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domenica 9 agosto 2026

Presentazione racconti Matteo Mancini - Stagione 2026.

I RACCONTI DI MATTEO MANCINI SCRITTI NEL 2026 E TUTTE LE ALTRE ATTIVITA'

Al Garfagnana in Giallo, 4 luglio 2026, Barga
in compagnia dell'amico Paolo Soli
entrambi finalisti nella sezione "Racconti Inediti".
 

A poco più di metà stagione, inizio a muovermi per presentare i tanti racconti licenziati in questo 2026, che è avviato a essere la mia stagione dei record, sia per numero di racconti presentati che di pubblicazioni, con qualche premio già finito in bacheca. Due cose, al momento, mi riempiono di orgoglio. La prima è avere confermato tutti i risultati buoni conseguiti negli anni passati (aspetto tutt'altro che scontato, a fronte di una concorrenza agguerrita e preparata), con la vittoria nel Toscana in Giallo 2026 e il superamento delle preselezioni al Neroma Noir True Crime (al momento sono semifinalista, nell'edizione del 2024 fui secondo), oltre che la selezione ottenuta per mano di Luca Ortino all'interno dell'antologia Sotto il Segno dei Dinosauri (Edizioni Scudo) e l'attesa dei responsi del Premio Torre Crawford (ottenni menzione nel 2025), dove sono convinto di avere in gara un buon racconto. Non manca poi la speranza (forse più complessa) di tornare finalista al Fipili Horror Festival, dopo due fallimenti consecutivi. Il secondo aspetto è l'essere entrato in selezioni – in molte delle quali ero al debutto - che mancavano nel mio curriculum, quali il Premio Terrorea (Horti di Giano), le edizioni Soglia Oscura, la Edikit del mitico Andrea K. Lanza, il Premio Scheletri, il Garfagnana in Giallo e soprattutto (ci tenevo in modo particolare) il Terni e Narni Horror Fest. Non sono inoltre venute a scemare le collaborazioni col gruppo Strani Aeoni, aumentate esponenzialmente. Una stagione dunque già in saldo attivo, quando mancano ancora più di quattro mesi al termine, con concorsi quali Giallo Fiorentino, I Racconti del Gatto Nero (questo sarebbe un fiore all'occhiello), il citato Torre Crawford, Aliblu, Kipple, Pontederry, Esperienze in Giallo e le prossime candidature a Fipili e Premio Poe a tenere ancora banco, senza contare quelle che seguiranno (Abruzzo Horror, Nella Tela, 300 Parole, Streghe e Vampiri, 100 Squarci nel Buio, Nabokov fino al proibitivo Premio Hypnos).

Pochissime le delusioni, tra cui spicca quella del Porco Rosso – Fantascienza Resistente (la più clamorosa e ingiusta), mentre sono più comprensibili quelle al Corvo Nero e al Neroma Noir (peraltro col medesimo racconto, un horror mascherato da thriller) e al Visioni dal Domani (racconto poco sci-fi e dunque fuori bando) o di Fucine Editoriali (dove comunque il racconto ha ricevuto scheda positiva dai giurati) o per appena una posizione al Premio Aladei (16° su 188 partecipanti). Numeri molto buoni, con una percentuale di riuscita del 75%, in una stagione dove ho bypassato concorsi di prestigio quasi gli impossibili Urania Short e Trofeo Rill, o altri alla portata come Mysterias e Incubi. Rinvio la prosecuzione dell'introduzione a dicembre, così da completare le statistiche definitive. Concludo solo dicendo che scrivere non è né un lavoro, né un qualcosa da fare nei ritagli di tempo, tra una birra o una scazzata al pup ridendo tra un rutto e l'altro. Scrivere è costruire realtà alternative, è uscire dalla banale e grigia quotidianità, fatta di individui modesti e opportunisti alla caccia di soldi, per creare altre vite, dove divertirsi, esprimere idee personali e veicolarle in chiave narrativa senza mai dimenticare il contenitore di riferimento (nel mio caso la narrativa di genere ovvero il B-MOVIE). Non è sacrificio, ma tracciare mondi alieni dove le regole vengono piegate per essere superate da chi ha la mente aperta per rendersi conto che la realtà è molto più relativa di quanto si possa pensare.

PRODUZIONE NEL DETTAGLIO: I racconti ancora inediti hanno il titolo censurato.

00 LA BESTIA CHE SALE DAL MARE


Scritto: Ottobre 2024 / Novembre 2025.

Battute: 44.500

Genere: Horror.

Pubblicazione: Esecranda V. 11 (Esescifi).


Descrizione. Penso di poterlo annoverare, tra gli oltre cento racconti da me pubblicati, come uno dei pezzi della mia Greatest Hits. L'origine è lontana. Il soggetto primordiale viene da un mio amico che non scrive (Samuele Toccafondo), con cui ho sviluppato quattro o cinque racconti tra i più riusciti della mia produzione come Genesi di un Eroe (selezionato dal Premio Urania Sandro Battisti) e La Zona (menzione al Premio Hypnos). Scriverlo è stato problematico, per effetto di una struttura molto complessa che incrocia quattro piani temporali diversi. Dapprima più lungo, poi accorciato, quindi di nuovo strutturato per andare oltre le 100.000 battute in una extended version (intrisa di rimandi storici e ambientali) e poi ridotto della metà. È stato il racconto più complesso della mia intera produzione. Ha ottenuto risultati crescenti, debuttando senza successo al prestigioso Premio Hypnos di qualche anno fa (in cui avevo strappato una menzione l'anno prima). È poi arrivato quarto al Premio Blatty di Eclissi Edizioni, alle spalle del vincitore del Masters of Horror della Universal Picture Samuele Fabbrizzi, non trovando sede nella rivista Infernalia per divergenze contrattuali (mi sono rifiutato di cedere i diritti di sfruttamento a titolo gratuito per 25 anni all'editore: anni di lavoro per regalare un racconto al primo che passa!). Di nuovo modificato e alleggerito nello stile, ha preso parte da inedito al Premio Esecranda con ambizioni di vittoria. Pur se apprezzato, non è finito nel gruppo dei sei finalisti, venendo probabilmente sottovalutato. È un racconto satirico, cattivo e coraggioso, che non si limita a fare intrattenimento e che colpisce il pragmatismo dei centri di potere (religiosi, politici e militari) mettendone alla berlina l'arroganza e il supposto senso di superiorità. Siamo dalle parti dell'orrore demoniaco, con echi (non voluti perché l'ho letto dopo) del romanzo La Notte del Demonio di Straczynski, sebbene la parte finale suggerisca un epilogo fantasy che strizza l'occhiolino al manga Devilman.

I rimandi all'Apocalisse, la caratterizzazione delle istituzioni e i dialoghi sono tutti farina del mio sacco, così come la scena finale sul lungomare. C'è chi lo ha considerato la mia migliore prova in Esecranda, dove sono stato reputato tra i venti migliori autori del decennio con l'inclusione del precedente Biotechnic Meat & Fish nel volume della Golden Edition. È stato inserito nel volume 1 del concorso, uscito nel febbraio del 2026. Ne sono orgoglioso.


00 L.A


Scritto: Luglio 2025.

Battute: 7.300

Genere: Horror.

Pubblicazione: Inedito.


Descrizione. Scritto per La Paura fa Novanta... del FIPILI Horror Festival nell'estate del 2025 e poi riproposto per Storie al Buio organizzato da La Soglia Oscura ha fallito su tutti i fronti nonostante il mio giudizio resti positivo. Un po' come il numero 46 del fumetto Dylan Dog, Inferni, immagina un incubo in cui le persone cercano di liberarsi dal giogo del tempo che passa e che rende i loro corpi sempre più decadenti, mentre gli addetti a uno sportello burocratico davanti al quale sono in fila richiedono ogni volta l'esibizione di un nuovo documento. Dopo due fallimenti è tornato in gioco: è ancora in attesa di giudizio.


00 S.


Scritto: Febbraio 2025.

Battute: 40.000

Genere: Sci-fi - Satirico.

Pubblicazione: Inedito.


Descrizione. Questo è un altro racconto che io inserirei nella mia top 20 di sempre tanto che è nato con importanti ambizioni, prendendo parte prima all'Urania Short del 2025 e poi, in modo un po' forzato rispetto al bando, a Visioni dal Domani di Tabula Fati. Ha il limite, che probabilmente lo ha penalizzato nei concorsi fantascientifici in cui è stato presentato, di essere un fantastico/surreale, sebbene mascherato da fantascienza sociale con qualche prospettiva distopica. L'irriverenza pulp e tragicomica nei rapporti tra uomini e donne è un altro limite in un contesto serioso e accademico. La tematica è quella del “no alla violenza contro le donne”, ma qua l'idea arriva da lontano, ovvero da uno spunto rimasto per almeno quattro anni nel proverbiale cassetto. Durante un servizio in pattuglia sulla volante di pronto intervento, mi venne il flash visivo di un auto che, procedendo in senso opposto al mio, sbandava pian piano sul guardrail delimitativo della carreggiata fino ad arrestarsi. Una volta ferma, dal lato guida, fuoriusciva un bambino di dieci anni con i vestiti enormi, un po' come nel film Da Grande (1987) con Renato Pozzetto. Da qui ha preso piede lo sviluppo strutturato su una lotta contro il tempo per arginare un processo degenerativo che colpisce tutti i maschi del paese. Ecco che The Curious Case of Benjamin Button (2008), Sleeping Beauties (2017) di King e The Incredibile Shrinking Man (“Tre Millimetri al Giorno”, 1956) di Richard Matheson si incontrano in un'ottica scanzonata e fortemente tamarra. A me è piaciuto molto, alla Mondadori meno. È in attesa di una chance e soprattutto di un giusto contesto.


