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domenica 5 settembre 2010

Recensione narrativa: Five Fingers - Cinque Dita (L. Barbieri)



Autore: Luca Barbieri

Anno di uscita: 2008

Casa editrice: Il Foglio Editore

Pagine: 180

Prezzo: 15.00 euro


Commento di Matteo Mancini

“Five Fingers”, inutile girarsi intorno, è un’altra perla curata da Vincenzo Spasaro per la casa editrice “Il Foglio Editore”.Si tratta di un’antologia con ambientazioni western dalle forti contaminazioni horror. Luca Barbieri, genovese classe 1976, dimostra a livello tecnico un talento portentoso (certificato anche dal primo posto nel Premio Rill nell’edizione 2009) che non ha niente da invidiare a quello dei più famosi scrittori professionisti del nostro panorama (anzi, ci sarebbe da dire l’opposto). Attento nella scelta delle parole e nell’utilizzo di termini ad hoc, Barbieri proietta il lettore in contesti lontani, non appartenenti alla nostra cultura, e lo fa con la disinvoltura di uno scrittore d’oltreoceano. Piuttosto che dalla filmografia western italiana (come paventato da altri recensori), Barbieri attinge dalla narrativa pulp e dal fumetto. Le cinque storie proposte sono molto dure e in alcuni frangenti crudeli come proiettili che spezzano le ossa del lettore (penso allo stupro presente ne "L'Antico credo", ma anche ai macabri particolari dell’impiccagione di "Cicatrici" con il condannato che perde gli escrementi sulla folla, e infine allo sbranamento di un pistolero a opera di un gruppo di cani randagi in "Vivere da uomini, morire da topi”). I racconti sono spesso crepuscolari, intrisi di un background malinconico che pervade il narrato e che nasconde un pessimismo che lascia l’amarezza nell’animo del lettore sensibile.

Prima di passare a una breva analisi dei cinque colpi che Barbieri ha inserito nella sua colt dalla forma di libro, occorre segnalare che ciascun testo è preceduto da una pagina dedicata a un dito della mano a cui viene attribuito un significato metaforico sviluppato dal racconto che lo segue.

“Polvere di legno nero” è l’elaborato che apre l’antologia. Si tratta di una sorta di revenge movie – come si direbbe al cinema – con un pistolero a caccia di una vendetta che cova da 11 anni e che ha in un uomo dal volto sfigurato il suo punto di arrivo. È probabilmente il testo meno graffiante del lotto, seppur qualitativo e con un finale ben calibrato.

Segue “L’antico credo degli insepolti” che propone una storia all’interno di un’altra storia (aspetto che trovo affascinante e che, personalmente, ho sfruttato anche in qualche mio testo). Qui siamo alle prese con un soggetto forse un po’ troppo diluito che ha nel suo prologo e nell’epilogo i suoi punti di forza. La trama vede un cow boy solitario entrare all’interno di un cimitero, in cerca di un posto dove riposare. Qui viene avvicinato da un becchino (ancora una volta col volto sfigurato) che lo invita a raccontare una storia per placare lo spirito dei morti che vagano nel luogo maledetto.La storia che il cowboy narra è una storia terribile fatta di stupri e smembramenti di rara crudeltà. Dietro a simili delitti c’è un indiano, braccato da un manipolo di soldati che faranno una brutta fine.

La lettura scorre con il testo più crepuscolare e ironico (un’ironia nerissima) dell’antologia, ovvero “Vivere da uomini, morire da topi”. Il titolo è esemplificativo della storia che si andrà a leggere, con un guerriero indiano e un celebre pistolero alle prese con la vecchiaia e i malesseri del corpo. Il cancro che corrode i due, però, non risparmia neppure la città: il progresso avanza implacabile a cancellare il romanticismo del west. Notevole la parte finale del racconto, un po’ troppo diluita la parte centrale. A mio avviso, con qualche taglio il racconto acquisisce un effetto ancora superiore, perché più concentrato.

“Cicatrici di roccia sopra l’anima di un assassino” ruota attorno a un’idea piuttosto semplice. Tutto è incentrato sull’impiccagione di un delinquente e sulla triste consuetudine di accaparrarsi i feticci del condannato da parte dei presunti civili. Un ragazzo povero, che fa la conoscenza del figlio di un giudice, riesce a infiltrarsi in questo assurdo mercato e strappa un macabro cimelio.

L’antologia si chiude con il racconto che più ho preferito, una storia che non avrebbe sfigurato nella celebre rivista weird tales. Mi riferisco a “Ciò che banshee porta con sé”, senz’altro il racconto più fantastico del lotto.Qui veniamo catapultati in un fortino militare che cade vittima di una maledizione preannunciata dallo spirare del vento del nord. I soldati, a poco poco, finiscono preda di un grosso lupo e della morsa del vaiolo scatenato da una partita di coperte infette. Notevoli le caratterizzazioni dei personaggi, perfetta la gestione del racconto. Davvero una perla rara nella narrativa underground. Eccellente.

