Autori: Vincenzo Mastronardi, Ruben De Luca e Moreno Fiori.
Anno: 2006.
Genere: Saggio Criminologico.
Editore: Newton Compton Editori.
Pagine: 446.
Prezzo: 19.90 euro.
Preso appena uscì in libreria e riletto a distanza di venti anni dalla prima volta, Sette Sataniche resta il migliore libro mai pubblicato in Italia d'impronta criminologica sull'argomento satanico. È opportuno premettere che non si tratta di un libro sul diavolo nella religione, nell'arte e nel cinema, come Il Grande Libro di Satana (2022) di Danilo Arona edito da Mondadori né di un saggio antropologico come Il Diavolo (Newton & Compton) di Alfonso Di Noia, ma di un'applicazione della branca satanica alla criminalità. Sebbene risulti firmato a sei mani, l'anima del progetto è senza dubbio da individuare in Ruben De Luca, all'epoca già il migliore ricercatore di criminologia (per valore divulgativo) che sia mai stato presente in Italia. Ricordo che nel 2003/04 mio zio, sapendo che ero alla ricerca del volume (un capolavoro assoluto) Anatomia del Serial Killer 2000 (Giuffré Editore), girò tutte le librerie di Pisa per ricercare il libro salvo poi rivolgersi direttamente alla rivendita autorizzata dell'editore in città perché (all'epoca) certi volumi erano considerati accademici e Feltrinelli declinava l'ordine. I saggi criminologici di De Luca non sono mai stati derivativi, ma si sono sempre caratterizzati per un impulso innovativo e personalizzato, in altre parole si distinguevano dalla massa e non solo per la quantità di materiale debordante persino rispetto ai volumi provenienti dall'estero. A quei tempi recuperai un numero infinito di questi saggi (ne avevo più io che la facoltà di Giurisprudenza di Pisa), tra i quali Delitti Rituali (Centro Scientifico Editore) di Angelo Zappalà e Criminal Profiling (McGraw Hill) di Massimo Picozzi. Ebbene, nessuno riusciva a raggiungere il livello dei volumi di De Luca, sempre attento ad adottare un linguaggio e una delineazione della materia che restasse a metà strada tra l'accademico e il popolare, così da rendere popolare senza banalizzare la materia. Non a caso il suo approccio ha finito con l'interessare un editore “commerciale” come la Newton & Compton. Sette Sataniche, quando uscì, peraltro con la collaborazione del professore Vincenzo Mastronardi (psichiatra e direttore della cattedra di Psicopatologia forense presso La Sapienza Università di Roma), fu un qualcosa di mai visto in Italia. Un volume magnifico, come lo sono i volumi di De Luca (purtroppo, poi, allontanandomi dalla criminologia non ne ho più seguito la carriera ma, come si dice in C'era una volta in America, “un cavallo vincente si vede alla partenza”), che affronta la tematica con un mix vincente tra cronaca nera (la seconda parte è interamente dedicata al Mostro di Firenze) e approccio più squisitamente saggistico con definizioni e classificazioni. Il satanismo viene spulciato da ogni punto di vista, soprattutto in una modalità congeniale al tema d'interesse che è l'applicazione sul versante criminologico (ma non solo). Il taglio espositivo è pratico, valido per un lettore comune ma anche per gli operatori di polizia con suggerimenti di indagine e collegamenti ai reati del codice penale di solito commessi dagli aderenti delle sette. Non manca una rapida panoramica sulle varie sette assimilabili alle sataniche che operano nel mondo (dal vudù alla santeria, passando per macumba, palo mayombe e via dicendo) senza mai dimenticare il collegamento diretto con i fatti e la casistica offerta dalla cronaca nera. Una parte, probabilmente a cura di Moreno Fiori (dottore in teologia e demonologo), di matrice occulta è persino dedicata alla stregoneria e ai suoi riti.
Un libro magnifico che non può mancare nella libreria dei cultori di criminologia, anche per la sua particolarità applicata al satanismo. A ogni modo, quando vedete un saggio criminologico che porta la firma Ruben De Luca, non abbiate dubbi: vale sempre l'acquisto.


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