1 EVENTO CONCLUSO


Scritto: 2008 circa / Gennaio 2026.

Battute: 22.500

Genere: Sci-fi - Distopico.

Pubblicazione: Opzionato da Strani Aeoni.


Descrizione. Soggetto che arriva da molto lontano e che, per l'occasione, è stato potenziato di circa 10.000 battute. Se non ricordo male ottenne, nella sua prima versione, un quinto posto allo Space Prophecies del 2008, concorso nel quale non erano previste pubblicazioni cartacee. È stato per anni uno dei miei migliori racconti sci-fi e, ancora ora, si segnala – secondo me – tra i miei migliori elaborati fantascientifici. Fu ispirato da un racconto che lessi da ventenne sull'antologia Future City (1973), introdotta in Italia nella collana Urania col titolo Le Città che ci Aspettano (1974), intitolato Violation (“Contravvenzione”) di William F. Nolan. Da Nolan arriva l'idea della violazione stradale, tanto che in origine il racconto era intitolato “Burocracy City” e poi “Violazione di Legge”, e della punizione di gran lunga sproporzionata all'evento commesso, in un'ottica di chiusura mentale che non pondera gli interessi in gioco per garantire la correttezza formale del precetto. Passato (libertà) e futuro (imbrigliamento) si confrontano in una storia tragica e action allo stesso tempo, che miscela Steppenwolf (Born to be Wild), Easy Rider e Autovelox militarizzati, tra strade divenute tapis ruolant, autovetture dotate di piloti automatici e rilevatori di distanza che non permettono alcun soccorso stradale o deroghe alla difesa della sicurezza pubblica. Dovrebbe uscire nel 2027 nell'antologia fantascientifica dedicata al Distopico per il Gruppo Strani Aeoni (Colomò Edizioni). Mi piace molto.


00 SEGNALI DALLO SPAZIO


Scritto: Novembre 2024 / Gennaio 2026.

Battute: 21.000

Genere: Fantastico – Sci-fi - Satirico.

Pubblicazione: Opzionato da Strani Aeoni per “Black Mercuria”.


Descrizione. Un racconto folle, con un innesco originale alimentato dall'inizio de Il Pendolo di Focault di Umberto Eco. Ricorda un po' quelle storie strane e sballate alla Howard Fast o alla Bob Shaw. Secondo me, è tra i miei migliori racconti del biennio 2024/25, eppure è reduce da tre fallimenti. Respinto al concorso Ali Blu 2024 (dove ero convinto di entrare), è stato oggetto di revisione e ripresentato – udite, udite – al Premio Rill 2025, dove ho persino pagato l'iscrizione pur di mandarlo in gara contro avversari agguerriti. Riproposto nel 2025 per la terza volta in un bando che sembrava calibrato alla perfezione sui contenuti del racconto, ha fallito di nuovo rivelandosi l'unico mio testo a essere scartato tra i nove proposti al NASF. Al quarto tentativo si è accasato, trovando residenza in un progetto sci-fi del Gruppo Strani Aeoni che vedrà la luce nel 2027. Sono felice che possa avere la sua chance, essendo un racconto che reputo interessante e diverso dai canovacci derivativi. È una storia in tema agli sviluppi politici contemporanei, tra conflitti militari, rimasugli di guerra fredda e immigrazione clandestina. Il soggetto è originale e ha una costruzione ascetica, con riferimenti biblici (episodio della costruzione della Torre di Babele), disancorata da qualsiasi ideologia di fondo da cui, piuttosto, tende a dissociarsi con un ragionamento filosofico di fondo che critica la natura egoistica umana. A me piace molto, ma i lettori classici lo hanno messo in secondo piano.


2 PIOGGIA BATTENTE


Scritto: Gennaio 2026.

Battute: 11.300

Genere: Sci-fi – Space Opera - Satirico.

Pubblicazione: Opzionato da Strani Aeoni per “Mercuria”.


Descrizione. Primo soggetto del 2026, sviluppato appositamente per il gruppo Strani Aeoni in vista dell'inclusione nel progetto “Mercuria”. Strutturato su un doppio registro temporale e spaziale, mette a confronto l'esistenza pacifica di un pianeta idilliaco e incontaminato con l'esistenza pionieristica e conquistatrice dell'uomo a caccia di nuovi territori. A unire le due parti sono i rifiuti che la razza umana è arrivata a disseminare nello spazio, provocando un inquinamento che porta una malattia nella forma di una “pioggia” di strani oggetti metallici, frammenti e contenitori sigillati che, depositandosi negli oceani e nelle terre emerse degli altri pianeti, alterano l'ecosistema ponendo le condizioni per un'estinzione di massa. Nello spazio profondo "nulla si trasforma e nulla si distrugge": i beni di consumo evolvono in reperti archeologici immortali e letali. Le basi di partenza sono l'idea da cui prende l'abbrivio il romanzo Picnic sul Ciglio della Strada (1972) dei fratelli Straugatskij e i nefasti effetti del colonialismo nell'America (qua sostituita dalla corsa allo spazio). Breve e semplice, ma efficace. Opzionato da Strani Aeoni per un nuovo numero dell'antologia Mercuria che dovrebbe uscire nel 2027.

 

L'antologia del concorso Toscana in Giallo 2026.

00 CATTLE MUTILATION AROUND GLASCOW


Scritto: 2010 / Maggio 2025.

Battute: 37.600

Genere: Horror.

Pubblicazione: Opzionato da Strani Aeoni per “Strani Aeoni”.


Descrizione. Nato sulle ceneri di un vecchio racconto (Sotto le Stelle di Orione) risalente al 2010/2011 che è stato in grossa parte modificato e ampliato di oltre 20.000 battute, con un epilogo del tutto nuovo. È un horror grandguignolesco, un po' lovecraftiano, che prende spunto dalla vicenda del Chupacabras, dal mito delle mutilazioni animali fino alla fantarcheologia legata a Stonehenge, Nazca, Piramidi di Giza e via dicendo. La struttura è quella del thriller complottista, tra debunking e cover up. Credo che funzioni molto bene e che possieda almeno tre scene di impatto. Inoltre non è privo di azione e di tensione. Mi sono molto divertito a riscriverlo e ringrazio Paolo Sista per avermi convinto ad ampliarlo. Penso che piacerà, anche per il suo taglio cinematografico privo di fronzoli ed ermetismi.



3 L. O. D. M


Scritto: Gennaio 2026.

Battute: 38.400

Genere: Thriller / Horror.

Pubblicazione: Inedito.


Descrizione. Primo racconto ad ampio respiro della stagione, schierato in concorsi non semplici. È stato scritto appositamente per il concorso Corvo Nero (Homo Scrivens Edizioni) che richiedeva dei gialli incentrati sulla figura degli animali. Sono stato guidato dalle letture di testi come The Animal-lover's Book of Beastly Murder (1975) di Patricia Highsmith, poi giunto in Italia come “Delitti Bestiali”, e Dragon Tears (1993) di Dean R. Koontz con l'obiettivo di proporre un thriller incentrato su un animale atipico. Niente cani, gatti o scimmie. Mi sono così orientato sulla mantide religiosa e ne è venuto fuori un thriller non poi così sgangherato, che piazza un paio di capitoli interessanti e trasforma la storia in un'allegoria sociale, mescolando i codici classici del giallo procedural (il commissario disincantato, la spalla metodica, i reperti scientifici) con elementi di natura perturbante e simbolica (il "delitto della camera chiusa" e il motivo zoologico). Paga la mancanza di un intreccio solido, inoltre l'epilogo sposta il racconto sul versante horror alla Koontz piuttosto che sul giallo, compiendo una virata che smorza l'idea di scoprire chi sia l'assassino in favore di un epilogo kitch dove ogni unione uomo-donna nasconde, in potenza, una forma di annientamento reciproco. Chi cerca disperatamente (e illusoriamente) una salvezza nel contatto con l'altro finisce annientato. Respinto al Corvo Nero, è stato schierato, per mancanza di alternative, al Neroma Noir. Non è stato scelto. Rimane inedito.


4 I BASTARDI DEL TESORO


Scritto: Febbraio 2026.

Battute: 20.000

Genere: Hard Boiled / Azione.

Pubblicazione: Antologia Criminale 2026 (Tralerighe Edizioni).


Descrizione. Prima vera soddisfazione della stagione. Appositamente scritto per il Garfagnana in Giallo 2026, con un bando non ben interpretato (credevo bisognasse presentare una gangster story), è una riscrittura in chiave tarantiniana della storia di The Untouchables (1987) diretto da Brian De Palma. Ho adottato uno stile alla Robert E. Howard, puntando su ritmo, azione e studio della Chicago dell'epoca, con rimandi musicali, culturali, automobilistici, sportivi e cura nella caratterizzazione dei quattro protagonisti. Sparatorie, scazzottate, inseguimenti stradali cadenzano dall'inizio alla fine il racconto che trova la componente autoriale solo all'epilogo, quando Chicago viene tratteggiata con una poetica che rimanda all'estro visivo di Brueghel (il pittore), per effetto del disinteresse sociale della popolazione per l'accadimento del giorno (la condanna e l'uscita di scena di Al Capone) e della riflessione amara dei protagonisti che comprendono che Al Capone non è la causa del male (è la società umana il male), ma una conseguenza dello stesso. È stato selezonato tra i ventinove racconti finalisti della XVIII Edizione del Garfagnana in Giallo.