Per chiudere non posso che ripetere che ci troviamo al cospetto di un’antologia graffiante e violenta, capace di conferire prestigio qualitativo alla casa editrice e alla sua sezione “fantastico e altri orrori” che vanta nel suo catalogo, peraltro, un’antologia come “L’incrinarsi di una persistenza” di Maurizio Cometto (gli editori di blasone farebbero meglio a sfogliarla).Consigliabile l’acquisto per gli amanti del pulp e della narrativa horror (nonché western, è implicito). Per volere individuare un film della nostra filmografia western che più si avvicina all'animo di questa antologia citerei, senza dubbio, "I quattro dell'apocalisse" di Lucio Fulci. Qui si riscontra la stessa violenza e la stessa atmosfera crepuscolare e folle del film del compianto artigiano del terrore. Buona lettura. Voto: 7

I film migliori che ho visionato in questa estate

Ecco il lotto di film migliori che mi è capitato di vedere, questa estate, per la mia prima volta. Non ho fatto scorpacciate però i film sotto elencati, pur non essendo dei capolavori, meritano la visione.

JUSTINE OVVERO LE DISAVVENTURE DELLA VIRTU'

Produzione: Ita-Ger
Anno: 1968
Regia: Jess FrancoGenere: Drammatico/erotico
Interpreti Principali: Klaus Kinski, Romina Power, Jack Palance

Il mio commento: http://www.film.tv.it/opinioni.php/film/opinione/496930/justine-ovvero-le-disavventure-della-virta-1969/

MORTE SOSPETTA DI UNA MINORENNE

Produzione: Ita
Anno: 1975
Regia: Sergio Martino
Genere: Poliziesco
Interpreti Principali: Claudio Cassinelli, Mel Ferrer.

Il mio commento: http://www.film.tv.it/scheda.php/film/38769/morte-sospetta-di-una-minorenne/

IL POLIZIOTTO DELLA BRIGATA CRIMINALE

Produzione: Fra
Anno: 1975
Regia: Henri Varneuil
Genere: Poliziesco
Interpreti Principali: Jean Paul Belmondo, Adalberto M.Merli

Il mio commento: http://www.film.tv.it/opinioni.php/film/opinione/487038/il-poliziotto-della-brigata-criminale-1975/

AMORE, PIOMBO E FURORE

Produzione: Ita-Spa
Anno: 1978
Regia: Monte Hellman
Genere: Western
Interpreti Principali: Fabio Testi, Warren Oates

Il mio commento: http://www.film.tv.it/opinioni.php/film/opinione/486199/amore-piombo-e-furore-1978/

AVATAR

Produzione: Usa
Anno: 2009
Regia: James Cameron
Genere: Fantascienza/Fantasy
Interpreti Principali: Sigourney Weaver, Michelle Rodriguez

Il mio commento: http://www.film.tv.it/opinioni.php/film/opinione/482533/avatar-2009/

ROMANZO CRIMINALE

Produzione: Ita-Fra-UK
Anno: 2005
Regia: Michele Placido
Genere: Gangster movie
Interpreti Principali: Kim Rossi Stuart, Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Claudio Santamaria...

Il mio commento: http://www.film.tv.it/opinioni.php/film/opinione/480948/romanzo-criminale-2005/

sabato 28 agosto 2010

Recensione narrativa: Vedremo Domani (AA. VV.)




