. Lumley offre al lettore una classica storia gotica con l’ennesimo giovane che riceve per testamento la proprietà di un’antica casa situata in una valle desolata della Scozia, con l’onere di demolirla. La struttura è attorniata da uno stagno ricoperto di alghe in cui si teme trovi dimora una creatura antichissima invocata, svariati secoli prima, da popolazioni nomadi dedite alla magia nera. L’essere si ciberebbe, nei periodi di siccità, delle anime degli uomini. Su atmosfere pressoché similari, seppur condite da un pizzico di erotismo, si mantiene anche Karl Edward Wagner con il suo “Il fiume dei sogni notturni”. Qui siamo al cospetto di una storia decisamente onirica in cui una schizofrenica, evasa da un manicomio di massima sicurezza, riceve asilo all’interno di una casa sperduta in un villaggio abbandonato. La poveretta è vittima di allucinazioni, in cui si vede coinvolta in sadiche pratiche lesbo-sessuali. Ossessionata dal delirio, uccide la padrona di casa e minaccia la cameriera, prima di lanciarsi in un precipizio, per sfuggire a una sorta di demone col pene eretto. Chiudo l’analisi del quintetto con “Il Primogenito” per la firma di David Campton. Campton, conosciuto anche per svariati romanzi sci-fi, presenta un testo dal gusto dei classici del cinema horror anni ‘50. Abbiamo una coppia fidanzati invitati, dietro retribuzione, nella villa dello zio del ragazzo. La magione è dispersa nella campagna ed è circondata da serre in cui vivono piante tropicali e alcuni esemplari di piante carnivore. Nello scantinato si trova una strana e gigantesca pianta, dall’odore nauseabondo e con una sorta di baccello che agita in aria, simile a un fallo. Nel frattempo, delle strane dicerie girano attorno alla casa: si giura che, in passato, un giovane ragazzo sia stato divorato da una pianta. Le leggende si tramuteranno in realtà…
Tra gli altri racconti presenti, meritano un attenzione particolare “L’ultima illusione” (racconto da cui sarà tratto il film “Il signore delle illusioni”) del maestro Clive Barker (una storia in cui un detective privato dovrà vedersela con illusionisti e demoni), il romanzo breve “Murgunstrumm” Di Hugh Cave (storia di vampiri nascosti in una locanda immersa nei boschi), “Gli jugoslavi” (altra storia di vampiri, questa volta orchestrata con simpatico colpo di scena finale) e “Il Dramma Nero” (testo classico sui patti diabolici) per la firma di due altri grandi maestri della narrativa del terrore come Robert Bloch e Manly W. Wellmann.Completano l’antologia discreti testi (nella fattispecie quasi tutti dal taglio commerciale) di autori quali David J. Schow, Ramsey Campbell, Dennis Etchison, Charles L. Grant tutti un po’ in appanno e superati da colleghi di minor blasone.Senz’altro un volume consigliato agli amanti del genere. Divertimento assicurato. voto: 8