Così è stato scritto: Un racconto eccellente, scritto con un ritmo serrato e una prosa muscolare che sa alternare momenti di pura tensione action (l'irruzione al panificio) a riflessioni esistenziali più cupe. L'autore dimostra un'ottima padronanza dei codici del genere noir, riuscendo a far respirare al lettore la polvere, il sangue e il fumo di sigaretta della Chicago del 1931 senza cadere in facili cliché, ma anzi arricchendo la narrazione con una forte cifra stilistica e un solido spessore psicologico dei personaggi.


5 D F


Scritto: Febbraio 2026.

Battute: 30.000

Genere: Sci-fi - Azione.

Pubblicazione: Inedito.


Descrizione. Altro racconto da Greatest Hits della mia produzione. Scritto appositamente per il concorso Porco Rosso – Fantascienza Resistente dove, visti i curatori (cultori dello stilismo letterario piuttosto che delle strutture di “genere”), non aveva chance già in partenza. Action che cerca di fondere Steven Seagal alle filosofie di Thomas Hobbes e Kierkegaard, passando per George Orwell, John Carpenter e un'impostazione anarchica che vede il male (causa di divisione e lotta) in qualunque ideologia politica precostituita. Il tema centrale è la ciclicità della storia: «homo homini lupus», la tendenza innata dell'uomo a volere il potere, a sostituire un padrone con un altro e a manipolare le masse attraverso false rivoluzioni. La figura del "vecchio dal codino" incarna perfettamente il cinismo della politica che sfrutta i ribelli per scalare i vertici.

La resistenza è prerogativa di chi non si schiera nel sistema e non di chi invece intenderebbe abbattere il sistema per ristabilirne un altro. Un po' troppo contratto, avrebbe beneficiato di maggiore distanza. E' una specie di western urbano in chiave futuristica che culmina in un finale nichilista alla Mad Max, ma anche alla spaghetti western (ex: Arizona Colt). A me personalmente piace molto, penso che avrebbe meritato la selezione. Avrà altre chance nel 2027.


6 IL MARE DELLE TENEBRE


Scritto: Marzo 2026.

Battute: 16.700

Genere: Horror.

Pubblicazione: Antologia tributo Lucio Fulci (Edikit Edizioni).


Descrizione. Soggetto mai uscito in un'antologia collettiva, ma risalente alla mia prima produzione, rimodulato e riscritto per uno dei progetti che avevo più a cuore nella stagione: l'antologia tributo in vista dei trent'anni dalla scomparsa di Lucio Fulci predisposta da Andrea K. Lanza per la sua Edikit Edizioni. Subentrato a progetto già avviato, con molti autori già selezionati, ho deciso di provare a presentare un testo ancorato a uno dei film più famosi del maestro romano: L'Aldilà. Ne è venuto fuori un racconto intriso della mia “filosofia” ascetica che, nonostante i rimandi anche ad Hellraiser di Clive Barker (grande cultore di Fulci), ha colpito il curatore (l'esperto in materia Lanza) per una speranza finale che conferisce una visione ottimista a una storia fin lì cupa e nebbiosa: la paura dell'ignoto viene superata attraverso la presa di coscienza e la maturazione interiore.

Il nucleo filosofico dell'opera ribalta la concezione tradizionale della morte. Come predicano i Guardiani, il trapasso non è la fine, ma la spoliazione delle sovrastrutture sociali, delle ricchezze materiali e del prestigio effimero. L'essere umano viene giudicato esclusivamente per ciò che ha saputo costruire interiormente (il proprio Io). Anche questa è una storia a me molto cara. Sono felice di averla messa a disposizione di un progetto che conserverò con gran cura nella mia biblioteca.


7 LA PROCESSIONE DI SAN NICOLÒ


Scritto: Marzo 2026.

Battute: 10.000

Genere: Horror.

Pubblicazione: Bestiario dall'Ignoto (La Soglia Oscura).


Descrizione. È il racconto che, dopo due bocciature, mi ha permesso di debuttare con La Soglia Oscura, traguardo a cui ambivo essendo mia intenzione farmi selezionare dal maggior numero possibile di realtà di genere. Selezionato da Gabriele Luzzini nell'ambito del concorso Bestiario dall'Ignoto, un'iniziativa dedicata al folklore italico. E' un piccolo folk-horror che ha ottenuto apprezzamenti (Jacopo Casula tra questi), grazie a una struttura semplice e al focus sulla figura del Krampus, con un soggetto che strizza l'occhiolino al sottotesto di The Night Flier di Stephen King. Protagonista è un giornalista, emblema dell'uomo contemporaneo, incapace di cogliere il mistero o il sacro, perché riduce tutto a merce, a contenuto da sbattere su riviste di rozzo gusto o alla ricerca del trucco scenico da smascherare con l'obiettivo di una Reflex. L'arroganza intellettuale del protagonista sarà il grimaldello che aprirà la porta all'orrore. Divertente (soprattutto nella descrizione della bestia) e scenico, lieto che sia piaciuto.


L'appetito vien mangiando, seppure sovrappeso rispetto ai tempi migliori,
ritiro il primo premio al Toscana in Giallo 2026 - Castiglion Fiorentino.

8 LA LIBERAZIONE DI ANDROMEDA


Scritto: Aprile 2026.

Battute: 51.100

Genere: Thriller.

Pubblicazione: L'Arte di Uccidere (Delos Digital).


Descrizione. Perla della stagione, uno dei rari racconti che, se l'avessi letto, mi avrebbe portato a dire: questo l'avrei voluto scrivere io. Genesi non semplice in ideazione soggetto (più fluida in sviluppo), con l'assillo di non deludere le attese di chi aveva apprezzato il precedente C'era una Volta a... Tirrenia (Barbara Anderson in particolare, che mi conferì il premio Les Fleurs du Mal). Costruito partendo dal saggio satirico di Thomas de Quincey, L'Assassinio come una delle Belle Arti, e dalla volontà di omaggiare Piero di Cosimo e il suo quadro La Liberazione di Andromeda, si è sviluppato strada facendo proponendo (un po' come C'era una Volta a... Tirrenia) una storia nella storia, con un assassino alla Zodiac che trasforma i suoi omicidi in una forma di arte innovativa e interconnessa all'analisi del quadro da cui, un po' alla Sindrome di Stendhal di Dario Argento, parte la vicenda. L'immaginazione artistica si tramuta in realtà con un vero e proprio tributo alla bellezza (rappresentata dalla critica d'arte ovvero l'unica che comprenderà l'operato dell'artista/assassino diventandone involontaria musa e, a sua volta, opera d'arte). Infarcito di citazioni mitologiche, artistiche, pittoriche e criminologiche è un giallo atipico, non un whodunit, ma una struttura a incastri dove a dovere interessare non è la scoperta dell'assassino (a inizio racconto c'è subito una soluzione alla Dario Argento), ma l'opera che quest'ultimo sta realizzando. A mio modesto avviso, è uno dei rari gioielli della mia produzione. Ha trionfato, da quel che mi dicono, a furor di popolo al Premio Toscana in Giallo, dove ufficialmente è stato premiato con il riconoscimento del “primo premio stile” dallo scrittore Mondadori Lucio Nocentini e da Luigi Pachì, oltre che da tutta la commissione, preferito a racconti, tra gli altri, della Premio Urania Franci Conforti, della vincitrice Writers Magazine Cristina Biolcati, dell plurivincitore dello Sherlock Magazine Award Claudio Boccuni, del regista Mattia De Pascali, del plurivincitore di concorsi gialli Enrico Ruggiero, del vincitore uscente Marcello Monti e di molti altri. Per uno “scrittore” che è stato definito, nel mutismo generale degli ignavi, come “uno scrittore della domenica” penso non sia male.


9 I C O I C


Scritto: Aprile 2026.

Battute: 20.000

Genere: Fantastico.

Pubblicazione: Inedito.


Descrizione. Racconto che mi ha sorpreso, pur finendo bruciato per un solo posto al concorso generalista Premio Aladei, dove si è piazzato 16° su 188 partecipanti, a una sola lunghezza dal centrare la finale del premio. Lo reputo un bel piazzamento, alla luce anche dei nomi battuti, tra cui l'emergente Nasrat Zakaria (ventesimo), che mi aveva impressionato al Torre Crawford (primo classificato sezione junior) e la vincitrice uscente Patrizia Birtolo (dispersa oltre la centesima posizione). Lodevole l'organizzazione del Premio per avere stilato la classifica integrale dal primo degli esclusi (il sottoscritto) all'ultimo in graduatoria, con punteggi e nomi degli iscritti. Una modalità, quest'ultima, che non vedevo da decenni (lo faceva Alessandro Balestra di Scheletri.com) Il racconto, alquanto visionario, gioca sulla percezione alterata della realtà, sul confine labile tra vita e morte e sulla maturazione interiore attraverso il trauma e il mistero. Siamo nell'ambito della mia produzione ascetica, ma a differenza di altri miei racconti, l'atmosfera si fa più intima, metafisica, vicina alle tinte del realismo magico e della speculazione filosofica. Vaghi echi di Insomnia di Stephen King, in parte ispirazione nella stesura, per un elaborato appositamente scritto per il Premio Aladei. Ringrazio dunque gli organizzatori per avermelo indirettamente fatto scrivere e anche per averlo apprezzato (per diversi giurati ero da finale). Tornerà in pista nel 2027.

 

L'antologia "SOTTO IL SEGNO DEI DINOSAURI" (Edizioni Scudo).


10 LA VENDETTA DI SILAS


Scritto: Aprile 2026.

Battute: 35.800

Genere: Weird-Western / Azione.

Pubblicazione: Sotto il Segno dei Dinosauri (Edizioni Scudo).