Autore: AA.VV.
Anno di uscita: 1970
Casa editrice: Urania - Mondadori
Pagine: 142
Commento
Antologia curata dai direttori del periodico Urania e uscita in edicola nel lontanissimo 1970.Al lettore vengono proposte sette storie che portano la firma di tre autori di prestigio (Dick, Leiber e Reed) e altre quattro di autori di “seconda fascia” (se mi concedete la definizione).Nel complesso si tratta di un’opera che per taluni versi risente dell’epoca in cui sono stati scritti i racconti (periodo della guerra fredda), ma per altri si dimostra molto avveniristica e capace di anticipare temi che solo di recente, a esempio, sono stati sfruttati da film di grande successo come “Matrix” o “The Cube”.
Neanche a farlo a posta, i tre racconti più qualitativi (ad avviso di questo recensore) sono quelli proposti dai tre autori di maggior prestigio. Tra di essi Philip K. Dick, con “Le Formiche Elettriche”, offre al lettore – come suo solito - un autentico gioiello narrativo. Protagonista della vicenda è un robot organico (sullo stile del primo “Terminator” per fare paragoni cinematografici) che scopre di non essere un umano. Tale circostanza lo induce a interrogarsi sul proprio stato di autodeterminazione e sulla realtà soggettiva e oggettiva che lo circonda. Reso paranoico da tutti questi ragionamenti, il robot giungerà a scoprire che la realtà che ha attorno non è affatto tale ma è il risultato di congegni elettronici montati su di un nastro che scorre nella sua testa. La conoscenza di ciò porta alla morte del modello, ma anche delle persone – che tali non erano – che gli stavano intorno. Gli amanti di cinema potranno ravvisare in questa opera molti punti in comune con perle come “Matrix”, “Blade Runner” (non a caso nato dalla penna di P.K.Dick) e “Nirvana”.
Geniale (per come da un’idea si estragga un racconto metaforico) e tutt’altro che votato al mero intrattenimento è “La Bomba ai giovani” di Kit Reed. Qui ci troviamo catapultati in un futuro post-atomico dove gli Stati Uniti sono divisi in città dominate da bande di giovani teppisti che si suicidano o vanno incontro a morte eroica prima di compiere i venti anni (tema ripreso da King con “I figli del grano”). Chi non entra nelle bande (un c.d. matusa) è costretto a vivere una vita di duro lavoro e a invecchiare al servizio dei giovani. La chiave però per riequilibrare gli istinti bellici dei giovani e permettere ai matusa di riacquistare prestigio sociale è l’introduzione della bomba atomica. La paura dell’esplosione dell’ordigno, infatti, voluto da ogni banda, porta a rendere meno baldanzosi i giovani e a dare spazio ai saggi. Evidenti i riferimenti al periodo storico dell’epoca (cioè la guerra fredda e alla politica utilizzata per evitare che scoppiasse la terza guerra mondiale).
Di pregevolissima fattura è “Problema di Esame” (“Black Corridor”) di Fritz Leiber, anzi posso aggiungere che tra i racconti che ho letto dell’autore questo è uno dei suoi migliori. Qui siamo alle prese con un testo che mira a creare un’angoscia onirica e a immedesimare il lettore nel protagonista della vicenda. Abbiamo, infatti, un uomo intrappolato all’interno di uno stretto corridoio in cui due porte laterali sono le uniche vie di fuga da una parete mobile che avanza, restringendo sempre di più il corridoio. Sulle porte è presente un’etichetta che indica la natura del pericolo che si celerà oltre la porta. La scelta è fondamentale perché ne va della vita dell’intrappolato. A ogni porta aperta, il disperato si ritroverà in un nuovo corridoio al cospetto di una nuova scelta da fare fino al finale. Possiamo quindi sostenere che con “Black Corridor” Leiber ha gettato il seme da cui sarebbe poi nato “The Cube”.
Meno brillanti gli altri quattro racconti con comunque due storie abbondantemente sopra la sufficienza. Mi riferisco al bizzarrissimo e originale “Bruco Express” di Robert E. Margroff e a “Città Madre” di Ray Banks.
Nel primo racconto ci troviamo in un futuro in cui la terra è contaminata dalle radiazioni della quinta guerra mondiale. In tale contesto, gli uomini si trovano costretti a utilizzare come mezzi di locomozione degli immensi bruchi venusiani operati chirurgicamente e dotati di una corazza refrattaria alle radiazioni. Delle microscopiche creature dalla forma di scarafaggio, però, iniziano a sabotare i bruchi. Due rappresentanti delle forze governative cercano di risolvere l’imprevisto.
Meno originale, ma di sicuro valore, è la seconda storia. Qui voliamo in una città di un pianeta alieno da cui un umano, dopo aver acquisito la cittadinanza, cerca di organizzare il viaggio di ritorno sulla stazione di Saturno per riferire le scoperte sociali dallo stesso effettuate. L’uomo, però, viene boicottato dai politici e dagli amici terrestri presenti sul pianeta, perché mai nessuno si è allontanato dalla città e ciò è un vanto per la stessa in quanto sponsorizzata come la città perfetta. In realtà non sono i politici a controllare i cittadini, ma un elaboratore totalitario che prevede i pensieri degli uomini e interviene per assecondare i loro piaceri, se ritenuti meritevoli di tutela, oppure per sopprimerli e rinchiudere i disgraziati in delle specie di manicomi. Il protagonista riuscirà a decollare, contro il volere anche dei militari, solo dopo esser riuscito a convincere l’elaboratore centrale. Ancora una volta, quindi, il contesto sociale degli anni ’70 (denso di regimi totalitari) funge da scintilla per la nascita di un racconto intelligente.
Piuttosto lento, ma con idee interessanti, è “Roboscuola” di E.G. Von Wald che vede al centro della vicenda una scuola dove gli studenti vengono abituati ad agire come macchine prive di sentimenti. L’educazione impartita è talmente dura e opprimente che una volta liberati dalla loro prigionia gli studenti non saranno più in grado di agire autonomamente, ma si comporteranno come schiavi. In definitiva un altro racconto strettamente legato all’epoca in cui è stato redatto, ma mai quanto “Problema ospedaliero” di Tom Purdom. Purdom propone una spy-story (decisamente superata dall’evoluzione storica) che coinvolge scienziati sovietici contrapposti a quelli statunitensi, in una corsa di intelligence per evitare che la guerra fredda diventi guerra a tutti gli effetti.
Tutto sommato, “Vedremo Domani” pur proponendo alcuni racconti “poco futuribili” (se letti con l’ottica dei giorni nostri) è un’antologia piacevole che ha il pregio di raccogliere più di un racconto di ottima fattura capace di imprimersi nella mente del lettore. Consigliato. Voto: 7

sabato 21 agosto 2010

Recensione narrativa: NERO TROPICALE (Gordiano Lupi)



Autore: Gordiano Lupi

Anno di prima pubblicazione: 2003

Editore: Il Foglio Edizioni

Pagine: 255


Pubblicato per la prima volta nel 2003 dal “Terzo Millennio Editore” e riproposta, nei mesi scorsi, da “Il Foglio Editore”, “Nero Tropicale” è una delle primissime antologie firmate Gordiano Lupi. Composta da quattro racconti più un romanzo breve, l’opera avrà un suo seguito con l’antologia “Orrori Tropicali”. A differenza di questa seconda antologia però, nella fattispecie abbiamo un lotto di testi qualitativamente più omogenei e tutti ambientati a Cuba. In molti casi a farla da padrone sono le pratiche esoteriche del posto (si assiste a possessioni diaboliche, riti di Santeria, spiriti assassini e leggende popolari) che, spesso (ma non sempre), stanno alla base delle catene dei delitti.Penso di poter dire che “Nero Tropicale” sia l’antologia più cruenta di Lupi. In molti racconti emerge nettamente l’amore per l’horror e Lupi non tira indietro il braccio dopo aver scagliato il sasso, con descrizioni minuziose di mutilazioni e violenze di ogni tipo (sessuali comprese). L’autore però non si limita a questo, dietro a storie che oscillano tra l’horror puro e il noir, pittura – come suo solito – un contesto socio-politico con personaggi che vengono trasformati in assassini dalla povertà o che comunque bramano di conquistare una libertà che nel loro paese – che comunque amano – si rivela essere una chimera irrealizzabile.
Assai qualitativo, anche se (al sottoscritto) da un po’ l’idea di esser stato eccessivamente ampliato con episodi che tendono a ripetersi (vedi l’interminabile catena di omicidi che si susseguono spesso con le stesse modalità o il protagonista che tutte le volte ci tiene a precisare che ha fatto l’amore con la propria ragazza), è il romanzo “Nella coda del caimano”. In circa 200 pagine, Lupi parla degli amori di un ragazzo di una piccola località che sorge sulla punta estrema di Cuba - lato Haiti - sulle sponde di un fiume. Gli amori di cui parla Lupi sono amori messi a dura prova dal contesto socio-politico, ma anche da un spirito malvagio che dimora all’interno del fiume a protezione di un tesoro d’oro di cui in pochissimi sono a conoscenza. Molti sono coloro che perderanno la vita, per effetto delle lame fantasma dello spirito, ma anche di un serial killer eremita che si nasconde nella foresta tropicale e che sarà arrestato dai reduci della guerra di Angola.A tratti malinconico e romantico, il romanzo prende le mosse come un racconto horror e poi evolve sempre più verso l’avventura, con un epilogo apparentemente felice ma che in realtà, sotto la mia chiave di lettura, appare doppiamente triste, perché gli amori del ragazzo si riveleranno in entrambi i casi (compreso l’amore della ragazza che si preoccupa dei budget economici) chimere soffocate dalle regole del contesto sociale.
Di grande spessore e, giustamente ampliato con il romanzo “Una terribile eredità” (di cui si consiglia caldamente la lettura), è “Il Sapore della carne”. Si tratta di una storia drammatica che narra le vicende di un reduce della guerra di Angola che soffre di quello che si potrebbe definire un disturbo post-traumatico da stress. L’ex militare infatti è ossessionato da un tarlo, alimentato dai terribili ricordi di guerra, che lo spinge a commettere atroci delitti. Niente riesce a fermare la fame di sangue dell’assassino, neppure l’amore di un figlio. Ancora una volta, dietro al mostro, si nasconde la mano di un regime totalitario, ma anche, più a 360 gradi, la follia della guerra.
Molto bello e con un epilogo da maestro dell’orrore è “La vecchia ceiba”. Qui siamo alle prese con un albero (la ceiba, appunto) che cela dentro di sé un mistero esoterico: pare raccogliere all’interno del proprio fusto le anime dei morti. Chi cerca di abbatterlo o di sradicarlo va incontro a un triste destino, così come accadrà a un gruppo di zingari molestatori di una ragazza del posto protetta dallo spirito della ceiba. Gli uomini, infatti, finiscono sbranati da una belva che pare tutto tranne che un comune animale. Il racconto è strutturato sullo stile che Lupi riproporrà per “Il mistero di Encrucijada” (inserito in “Orrori tropicali”), con particolare caratterizzazione degli amori di una giovane protagonista e il ricordo di vecchi racconti narrati sottoforma di favole nere che si rivelano poi tristi realtà.
A mio avviso, i restanti due racconti sono meno qualitativi dei tre esaminati. “Sangue tropicale”, che è il testo di apertura, propone una catena di delitti perpetrati da un italiano trapiantato a Cuba; non si tratta però di semplici stupri che finiscono con la morte della donna di turno, ma di atti propiziati da uno spirito maligno da cui l’uomo, suo malgrado, è posseduto a seguito di una fattura lanciatagli da una vecchia compagna respinta. Il soggetto è senz’altro affascinante, tuttavia il taglio drammatico che assume la vicenda pare, ad avviso di questo recensore, non sviluppare appieno le potenzialità come invece avrebbe garantito un taglio giallo. Il lettore non viene sfidato a scoprire chi sia l’assassino, ma tutto ruota sul motivo per cui questo uccide e sui riti esoterici caratteristici di Cuba.
“Parto di sangue”, invece, è il racconto che chiude la raccolta e propone una storia all’insegna dello splatter con un epilogo terribile e folle, ma prevedibile. Ancora una volta, la povertà e il senso di disadattamento sociale contribuiscono a creare mostri.
Nel complesso dunque un’antologia di livello che merita senz’altro una lettura, specie per chi non conosce l’humus della vera Cuba. Voto: 7