Descrizione. Forse il racconto più divertente che mi sono trovato a scrivere nel 2026. Concepito per tre distinte strade alternative, ha poi preso la via per la selezione dell'Edizione Scudo incentrata sulla realizzazione di un libro sui dinosauri. Pazzesca e casuale la modalità che mi ha portato a conoscere questo progetto, curato da Luca Ortino e Giorgio Sangiorgi, Da lettore dei volumi delle Edizioni Scudo, contatto la redazione per capire come vengano scelti gli autori delle varie antologie ovvero se si trattava di progetti a invito o se era possibile collaborare da esterni. Vengo informato da Sangiorni della lavorazione di un'antologia a tema dinosauri, a cui non molti autori hanno aderito, e pertanto mi viene detto: “se ti piacciono le sfide, manda pure un racconto”. Niente di meglio per spingermi ad accettare, peraltro con grande entusiasmo all'iniziativa. “Un altro libro sui dinosauri?” mi dico (nel 2025 ero uscito su Primordia)... “Ci devo essere!”. In poche settimane, realizzo un mio personale omaggio alla seria d'animazione anni ottanta Dino-Riders, spostata in un ideale far west (in realtà siamo nel futuro, a seguito di uno spostamento dell'asse terrestre) e lo propongo a Ortino che lo accetta – con mia grande soddisfazione - in un lotto dove figurano nomi di punta quali Emiliano Federico Caruso, Fabio Calabrese, Nicola Catellani, Max Gobbo, Franco Piccinini, Carlo Menzinger e altri. Azione continua, sparatorie, dinosauri cavalcati a sella, altri manovrati con dispositivi di controllo mentale. Troppo divertente da scrivere, nella sua tamarraggine pulp che spero possa aver intrattenuto qualche lettore. Insieme al volume su Fulci, uno dei progetti a me più cari della stagione.


11 X


Scritto: Maggio 2026.

Battute: 35.000

Genere: True Crime.

Pubblicazione: Al momento semifinalista al Neroma Noir True Crime.


Descrizione. Altro racconto nato con l'assillo di non deludere le attese di chi aveva scommesso (Fabio Mundadori?) sul sottoscritto nell'edizione del premio Neroma Noir True Crime 2024. Per realizzarlo, ho rispolverato i miei manuali di criminologia – in particolare uno – e mi sono rimesso a studiare, vedendo anche molteplici documentari su youtube (compresi in lingua inglese). La particolarità del soggetto, su cui non posso fornire dettagli essendo il racconto ancora in gara, è stata quella di fare uno zoom out dal singolo caso di cronaca nera per allargare il campo sui disagi e sulle difficoltà incontrate dagli indagatori coinvolti in una girandola di eventi ai limiti di un fumetto dark. Felicissimo di aver superato le preselezioni, al fianco di nomi di calibro - come il vincitore Mystfest 2025 Dimitri Favre e la star queen mattatrice della stagione Carlotta Leone - con un racconto che mi fa “sognare” una prestigiosa finale e che, al di là di questo, mi ha già confermato in un contesto true crime tra i più importanti – sulla distanza breve – di Italia. Per me, è un po' un tornare alle origini, laddove tutto è partito, a inizio 2000, quando divoravo manuali su manuali di criminologia. Proprio da quegli anni deriva il soggetto in questione, rimasto per oltre venti anni in un cassetto della memoria per poi essere tradotto per questa occasione, grazie al concorso del Neroma (altrimenti mai l'avrei scritto). Grazie di cuore a chi lo ha votato.


00 RESCRIBE MUNDUM


Scritto: Marzo 2025 / Maggio 2026.

Battute: 37.000

Genere: Horror.

Pubblicazione: Lovecraft (Ese-Scifi).


Descrizione. Potenziamento del racconto presentato nel marzo 2025 – senza successo - alla selezione Darkest Matter della Nero Press Edizioni. Respinto per una complessità onirico visionaria non troppo didascalica, ha trovato la sua giusta collocazione al Premio Lovecraft organizzato da Ese-Scifi, peraltro in un'edizione extra lusso che ha visto primeggiare nomi come Carlotta Leone e David Fragale, davanti a un altro nome di lusso come Gianluca Ingaramo, oltre ai vari Enrico Ravasio, Cristiano Fighera e altri. Si tratta di una storia sul multiverso, sulla scia di From Beyond di H.P. Lovecraft, con delle creature che passano da una dimensione aliena alla nostra realtà (qui il portale è rappresentato dalle creature organiche). Sicuramente è tra i più visionari di tutta la stagione, con un contenuto body horror e il beffardo finale quali punti di forza. Ho potenziato lievemente la parte centrale, dove il flashback sulla guerra dei Balcani è ora più caratterizzato. Contento della destinazione che ha avuto, per un'antologia che – visti in nomi – non mi sfuggirà.


12 TARIFFA FISSA


Scritto: Maggio 2026.

Battute: 7.700

Genere: Horror.

Pubblicazione: Historica Horror.


Descrizione. Appuntamento fisso con le antologie horror predisposte dall'Historica Edizioni. Sviluppo di un soggetto originariamente confezionato per il 300 Parole di Scheletri 2025. Notevolmente potenziato rispetto alla lunghezza iniziale, è una riscrittura del viaggio agli inferi per mano di un traghettatore, in questo caso urbano. Torna la componente visionaria, per un raccontino quadrato piuttosto classico.

La storia segue Frankie, un uomo ormai giunto al capolinea: cacciato di casa, al verde, tormentato dai fallimenti e incapace persino di togliersi la vita a causa di un percussore difettoso. In questo stato di totale deriva, sale su un taxi notturno, tuttavia, il viaggio si rivela ben presto allegorico: la città deforma la sua geometria euclidea, trasformandosi in una proiezione della coscienza sporca del protagonista. Il tassista non è un semplice autista, ma una figura psicopompa — un traghettatore moderno — che smaschera le menzogne con cui Frankie ha giustificato la propria rovina morale. La conclusione ribalta la prospettiva tradizionale sulla morte, non intesa come oblio salvifico, ma come continuazione di un vagabondaggio eterno in una piazza di anime senza nome.


13 TWO HUNDRED MANIACS!


Scritto: Maggio 2026.

Battute: 19.900

Genere: Horror.

Pubblicazione: Halloween Forever (Scheletri Ebook).


Descrizione. Sviluppo di un soggetto non ultimato nel 2025, in originaria lavorazione per il Pontederry. Ripreso ad aprile per essere diretto al Terni e Narni Horror Fest, l'ho virato al ben più congeniale Premio Scheletri. Amplificato nei contenuti trash, è una pulp story che omaggia il pazzo z-movie 2.000 Maniacs! di Gordon Herschell Lewis. La destinazione scelta, mi ha portato a spingere sul pedale del gore e dei nudi femminili, con momenti stregoneschi di amore saffico e perverso che dovrebbero deliziare il palato dei cultori del cinema bis. Si tratta di un folk-horror tamarro su cui si innesca una grottesca satira della modernità (rappresentata da influencer, ossessioni social e cinismo urbano) all'interno di un contesto atavico, corrotto e sanguinario. La narrazione adotta una struttura a specchio, giocando con i piani temporali: si apre in medias res all'interno di una "fossa" infernale dove due giovani milanesi, Agata e Christian, fuggono da bestie mutanti e da un pubblico di fanatici paesani; la narrazione poi retrocede nel passato, mostrando l'arrivo della coppia a San Rocco, per poi chiudere il cerchio in un finale spiazzante e ciclico. Il borgo non è un semplice villaggio isolato, ma una trappola metafisica in cui la "civiltà del progresso" viene brutalmente sacrificata e rigenerata attraverso un macabro Palio votato a eleggere "santi" e "madonne" bestiali. Un racconto folle, forse non eccelso sul piano stilistico, ma che sapevo sarebbe piaciuto a Balestra. Recupererò anche questa antologia in cui sono ultra felice di essere entrato, visto che il Premio Scheletri, tra i più longevi in campo horror, mancava nel mio curriculum.

I semifinalisti al Neroma True Crime 2026.

 14 ASMODEUS' VIOLINE

Scritto: Giugno 2026.

Battute: 25.000

Genere: Horror.

Pubblicazione: Terni e Narni Horror Fest.


Descrizione. Scritto e concepito appositamente per il Terni e Narni Horror Fest 2026, ha centrato l'obiettivo finendo tra i finalisti del prestigioso premio, a cui ero alla seconda partecipazione. Si tratta di una rivisitazione del mito di Faust, in chiave body horror con protagonista un violinista intenzionato ad affermarsi a livello mondiale dopo anni di gregariato in orchestre professionistiche. Il finale ribalta il concetto di trionfo: il protagonista ottiene ciò che voleva (l'adorazione del pubblico e della critica), ma diventa osttaggio del suo stesso mito, ridotto a un appendice vivente dello strumento, mentre gli altri vedono solo il genio, fregandosene dell'orrore della sua condizione.


00 NITRITI DI SILENZIO

Scritto: 2011 / Giugno 2026.

Battute: 5.700

Genere: Horror.

Pubblicazione: Amore per gli Animali 2026 (Historica Edizioni).