mercoledì 18 agosto 2010

Produzione Narrativa anno 2008

Il 2008 è l’anno in cui, mediamente, ho steso i miei migliori racconti. Ciò è attribuibile per un verso alla maggiore esperienza acquisita e per l’altro a una buona quantità di tempo libero che nel 2009 e nella prima parte del 2010 non ho avuto a disposizione causa impegni di lavoro e concorsi pubblici.
18. Il Mare delle Tenebre
Genere: Fantastico/Horror/Filosofico
Tema: Aldilà
Questo è, a mio avviso, il mio miglior racconto in assoluto (impressione che mi è stata confermata anche da vari amici che hanno letto il testo, a parte qualcuno che continua a dirmi che me la cavo meglio col giallo). Il soggetto ha avuto una lunghissima gestazione che è passata prima dalla stesura di una sceneggiatura ed è poi diventata racconto. Ricordo che scrissi questo racconto nelle vacanze natalizie dopo aver sostenuto lo scritto dell’esame di avvocato. L’elaborato finale fu selezionato tra i 12 racconti finalisti della selezione Archetipi (Edizioni XII), ma non riuscì a classificarsi nei primi tre posti e per questo non venne selezionato per l’antologia organizzata dall’editore.Vista la lunghezza non l’ho più presentato in nessun altro concorso, ma l’ho inserito in una brevissima antologia tutta mia che è uscita nel maggio del corrente anno e che si intitola “La Lunga Ascesa dal Mare delle Tenebre”.
Il link dell’antologia:http://www.libreriauniversitaria.it/lunga-ascesa-mare-tenebre-mancini/libro/9788896961049
19. Le Diable
Genere: Giallo Classico
Tema: Pedofilia
Sull’entusiasmo de “Il Mare delle Tenebre”, stesi anche questo giallo che probabilmente è il mio miglior prodotto nel genere. E’ una storia molto cupa, senza protagonisti positivi, che ruota attorno all’omicidio di una bambina il cui cadavere viene ritrovato in una palude grazie all’intervento di una medium. Un poliziotto corrotto con un cancro ai polmoni conduce le indagini. Non mancano passaggi metaforici.Il testo è abbastanza lungo tanto che lo iscrissi, dopo svariati mesi in cui rimase sepolto nel mio solito cassetto, al difficile concorso “Esperienze in giallo” del 2009. Non fu selezionato e da allora lo tengo fermo, in attesa di pubblicare un’antologia “giallo-nera” tutta mia in cui inserirlo come fiore all’occhiello.
20. Rien ne va plus, les jeux sont fait (aka Il Giocatore d’azzardo).
Genere: Thriller onirico
Tema: Gioco d’azzardo
Giallo molto bizzarro e onirico, ricco di visioni psichedeliche. Personalmente, amo molto questo testo tanto da considerarlo tra i miei elaborati più riusciti. Purtroppo, come capita spesso quando ho queste impressioni, non ha avuto fortuna nei due concorsi in cui l’ho presentato (un mi pare che fosse il Trifolium edizione 2009).Il soggetto vede come protagonista un derelitto che ha perso ogni cosa al gioco, inseguito da un personaggio immaginario che lo sfida in un’ultima scommessa, tra i vicoli di una città abbandonata.È ancora inedito.
21. Maledetta P.
Genere: Thriller
Tema: ambientazione western
Racconto bizzarro che miscela giallo, western ed erotismo. Scritto dalla prima all’ultima riga con uno stile ambiguo (penso di esserci riuscito sufficientemente bene), lo realizzai per un’iniziativa organizzata dall’Edizione XII dedicata a racconti “storici”. Il testo venne apprezzato da più di un collega, ma alla fine non fu selezionato.Venne invece accettato da Valeria Ferracuti per l’antologia “Sex in Noir”Il soggetto vede come protagonista quella che appare come una prostituta (in realtà è altro) che viene “noleggiata” da un borghese che vorrebbe passare con lei una nottata di fuoco (anche se solo alla fine si capisce che tipo di nottata si tratta).
22. Visioni di un assassino
Genere: Fantastico
Racconto fulmineo, dal soggetto tutt’altro che trascendentale, iscritto al concorso Horror T-Shirt di scheletri,com. Lo trovate online sul sito di scheletri.com
23. Anello di Tufo
Genere: Fantastico
Tema: Corsa storica
Questo è un racconto di cui vado orgoglioso e che mi è valso più di un complimento. È stato, addirittura, oggetto di studio da parte di due amici scrittori. Il racconto omaggia una “competizione” folkloristica molto conosciuta in Italia e nel mondo, ma lo fa con l’inserimento di alcuni elementi che trasformano la storia in un qualcosa di fantastico.Alto il livello onirico, finale, nelle mie intenzioni, struggente.Il racconto si classificò molto bene nel concorso “Letteraria 2008” e fu selezionato tra circa 200 testi partecipanti e inserito nell’omonima antologia a cura dell’Area 31 press.
24. L’Alchimista
Genere: Horror gotico/Erotico
Tema: Vampiri
Horror che ha strappato più di un consenso, addirittura un mio amico giornalista romeno mi scrisse un’email per farmi i complimenti per aver colto lo spirito “transilvano”.Si tratta di una storia ambientata nell’ottocento in Bretagna, dove una donzella si reca in un castello per incontrare un giovane e seducente alchimista. La ragazza non sa di essere finita in un circolo dove Satana e un vampiro adescano giovani per le loro pratiche alchimistiche. Il racconto fu selezionato nel concorso “Vamp 2008” e inserito nell’omonima antologia.
25. “TITOLO CRIPTATO”
Genere: Thriller
Tema: Serial Killer
Ho criptato il titolo perché questo racconto, dopo anni di sonno in un cassetto, è stato iscritto di recente a un concorso per narrativa gialla. Rispetto alla versione iniziale è stato ampliato di 1/3 e più che interessarsi alle gesta del killer e della polizia analizza la città come causa generatrice della delinquenza.
26 Solo, nella gabbia
Genere: Horror/Erotico
Tema: Sirena
Testo altamente metaforico (anche nella costruzione delle scenografie) che scrissi per una gara organizzata dal forum di sognihorror. Successivamente è stato accettato da Valeria Ferracuti per un’antologia curata dal sito mysecretdiary e dal titolo “Temptation”.Il testo analizza, a livello metaforico, le conseguenze di un atteggiamento superficiale da parte di un ragazzo nell’approcciarsi al gentil sesso. Il giovane finirà prigioniero in una sorta di tempio eretto in omaggio a una sirena dai capelli formati da un ammasso di anguille.
27. Sotto le stelle di Orione
Genere: Horror/Thriller
Tema: Omaggio a Lovecraft
Considero questo testo un fiore all’occhiello della mia produzione fantastica. Ambientato in Scozia, affronta il tema “Chupacabra” con un taglio – nelle mie intenzioni – Lovecraftiano.Molte le scene oniriche. Il testo fu selezionato dalla rivista Nugae (numero XIX) in un numero dedicato al solitario di Providence.
28. Il libro dalle rifiniture d’oro
Genere: Fantastico
Tema: Libro.
Questo racconto lo presentai al concorso indetto nel 2008 da Andrea Franco che richiedeva testi che avessero nel “libro” l’elemento centrale della vicenda. Si tratta di un testo che non venne apprezzato a sufficienza per essere inserito nell’antologia e che ha un’anima di profonda critica ai formalismi che molto spesso vengono anteposti alla sostanza. Non vi nascondo che la storia prende le mosse da un qualcosa che ho vissuto in prima persona seppure come non protagonista della vicenda…
29. Il Pianeta Nero
Genere: Fantascienza
Tema: Viaggi nel tempo.
Racconto che scrissi per il concorso “NASF IV”. Si tratta di una storia che prende spunto dall’abusato tema “macchine del tempo” per cercare di dipingere una società del futuro dove il catrame ha ingoiato ogni forma di vegetazione, dove tutto è spettacolo (compresi i processi giudiziari) e dove i cittadini sono costantemente monitorati dalle telecamere delle televisioni.Il testo fu selezionato e inserito nell’antologia del concorso.
30. Orrore, a largo di Retirnia
Genere: Fantastico
Tema: il mare
“Orrore a largo di Retirnia”, se mi consentite il termine, è una delle mie perle. Si tratta di un racconto altamente metaforico che racchiude in sé stesso la storia della mia Tirrenia, la storia dell’Italia del periodo fascista e la mia passione per il fantastico dei primi del ‘900. Non so in quanti siano riusciti a sviscerarlo fino al suo profondo, vista la forte componente ermetica.Il racconto si è classificato in 2° posizione nel concorso “Fantastic Zen” (Edizioni Diversa Sintonia), battuto solo da un elaborato di Landini, e inserito nell’omonima antologia.L’editore Milani presentò il testo come “la discesa nostrana nel Maelstrom, i paesaggi toscani trasformati in un racconto di Lovecraft”. Il testo è stato altresì premiato con menzione d’onore nel “Premio Il Delfino” organizzato dal Comune di Pisa e dalla regione Toscana e aperto ai testi di qualunque genere con ambientazioni marina. Ritirai il premio ripreso dalle telecamere di RAI 3 (anche se poi non ho mai visto in onda il servizio sulla premiazione).