Descrizione. Soggetto risalente al 2011, credo, rivisto e potenziato per il concorso dedicato agli animali dall'Historica Edizioni. L'idea di riproporlo mi è venuta dopo che, nel settembre 2025, una copia - stampata su foglio A4 - mi è ritornata in mano mentre ripulivo l'auto del mio carissimo zio, scomparso il mese prima. Il ritrovamento, mi ha fatto tornare in mente il racconto, un horror di critica contro la pratica della macellazione degli animali in genere e dei cavalli in particolare. Ricordo che mio zio girava con questo racconto, evidentemente a lui gradito, per farlo leggere ai suoi conoscenti tanto che al bar dove era solito andare, poco dopo il suo passaggio a miglior vita, mi è stato citato a distanza di anni. Giusto allora riproporlo in versione avanzata. È un thriller fantastico a tinte dark che ribalta il mito dell'unicorno in una spietata divinità ecologica. Attraverso lo scontro tra un poliziotto cinico e una creatura mitologica in un mattatoio. Il racconto esplora la violenza dell'uomo contro la natura, unendo un'atmosfera cruda a una profonda riflessione sulla colpa e sulla redenzione. È stato selezionato dall'Historica Edizioni per la sua antologia Amore per gli Animali 2026.


15 L.A.C.V.

Scritto: Giugno 2026.

Battute: 20.000

Genere: Horror - Satirico.

Pubblicazione: Inedito.


Descrizione. Insieme al racconto presentato al Porco Rosso, è una delle più grosse delusioni della stagione. Presentato al Torre Crawford 2026 con l'obiettivo di migliorare la menzione speciale ottenuta nel 2026 con Unità di Produzione, non è entrato nella rosa dei venti selezionati. Personalmente, ero certo di finire quantomeno in antologia reputandolo tra i miei migliori racconti della stagione. È stato scritto appositamente per il concorso, sebbene l'idea di fondo del demone che si impossessa dei conduttori o delle veline televisive per fare compiere loro delle follie in diretta era uno spunto che covavo da anni. Fortissima la componente satirica, per un racconto aggressivo e politicamente scorretto. Quando ho visto al cinema Disclosure Day ho imprecato, poiché ci sono delle scene in comune al racconto (avevo anticipato Spielberg). Peccato davvero non avercela fatta. Sarà riproposto nel 2027.


00 I.D.D.A

Scritto: Maggio 2025 / Gugno 2026.

Battute: 35.800

Genere: Sci-fi - Horror.

Pubblicazione: Inedito.


Descrizione. Ampliato di circa 6.000 battute e revisionato in modo massivo, dopo essere stato scartato nel 2025 da Racconti dal Profondo, ha tentato la selezione del Premio Kipple senza tuttavia passare la selezione. È un survival atipico, prettamente italiano, in cui continuo a credere. Ha qualche vago eco col successivo La Casa di Dio di Andrea K. Lanza, ma prende una via decisamente folle. Laddove lo scrittore milanese omaggia Joan Lui e Adriano Celentano, qua gli omaggi sono dedicati ai Righeira (Vamos a la Playa) e a Giuni Russo (Un Estate al Mare). Potrebbe essere destinato al Toscana in Giallo 2027, sfruttando una distanza maggiore che mi consentirebbe di lavorare ancora in sviluppo. È un post-atomico piuttosto violento, a mio modo di vedere, con enormi aspettative di crescita e diverse “sequenze” (per utilizzare una terminologia cinematografica) potenti e originali. È anche una storia che ha un contenuto di fondo ironico e satirico, tra critiche a pratiche musicali come l'auto-tune. E' un po' un mio omaggio alla musica dance taliana degli anni '80. La struttura è point to point con qualche flashback che cerca di mostrare cosa ha portato al disastro ecologico e sociale che ha stravolto la costa Adriatica. A me piace e lavorerò per farlo crescere ancora.


16 D.H.

Scritto: Giugno 2026.

Battute: 38.000

Genere: Weird Western.

Pubblicazione: Opzionato da Strani Aeoni.


Descrizione. Altra mia perla della stagione. Weird western con vaghi rimandi lovecraftiani che si poggia su un soggetto abbastanza originale. Apprezzato da Fucine Editoriali che, comunque, non lo hanno selezionato per la loro antologia, dovrebbe avere trovato spazio nel progetto weird western di Strani Aeoni che dovrebbe vedere la luce nel 2027. Un cowboy disilluso rintraccia il fratello scomparso in una città mineraria fuori dalle mappe, retta sull'oro ricavato dal sangue di una colossale entità aliena sotterranea. Sospeso tra la cupidigia degli abitanti e la furia risvegliata della creatura, l'uomo dovrà decidere se piegarsi al benessere basato sullo sfruttamento o assecondare la rivolta finale.


00 INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Scritto: Dicembre 2023.

Battute: 45.200

Genere: Fantastico – Sci-fi.

Pubblicazione: In lettura presso Luca Ortino (Edizioni Scudo).


Descrizione. Racconto uscito in ebook nel 2024 su Esecranda V.8, in versione ridotta in gara senza successo all'Urania Short del 2019 o del 2020. Rispolverato in occasione di una richiesta a me pervenuta da Luca Ortino, a caccia di racconti sull'intelligenza artificiale. Non proprio a tema, nonostante il titolo, è uno sci-fi con elementi filosofici che gioca sui sentimenti amorosi e su cosa davvero possa fare innamorare una persona. L'innamoramento per il corpo da una parte, l'infatuazione per il cervello dall'altra. Opportunismo contrapposto al romanticismo. Al contempo, il testo si interroga altresì su cosa debba definirsi per individualità. Che cosa è davvero un individuo e fino a quanto può ridursi ciò che reputiamo un'individualità consentendo alla stessa di mantenere inalterato il proprio essere? Quando lo scrissi non avevo ancora visto il film Lucy (2014) di Luc Besson da cui mutua alcune soluzioni, pur essendo una storia statica e alquanto bizzarra. Forse un po' carente di azione in favore – nel vero senso della parola - di un approccio troppo cerebrale. Ne conservo un buon ricordo.


17 I.D.D.G.

Scritto: Luglio 2026.

Battute: 20.400

Genere: Thriller.

Pubblicazione: Inedito.


Descrizione. Scritto appositamente per prendere parte a Giallo Fiorentino 2026 e ispirato da certe paranoie di un mio collega di lavoro convinto che le grandi multinazionali possano spiare i cittadini mettendo, a loro insaputa, sistemi di controllo in frigoriferi, cellulari e televisori. Non è entrato nella top ten del concorso, dove non era calibrato, essendo più adatto per una selezione scifi.


00 M.L.S.

Scritto: Settembre 2024.

Battute: 30.000

Genere: True Crime.

Pubblicazione: In gara a Esperienze in Giallo.


Descrizione. Nonostante si tratti di un racconto che mi ha regalato notevoli soddisfazioni, per una serie di incredibili circostanze (dovute soprattutto a scelte del sottoscritto), è una storia ancora inedita su carta stampata. Visti gli apprezzamenti ricevuti e non avendo altri candidati disponibili, l'ho iscritto al difficile target costituto da Esperienze in Giallo, bando per racconti di lunghezza di gran lunga superiore. Impegno proibitivo, ma sfida accettata. Si ispira abbastanza fedelmente a un caso di cronaca nera tedesca degli anni 80, peraltro poco noto in Italia



00 L.S.D.G.

Scritto: Ottobre 2025 / Luglio 2026.

Battute: 7.900

Genere: Horror / Satirico.

Pubblicazione: Inedito.


Descrizione. Breve storia scritta nel 2025 in un periodo difficile, causa lutto, sulle linee guida del bando svizzero Altroquando incentrato sul tema “Morbo” e riproposto per Pontederry 2026, dopo riscrittura e potenziamento. Ancora una volta respinto al mittente, è un racconto che non mi dispiace e a cui concederò nuove chance. Più satirico che horror, in parte ispirato a una scena dello Z-Movie Holocaust 2 – I Ricordi, i Deliri, La vendetta (1980) di Angelo Pannacciò, con un virus che provoca risate sfrenate fino alla morte dei contaminati.


00 LA NOTTE DELLA STREGA


Scritto: Agosto 2024 / Luglio 2026.

Battute: 9.100

Genere: Slasher

Pubblicazione: pubblicato nel 2024 su Parossismo.

Descrizione. Scelta, tra i vari racconti editi di lunghezza inferiore a 10.000 battute, per prendere parte al concorso di narrativa del Tohorror Film Festival. Per l'occasione è stato ampliato e reso ancora più horror. È un omaggio al cinema slasher ma, al contempo, è una critica all'incomunicabilità e all'apatia che rende molti cittadini disinteressati alle sorti del prossimo. Il racconto, a livello subliminale, individua in tali carenze la ragione del male che serpeggia nel mondo e che diviene, indirettamente, una sorta di maledizione destinata a riverberarsi nell'indifferenza generale fino a divenire la vera responsabile della morte altrui per mano di assassini più o meno sconosciuti e impersonalizzati (non è l'assassino il vero killer, ma chi non interviene).

Halloween incontra Maniac Cop, in una commistione che vuol trovare nel poliziotto la personificazione generalizzata di chi, su tutti, dovrebbe incarnare il bene, così come dovrebbero farlo i mariti per le rispettive mogli e i figli per i genitori.

Selezionato nel 2024 tra i vari racconti presentati per lo speciale Halloween della rivista Parossismo, ha tentato il salto in categoria superiore con ambizioni (vanificate dalla selezione) di piazzamento.


18 B.A.D..

Scritto: Luglio 2026.

Battute: 41.600

Genere: Sci-fi / Action.

Pubblicazione: In valutazione per Primordia 2 (Strani Aeoni).

Descrizione. Forse il racconto che mi sono divertito di più a scrivere insieme a Vendetta per Silas. Ancora dinosauri protagonisti, in una New York diventata una palude infestata da dinosauri di ogni specie. Point to point con un manipolo di punkettoni alla ricerca di un motore necessario per sostenere le ventole dei bunker sotterranei e garantire la presenza di ossigeno. Intrattenimento puro, con scazzottate, attacchi di dinosauri, sparatorie e splatter. È in valutazione per il progetto Primordia 2 destinato a uscire nel 2027.

L'antologia GLI ABISSI DI LOVECRAFT
all'interno Rescribe Mundum.

 00 LIBERACI DAL MALE

Scritto: Agosto 2024 / Agosto 2026.

Battute: 10.500

Genere: Horror / Satirico.

Pubblicazione: Opzionato da Diavolerie (Strani Aeoni)

Descrizione. Racconto che ha faticato più del dovuto per trovare un approdo. Molto più satirico che horror, non ha trovato apprezzamenti in concorsi finalizzati a opzionare racconti di tensione. Prese parte, in misura più ridotta, al FIPILI Horror Festival (concorso La Paura fa 90 Righe) del 2024, ma non venne selezionato anche perché non è un racconto che vuol generare paura. Il male in questa storia non è il diavolo, emblema di libertà, ma la religione che rappresenta la castrazione e la riconduzione in schemi prefissati. Pur essendo molto convenzionale nella sua struttura, lo reputo un racconto rivoluzionario nel suo variare il punto di vista dell'esorcismo e di ciò che il diavolo dovrebbe fare per strappare adepti a Dio. Lo reputo un buon racconto, passato del tutto inosservato.


19 I.N.C.I.M.R.

Scritto: Agosto 2026.

Battute: 7.600

Genere: Horror / Action.

Pubblicazione: In gara.

Descrizione. Segue il medesimo percorso seguito l'anno scorso dal racconto L'A (ancora inedito), spero con maggior costrutto anche perché è un racconto che ha tutte le carte in regola per essere pubblicato. Scritto per La Paura fa Novanta del FIPILI Horror Festival 2026, non è stato selezionato segnando probabilmente la mia decisione di interrompere le partecipazioni al premio con il modesto ruolino di una finale (quindicesimo posto) e quattro esclusioni con pezzi (almeno in tre circostanze su quattro) sempre in ordine. È uno zombie movie moderno, che guarda all'immigrazione clandestina e ricorda il passato dell'Italia, a fronte di certe correnti politiche in vena di revival nazionalistici. Testo scomodo, probabilmente poco gradito per essere premiato. Dal punto di vista narrativo funziona e la forte verve satirica lo aiuta.


00 U.D.P.

Scritto: Giugno 2025 / Agosto 2026.

Battute: 23.700

Genere: Sci-fi - Horror.

Pubblicazione: pubblicato nel 2025 (indicherò a fine stagione dove).

Descrizione. È uno dei top della mia intera produzione. Ha ricevuto premi in un concorso blasonato, ma a mio modo di vedere di caratura inferiore rispetto ai meriti. La presenza di un concorso come il Premio Poe, aperto anche agli editi, mi ha offerto la possibilità di riproporlo in versione leggermente estesa, così da concedergli una seconda chance in un contesto qualificato. Non lo descrivo nel dettaglio perché è in gara. Ci spero.

PROSEGUE NEI PROSSIMI GIORNI


lunedì 3 agosto 2026

Recensione Narrativa: DEMONI - TERNI E NARNI HORROR FEST di AA.VV.

Curatori: Ilaria Alleva, Alessandra Mazzilli, Niccolò Palombo e Federico Piccirillo.
Anno: 2025.
Genere: Antologia Horror.
Editore: Tralerighe Libri Editore.
Pagine: 234.
Prezzo: 20.00 euro.

Commento a cura di Matteo Mancini. 

Tornano su queste pagine le antologie dedicate ai concorsi narrativi. Nell'occasione è il turno del Terni e Narni Horror Fest, giunto quest'anno alla sua XI edizione. Si tratta di un contest dedicato ai racconti di narrativa horror sulla media distanza (25000 battute), che ha la caratteristica di essere associato a un festival di lungometraggi e cortometraggi horror, un format piuttosto in voga negli ultimi venti anni. Selezione di prestigio sul versante narrativo, di maggior rilievo – penso di poter dire – rispetto ai progetti similari dei “cugini” Abruzzo Horror Film Festival e dei ben più blasonati sul piano cinematografico (ma meno strutturati sul versante narrativo) ToHorror Fantastic Film Fest e FiPiLi Horror Festival. Il sodalizio concluso nel 2025, proprio a partire dall'antologia qui oggetto di esame, con la Collana Nero presieduta da Fabio Mundadori della Tralerighe Libri aiuterà ulteriormente il progetto a istituzionalizzarsi e ad avere una vetrina tutta sua all'interno di un catalogo che annovera, tra le altre, le selezioni del Garfagnana in Giallo e del Neroma Noir.

Vediamo ora ai racconti presenti in Demoni, selezione del meglio della X edizione. Sedici autori selezionati su circa cento candidature, cinque premiati (di cui tre terzi a pari merito), due menzionati e i restanti nove finalisti. Rosa non poi così infarcita di nomi noti. A parte Roberto Rapastella e Samuele Fabbrizzi, entrambi celebrati con una menzione della giuria, e il regista indie Mauro Grosso (premiato come filmaker col Best Horror Short all'Hollywood Blood Horror) figurano molti nomi nuovi, alcuni dei quali trincerati dietro pseudonimi (è il caso di U.S.B. Rivershade e del terribile sessantenne debuttante Paolo Soli che qua si firma Marcello Valle). Tra tutti, abbastanza a sorpresa, l'ha spuntata Maurizio Di Masi (credo sia un giurista) davanti all'emergente Federica Inebria (nella stagione finalista al concorso generalista “La Quara” e segnalata al Premio Letterario Nazionale Federico II Daunia & Sannio) e al terzetto costituito da Lisa Bilotti (divulgatrice dark fantasy e folk horror titolare del sito lisabilotti.com con diversi libri all'attivo editi da Dark Abyss Edizioni), Antonio Crisà (che col medesimo racconto trionferà qualche mese dopo nel Premio Internazionale Artistico Letterario di Terrore, di Mistero e altri Racconti di Castrovillari) e il già citato Mauro Grosso tutti relegati ex equo in zona medaglia di bronzo.

Il lotto si caratterizza per una marcata componente body horror, con storie molto grandguignolesche e apprezzate dalla giuria (Federica Inebria, Samuele Fabbrizzi, Martina Belelli), una discreta componente sci-fi (Maurizio Di Masi, Thomas Mancini e Ivan Scarabocchio) e un pizzico di horror classico goticheggiante (Antonio Crisà e Marcello Valle/Paolo Soli) e di folk horror (Lisa Bilotti e Sasha Bazov), mentre si orientano sull'atmosfera gli altri o su metafore sociali (Roberto Rapastella). Latita l'orrore occulto, rappresentato dal solo Gabriele Zani.

Sul versante stilistico le storie evidenziano una buona qualità, con appena un paio di racconti un po' più grezzi. Non brilla l'originalità delle trame. Molti autori, è il caso di Crisà e di Fabbrizzi, compensano con uno stile raffinato di invidiabile tenore, dando sfoggio di grande tecnica non sempre associata a un'impronta autoriale. Crisà vincerà col racconto qui presente un premio internazionale, mentre Fabbrizzi, tra gli altri, vanta in curriculum il primo posto alla selezione Masters of Horror della Universal Picture. Lo stesso Rapastella (pluripiazzato a Nebbia Gialla, Giallo Festival e Thriller Cafè nonché già finalista al Terni Horror) si presenta con un soggetto piuttosto abusato (zombie), ma è bravo a celare la matrice della tematica affrontata fino al colpo di scena finale riuscendo così a compensare col mestiere alla carenza di idee.

Vediamo allora nel dettaglio i testi, procedendo, per gioco, nella nostra personale classifica.


RECENSIONE NEL DETTAGLIO.

Eccoci all'ingrato compito di selezionatore, dovendo prendere scelte opinabili. Nella classifica che segue tenderò ad agevolare i soggetti e la capacità di coinvolgere i lettori piuttosto che premiare lo stile. Ne verrà fuori una classifica che per la stesura di una graduatoria di un concorso non andrebbe bene, poiché il risultato finale deve essere influenzato anche dallo stile, qua messo in secondo piano.


1° Posto: Il Sacco di Marcello Valle, in realtà Paolo Soli, rivelazione del Terni Horror, al debutto in un'antologia, ma prolifico nella stagione e nel 2026 con molte finali (tra cui anche l'XI edizione del Terni Horror) e podi conquistati. Autore molto interessante sul versante dell'intrattenimento, con trame accattivanti e sviluppi non troppo derivativi. Il racconto qui presente è una perfetta sintesi della sua narrativa. Si parte da un accadimento storico (la scomparsa del cadavere di Mozart) per prendere vie di pura fantasia. Taglio goticheggiante, tra cimiteri, sparizioni di cadaveri (atmosfere alla Stevenson, penso a The Body Snatcher) ed epilogo revenge molto fumettistico con un mostro assemblato da parti cadaveriche che se ne va in giro con spolverino e cappello a tesa larga per compiere la sua vendetta. Il racconto è stato successivamente inserito nell'antologia Tagli Obliqui (qua la mia recensione https://giurista81.blogspot.com/2026/06/recensione-narrativa-tagli-obliqui-di.html). Piuttosto essenziale di stile che, di certo, non è da annoverarsi tra i migliori del lotto. Finito finalista.