31. La Sfinge del deserto
Genere: Horror
Tema: La sfinge
Racconto presentato alla II Edizione nel buonanotte e sognihorror con fortune alterne, incentrato sulla figura della sfinge e dei suoi legami con le costellazioni dello spazio. Attualmente il racconto è in fase di sviluppo e sarà presentato a un prossimo concorso per narrativa anche non inedita.
32. La Morte corre su quattro teste.
Genere: Horror
Tema: La morte.
Questo è un testo di cui vado piuttosto fiero, in quanto ritengo che sia caratterizzato da una certa originalità. Purtroppo, ha avuto, anch’esso, fortune alterne e al momento continua a essere inedito, non per molto perché l’ho inserito nella mia antologia “Sulle rive del crepuscolo” di prossima pubblicazione.
33. One Shot, One Kill
Genere: giallo
Tema: Vendetta
Short story che punta tutto sulla sorpresa finale e sulla resa di conti tra un sicario e un boss della malavita. Scritta e selezionata per l’antologia “Concorso in Omicidio 2”.
34. L’Uomo che invidiava le virtù altrui
Genere: Horror
Tema: L’invidia
Ho cambiato varie volte il titolo e il testo di questo racconto la cui prima stesura è avvenuta nel 2008, ma ha poi subito moltissime modifiche (le ultime apportate un mesetto fa) rilevanti, soprattutto sotto il profilo visionario.Protagonista è un professore di provincia che invidia i successi ottenuti da un amico che ha fatto fortuna e ha ottenuto un successo internazionale. Il sentimento del professore viene ascoltato ed esaudito da un personaggio sconosciuto che gestisce le carte del destino. Alle fortune e ai successi lavorativi di cui beneficerà il protagonista faranno da contrappeso le paure e le angosce con cui questo non avrebbe mai pensato di dover fare i conti.Il testo dovrebbe esser inserito in un’antologia dedicata all’onirico che sto cercando di curare.
35. Il Raggio di Halloween
Genere: Horror
Tema: i demoni dell’animo
Testo allegorico dalla prima all’ultima riga, caratterizzato da una spiccata componente onirica (soprattutto sulle “scenografie” in cui si narra la storia). Il racconto fu scritto per un e-book curato da Lele Mattana per il periodo di Halloween, ma fu poi selezionato anche per l’antologia “RACCONTI SEPOLTI” edita da “Il Foglio Editore”.Il racconto parla di un raggio capace di aprire una quarta dimensione: la dimensione dell’anima, dove si trovano nascosti i complessi e le paure che saranno sconfitte solo da chi avrà la forza di affrontarle.Credo che si tratti di uno dei miei racconti meglio riusciti.
36. RICORDO, TRISTEZZA, SOLITUDINE
Genere: noir
Tema: Stragi familiari
Questo è un brevissimo racconto/riflessione che scrissi in occasione di una tragedia familiare che si è verificata nella mia città un paio di anni fa e che ha coinvolto delle persone che conoscevo di vista.Originariamente scritto perché mi sono sentito di buttare giù quello che mi frullava per la testa e poi presentato al Roma Noir (senza successo) e alla “I Selezione scrittori per Talitha” (finalista su 158 racconti presentati).Le lettere delle tre parole del titolo sono altrettante iniziali di tre nomi.Il racconto sarà pubblicato come introduzione sulla mia prima antologia dedicata al “giallo/noir”.
37. E VENNE IL GIORNO IN CUI LA PIOGGIA DIVENNE FUOCO
Genere: fantascienza
Tema: Musica / Post-Atomico
Questo è uno di quei classici racconti su cui io confidavo moltissimo e che invece ha fatto flop (allo Space Prophecies del 2009).Il racconto è piuttosto originale e assume, tra le altre cose, una valenza di critica alle case editrici o di produzione che antepongono il successo commerciale alla qualità artistica.Il testo sarà presente nella mia antologia “Sulle rive del crepuscolo”.
38. I SIGNORI DEL GRANDE INGANNO
Genere: Grottesco
Tema: Dio e la religione
Testo che dire blasfemo è dir poco. Scritto con taglio volontariamente grottesco e pulp, propone una sorta di partita tra Dio e il Diavolo che vede gli uomini come pedine sacrificabili di una partita a scacchi.Il testo è stato selezionato da Lele Mattana per un’antologia che dovrebbe uscire entro la fine del 2010 per le Edizioni Il Foglio.

martedì 17 agosto 2010

Sulle Rive del Crepuscolo: Coming Soon



Novità sul fronte antologie personali.

Arrivate da meno di una settimana le bozze cartacee della mia prossima antologia. Domani dovrebbero ripartire, da me corrette, destinazione Milano (GDS Edizioni).

I racconti saranno 17 per 110 pagine. Il prezzo del libro è stato fissato a 12,00 e dovrebbe uscire entro la fine di ottobre.

Si tratta di un'antologia che racchiude racconti fantastici (ce ne sono anche alcuni fantascientifici).

Meno criptica de "La lunga ascesa dal mare delle tenebre", "Sulle rive del crepuscolo" si allaccia alla mia prima antologia e si proietta verso nuovi lidi.

Ci sono racconti inediti e altri che sono usciti in piccolissime antologie.

Non ho inserito i miei cavalli di battaglia (a parte "Anello di Tufo" e "Sotto le stelle di orione"), quali a esempio "Orrore a largo di Retirnia", "L'ultima partita", "Il raggio di Halloween", "La morte è una signora che va a braccetto col pregiudizio", "Miraggio Tropicale", "Genesi di un eroe" etc etc, perché ho dato fiducia ai miei testi meno noti e "meno conosciuti".

Non saranno neppure presenti i racconti gialli/pulp che, visti anche i miei ultimissimi elaborati proposti per i vari "Giallolatino", "Molise in giallo" e "Lama & Trama", spero di poter proporre tutti insieme nella mia prossima antologia che sarà, dunque, dedicata interamente al thrilling.
A presto per gli aggiornamenti. Intanto, in cima a questo post, potete ammirare la copertina definitiva realizzata da Jean Louis Foddai con la collaborazione di Ivana a cui vanno fin da adesso i miei ringraziamenti per avermi coadiuvato in questa realizzazione.

domenica 15 agosto 2010

OMAGGI IN RICORDO DI CAMPIONI CHE NON CI SONO Più E CHE MI PIACE RICORDARE SEMPRE CON PIACERE

Dedico un dolce pensiero a questi personaggi, scomparsi all’apice o all’inizio di un loro sogno.

RICCARDO PALETTIDeceduto quando aveva realizzato il suo più grande sogno, alla seconda corsa in F1 dopo una promettente carriera nelle formule minori. Quel giorno a vederlo in Canada, la sua prima vera qualificazione in un GP, c’era tutta la sua famiglia e alcuni amici. La sua corsa durò solo pochi metri.A lui è stato dedicato il nome di un circuito nel nord Italia.
http://www.youtube.com/watch?v=wTKczox4GHg&p=17A4F4BE6CBA4ABE&playnext=1&index=73

MARCO PANTANIParla da solo il servizio di De Zan.
http://www.youtube.com/watch?v=OzjeRHy1qOA

ROLAND RATZENBERGERNon lo ricorda quasi nessuno, essendo deceduto il giorno prima di Senna. Anche lui aveva coronato da pochi mesi il sogno di correre in F1.Ricordo che vidi l’incidente in diretta e fu subito una brutta impressione.
http://www.youtube.com/watch?v=QZ55XZyaPVI&feature=related

FABIO CASARTELLIAnche in questa circostanza ricordo quel triste giorno.
http://www.youtube.com/watch?v=iNaF84WcdLA

ELIO DE ANGELISUno degli ultimi grandi campioni italiani di F1.
http://www.youtube.com/watch?v=FLyLFCJD9x8

BRUCE LEEUn mito, anche dal punto di vista artistico e filosofico, scomparso troppo presto. Ho scelto il finale del film tratto dalla sua vita.
http://www.youtube.com/watch?v=pf-UGGe_P9s

AYRTON SENNAQui ci sono molti ricordi, ma i più belli sono legati a quell’urlo e pianto di liberazione dopo la vittoria del suo primo gran premio del Brasile (il gran premio di casa) – ved. fine di questo file http://www.youtube.com/watch?v=MC8wAc58xDE&feature=related
- e alla scena di cui al minuto 5 del primo file sotto riportato quando si fionda fuori dalla macchina per prestare soccorso a un collega incidentato. Bello anche il ricordo di Prost a fine file. http://www.youtube.com/watch?v=OFbpdWZ6_u8