2° Posto: Fornisce solida prova anche Maurizio Barbarismi (non ho trovato notizie su questo autore) col suo Pandora, soprattutto per la gestione dei tempi e la struttura caratterizzata da un'intervista che procede, a rimbalzo, con accadimenti avvenuti qualche settimana prima. Il soggetto è un horror apocalittico che prende l'abbrivio da uno spunto alla The Night of the Living Dead, con un leggero spostamento dell'asse terrestre che provoca una serie di comportamenti anomali nei cani. Atmosfere alla Apocalisse di Tiziano Sclavi o alla The Terror di Arthur Machen, che culminano in un epilogo grandguignolesco forse non all'altezza del resto del racconto, tra ritrovamenti di fosse comuni e risoluzione di insospettabili casi di omicidio fino all'ultima scena che pare omaggiare Maurice Renard e il suo celebre Le Mani di Orlac. Altro intrattenitore da tenere d'occhio, pure lui finito “semplicemente” tra i finalisti.


3° Posto: Non Svegliarli di Mauro Grosso che, da regista di cinema di genere, conferisce quello che serve a un racconto del terrore: ritmo, potenza visiva, tensione continua e stile onirico argentiano (mi ha fatto venire in mente la sequenza di Non ho Sonno – in perfetta contrapposizione col titolo del racconto - con la tipa che vaga per Torino prima di essere aggredita davanti alla porta di casa), ricordato anche dalla scelta di utilizzare quale simbolo del male un tram (Il Tram è stato un mediometraggio diretto da Dario Argento facente parte della serie televisiva degli anni settanta La Porta sul Buio). Soggetto non potentissimo, ma ottima resa. Valido anche sotto il profilo stilistico. Terzo classificato ex equo.


4° Posto: Un altro intrattenitore capace di tenere ritmi vertiginosi si rivela essere Thomas Mancini (autore piuttosto sconosciuto) che col suo Il Cubo propone un weird war, ovvero un racconto bellico in salsa fantastica, incenato ai tempi della prima guerra mondiale. Magistrale la descrizione dell'aereo sconosciuto che, avvolto dalle fiamme, precipita al suolo con i militari che accorrono a studiare lo strano cubo gettato dalla cabina di pilotaggio. Siamo a cavallo tra sci-fi e horror. Azione continua, divertenti giochi rappresentati dall'uso dei nomi dei personaggi con soldati che si chiamano Chuck e altri Norris, mostri alieni stile film anni '50, sparatorie in abbondanza. Manca forse un po' di sostanza, ma è un racconto perfetto per fungere da completamento in un antologia di genere. Semplice finalista.


5° Posto: Nina del veterano Roberto Rapastella propone, in salsa più drammatica che horror, una storia ben mascherata fino alla fine. La prima parte ricorda i racconti di Jack Ketchum o, per certi versi, il mediometraggio Jennifer di Dario Argento, con un uomo che empatizza per una donna isolata, presa a sassate dai ragazzini e costretta a vivere ai margini del bosco, che si ciba di galline crude e di pezzi di carne cruda lasciati davanti alla catapecchia in cui vive. Davvero una gran bella gestione del soggetto (in realtà non originale), che evidenzia tutto il mestiere di un autore che ha nel curriculum svariate vittorie soprattutto sul versante dei gialli. Menzione della giuria.


6° Posto: La Mia Casa è Laggiù di Antonio Crisà. Racconto magistrale per capacità stilistiche. Crisà sfoggia una facilità di scrittura da professionista. Il racconto scorre con una fluidità ed eleganza che lo rendono il migliore da un punto di vista di scrittura. Purtroppo, lo stesso non può dirsi per il soggetto, a dir poco ultra inflazionato. Siamo dalle parti del sogno lucido col protagonista che viene irretito in un cimitero da una vampira che non aspetta altro che indurlo a liberarla dalla trappola della tomba. Finale con paletto di frassino da piantare nel cuore e situazione alla Lucy Westerna giustiziata da Van Helsing in Dracula. Nel 2026 sarà anche l'ora di smetterla con questi racconti? Le giurie non sono d'accordo: terzo classificato a ex equo e poi vincitore a Castrovillari. Quando le giurie antepongono lo stile a tutto il resto.


7° Posto: L'Impagliatore di Chimere di Federica Inebria. Thriller alla Edward Lee, pure se privo di componenti erotiche, con un doppio binario di narrazione: da una parte la polizia che indaga, dall'altra il killer che macella le vittime. Buoni spunti, a mio modo di vedere penalizzati dalla distanza (troppo corta). Il racconto guadagnerebbe con una maggiore attenzione nell'analisi del profilo del serial killer, che agisce da novello Dottor Moreau (protagonista de L'Isola del Dottor Moreau di H.G. Wells) lavorando sugli umani anziché sugli animali. Amputazioni, impianti animali, torture, follie assurde (tipo dei cuccioli di squali che nascono nel ventre di una vittima) per un racconto fuori di testa, in pieno stile body horror, che si chiude in modo delirante. Da premiare per lo sforzo innovativo. Manca qualcosa nella delineazione del soggetto. Secondo classificato. Ha grandi margini di miglioramento.


8° Posto. Noi Siamo la Tua Casa di Samuele Fabbrizi. Vale un po' quello detto per Crisà. Lo stile, elegante e pulito, prevale sul soggetto che mette in contrapposizione un serial killer e una vittima che poi si scoprirà essere, a sua volta, carnefice. Tutto ambientato in interni, durante una cena alla hannibal the cannibal. Echi da novelle come Mr Torso di Edward Lee e Black Phone di Joe Hill (soprattutto il finale con tutte le anime delle vittime pronte a vendicarsi). Menzione della giuria.


9° Posto. L'Acqua non ha Colpe di Lisa Bilotti è una classica metafora sui sensi di colpa, veicolata da una leggenda folk horror che ruota attorno a un pozzo capace di attrarre tutti i cittadini di un paese di campagna calabrese. Un po' lento, ha il merito di sapere regalare momenti di tensione. Terzo classificato a ex equo.


10° Posto. Mix tra thriller alla Il Tocco del Male, pseudobiblia e possessione diabolica per Lemegeton (testo di magia nera) di Gabriele Zani. Si ripropone la struttura classica su doppio binario: da una parte la polizia che indaga e dall'altra il disperato che ha evocato un demone per sopperire alle proprie difficoltà economiche. Potenziale non sfruttato appieno, riesce comunque a intrattenere. Bene il twist finale.


Gli altri racconti. Parto dal vincitore del concorso Impact Factor di Maurizio Di Masi, a mio modo di vedere non allineato al genere del concorso. Si tratta di un racconto fantascientifico, più raccontato che "mostrato", ambizioso e non coinvolgente (a mio modesto modo di vedere, sia chiaro). Curioso che abbia vinto la selezione. Il Mondo Rosso di Martina Belelli si muove sulle stesse coordinate del testo di Fabbrizi, cercando di narrare una storia di cruenti omicidi, preceduti da zoosadismo, il tutto dalla distorta prospettiva di un serial killer che si crede artista intento a compiere opere d'autore. Non diverte né coinvolge (secondo me, sia chiaro). Grugniti di Famiglia di Sasha Bazov è un folk horror fiabesco intriso di black humor, in cui l'autore contrappone la vecchia generazione alle nuove leve (ben rappresentate da dialoghi intrisi di terminologia moderna). Eccellente la descrizione del cinghialone licantropo. Il soggetto è molto cinematografico (stile Dark Harvest), con l'idea della festa che viene ripetuta ogni tot anni per esorcizzare il male che esce a pretendere il suo tributo. Può piacere, soprattutto ai più giovani.

Un po' lento ma ben chiuso Il Riparatore di Bambole di Alessandro Di Mattia, che paga dazio per un soggetto non originale (le bambole che racchiudono l'anima di ragazzini deceduti) e per uno stile un po' troppo sovraccaricato di avverbi, riesce comunque a evocare buone atmosfere horror.

Sospetto utilizzo di AI per Deposito 31 di U.S.B. Rivershade (esordiente uscito nel 2025 con un'antologia autoprodotta intitolata Il Nuovo Dio e Altri Incubi) che ha dalla sua un'ottima atmosfera on the road, sull'esempio di lavori come Di Notte, la Strada di Luca Pivetti, ma che gira troppo a vuoto. Il soggetto è ultra dilatato e tirato per le lunghe. Alcuni snodi restano confusi (il protagonista viaggia in un'altra dimensione? Che cos'è quel pezzo militare? Il mostro è un nazista modificato geneticamente?), nonostante poi vi siano buoni momenti horror (la parte finale, l'esasperazione dell'attesa dell'evento orrorifico, l'inizio). Uso abbondante del cliché della doppia negazione seguita dall'affermazione (tipico dell'AI), così come di espressioni roboanti alquanto forzate. Il soggetto propone un corriere chiamato a portare a termine una consegna che sembra andare al di là della nostra realtà (questo passaggio funziona).

Il Piatto Speciale di Ivan Scarabocchio, pur essendo ben scritto, è una variante, in salsa culinaria, de La Sentinella di Frederic Brown. Molto prevedibile fin dall'inizio.

martedì 28 luglio 2026

Recensione Narrativa: L'ULTIMA NOTTE DI EDWARD HYDE di Maurizio Bianciotto

Autore: Maurizio Bianciotto.
Anno: 2026.
Genere:  Horror.
Editore: Mannarino Edizioni.
Pagine: 160.
Prezzo: 12.00 euro.

Commento a cura di Matteo Mancini.
Maurizio Bianciotto e la Mannarino Edizioni, dopo La Sanguinaria Dama della Magione Oscura – Orrore (2023) e Un Castello nei Carpazi (2024), già analizzati su questo blog (https://giurista81.blogspot.com/2023/06/recensione-narrativa-la-sanguinaria.html e https://giurista81.blogspot.com/2024/10/recensione-narrativa-un-castello-nei.html), tornano al genere horror con un dittico tipico della produzione dell'autore. Spicca L'Ultima Notte di Edward Hyde, vera e propria rimodulazione di The Strange Case of Doctor Jekyll & Mister Hyde (1886), cui funge da complementare Il Sogno, un racconto di lunghezza breve che ripropone il tema della seducente donna vampiro che attira le prede nel bosco.

L'Ultima Notte di Edward Hyde pare la novelization di un copione teatrale di discreto successo scritto da uno scrittore di un certo tenore e già questa è una lode. Bianciotto parte dal soggetto di The Strange Case of Doctor Jekyll & Mister Hyde (qua la mia recensione: https://giurista81.blogspot.com/2018/03/recensione-narrativa-lo-strano-caso-del.html) per rimodulare l'intera storia di Stevenson in un vero e proprio reboot con molte libere concessioni (su tutte la fine di Jekyll). Vengono riproposti i personaggi principali della storia, a cui si aggiungono Sherlock Holmes (qua la mia presentazione del personaggio nel suo romanzo di esordio: https://giurista81.blogspot.com/2016/12/recensione-narrativa-uno-studio-in.html) e, all'epilogo, Dorian Gray (qua la mia recensione del romanzo di riferimento: https://giurista81.blogspot.com/2016/01/recensione-narrativa-il-ritratto-di.html). Ne esce fuori un cosiddetto Sherlock Holmes apocrifo dove però non sono né il mystery né l'intreccio giallo a prevalere (solo gli ospiti di Jekyll continuano a interrogarsi su chi sia l'assassino che sta funestando la tranquillità di un quartiere benestante di Londra), bensì una riflessione filosofica sulla duplice natura umana, sui preconcetti sociali tra ricchi e poveri e sul fascino corruttivo e appestante del male (eloquente l'epilogo alla Nosferatu di Murnau, col male che si diffonde sull'Europa in vista dello scoppio della prima guerra mondiale). L'intreccio infatti è prevedibile e lineare. Tutti i fatti vanno come devono andare fin dalla prima pagina, non ci sono grossi colpi di scena né vengono ricercati. È il contorno, dunque, a differenziare il testo dalla base di riferimento. Bianciotto vuole filosofeggiare (e fa bene, poiché aggiunge sostanza), segue gli insegnamenti di Thomas Hobbes e di Empedocle (la vita come un perenne equilibrio tra bene e male, entrambi necessari alla natura umana), individua nell'etica e nelle regole i freni indispensabili tolti i quali si scatenerebbe una libertà assoluta che porterebbe al caos. L'interesse su tali aspetti è evidenziato dai magistrali (punto di forza della novella) dialoghi che accompagnano l'intero racconto e che tendono a prevalere sui fatti, comunque ben narrati con omicidi cruenti perpetrati da Hyde e dal suo immancabile bastone da passeggio (che sfonda crani e libera la materia cerebrale). Perfettamente in linea alla destinazione teatrale anche la scelta di ridurre le location. L'intera storia si svolge in spazi interni ovvero tra le mura della casa del Doctor Jekyll, soluzione che rende adattabilissimo e di poco costo la riduzione teatrale del testo per uno spettacolo.

Lo stile narrativo di Bianciotto ormai è consolidato e lo pone tra i migliori narratori di intrattenimento italiano, pur se autolimitato dai soggetti derivativi che sceglie sovente di proporre e che, a mio avviso, ne impediscono l'ascesa. Il dittico in questione non si distingue da tale vezzo. È comunque interessante il lavoro di rimodulazione operato sulla novella di Stevenson, generando un vero e proprio reboot che parte dalla medesima idea (il tentativo, peraltro riuscito, del Dottor Jekyll di separare le due anime umane, lo sdoppiamento del personaggio, gli esperimenti in laboratorio, la pozione chimica e la furia omicida) arrivando a conclusioni diverse, peraltro con uno Sherlock Holmes cinico e giustizialista come non mai (emblema di una politica repressiva che non può garantire la totale libertà dell'individuo per paura di danneggiare il bene collettivo). Da sottolineare anche il contesto storico in cui viene ambientata la storia, spostato poco dopo la catena di omicidi di Jack Lo Squartatore che funge da oggetto dei dialoghi dei personaggi (qua la mia recensione del romanzo di Robert Bloch: https://giurista81.blogspot.com/2021/08/recensione-narrativa-jack-lo.html), così da tributare un po' tutti i pilastri del fantastico vittoriano (manca giusto il vampiro). Bianciotto ne approfitta per fare intavolare ai suoi personaggi, tutti ospiti e invitati dal Dottor Jekyll, una discussione socio-politica che tocca anche alcuni temi della criminologia primordiale sdoganata da Cesare Lombroso, immaginando che le persone colte e nobili siano incorruttibili dal male, un'impostazione a cui si oppone Holmes (“Il male non ha preferenze ed è un'entità assai democratica: può albergare in chiunque”) senza che gli altri riescano a comprenderne le ragioni: “Lei è un genio, perché come sempre è riuscito a creare un'estrema confusione e a tirare fuori argomentazioni talmente astruse che il suo avversario finisce con il non capirci più nulla. Sherlock Holmes non è poi così rivoluzionario, ma incarna alla perfezione la filosofia di Thomas Hobbes: “E stato il mio mestiere che mi ha portato a essere così e la scarsa fiducia negli individui e nelle loro motivazioni ha fatto si che il passo successivo fosse il più totale pessimismo”.

Pur se derivativo, dunque, L'Ultima Notte di Edward Hyde si segnala tra i migliori lavori di Bianciotto, soprattutto per il tentativo (riuscito) di intellettualizzare il testo aggiungendo ai contenuti psicanalitici (presenti) di Stevenson quelli sociologici, filosofici e politici di un'epoca bigotta che vedeva solo all'esterno di sé stessa i pericoli che avrebbero potuto deflagrarla (la tematica al centro del cosiddetto imperial gothic, basti solo citare Dracula).

Di spessore inferiore Il Sogno, un racconto standard che definirei di completamento. Forse un po' frettoloso all'inizio, costruisce bene l'attesa dell'evento apicale attraverso una serie di sogni premonitori che annunciano al protagonista (il classico militare russo dei racconti di Bianciotto) l'incontro con una splendida donna che, in realtà, è una lamia di epoca romana pronta a vampirizzarlo. Ben scritto ed efficace, ma incentrato su tematiche ampiamente già trattate dall'autore.


“Ogni individuo è un miscuglio di bene e di male, di impulsi positivi e negativi che si compensano a vicenda. Anzi è proprio sul loro equilibrio che si regge l'intera esistenza. Quali potevano essere le reali intenzioni di Henry Jekyll? Annientare il male e dare vita a un'umanità fatta solo di santi e di asceti?”


mercoledì 22 luglio 2026

Recensione Narrativa: UN'OMBRA NELL'OMBRA di Pier Carpi.

Autore: Pier Carpi.
Anno: 1974.
Genere: Horror / Occulto.
Editore: Agenzia Alcatraz, 2026.
Pagine: 294.
Prezzo: 17.00 euro.

Commento a cura di Matteo Mancini. 

INTRODUZIONE

Con Un'Ombra nell'Ombra torna sul mercato un autentico capolavoro dimenticato della narrativa horror esoterica italiana, un sottogenere assai scarsamente frequentato dagli scrittori nostrani e che trovava invece forte presa nell'Inghilterra della prima metà del novecento (Arthur Machen, Dennis Wheatley, Aleister Crowley, Dion Fortune, William Butler Yeats e via dicendo). Lo firma il poliedrico e discusso Pier (Arnaldo) Carpi, che attinge a piene mani dalla propria esperienza personale, da conoscenze dirette e indirette legate a certi riti iniziatici e soprattutto dai suoi saggi Storia della Magia (1968), Le Società Segrete (1968), I Mercanti dell'Occulto (1973) e Abracadabra (1974).

Cresciuto in un orfanotrofio maschile di Reggio Emilia (si registrano echi in Un'Ombra nell'Ombra), Carpi sviluppa un background fortissimo, fatto di passione e studio, che sfocia nel romanzo qui in esame, edito nel 1974 dalla mitica Editrice Nord nella collana Arcano, casa specializzata in fantascienza, poi trasposto al cinema (abbastanza fedelmente) nel 1979 dallo stesso Carpi. Un'opera che definirei cardinale nell'assai poco sviluppato e osteggiato mondo dell'horror e del magico italiano, tanto da non essere stata reputata sufficiente dagli autori del saggio Guida ai Narratori Italiani del Fantastico (Odoya) – saggio che, si badi bene, si è aggiudicato il Premio Italia - per dedicare una specifica scheda all'autore (citato solo in un capitolo in cui si polemizza beceramente su Gianfranco De Turris, in un'ottica di improduttivo campanilismo politico). A distanza di oltre cinquant'anni, l'Agenzia Alcatraz, reale perla dell'editoria italiana legata all'horror europeo del novecento, ripropone il volume corredato dalla prefazione di Andrea Gibertoni e Mauro Corradini, autori del pregevole (e ovviamente poco celebrato) saggio Fantastico Pier Carpi! (2025) edito dalla piccola Yorick, e dalla postfazione del dominus di Nocturno Davide Pulici. Un'uscita dunque doverosa e meritoria di essere plaudita e premiata, che arriva a ventisei anni dalla prematura morte dell'autore, scomparso a sessant'anni nel giugno del 2000.

Pier Carpi è stato un autore poliedrico e discusso, dapprima giornalista e satirico, nonché scrittore di racconti per Intrepido e Monello, poi divenuto popolare tra i cultori di fumetti, grazie alle sue collaborazioni per Topolino, Superman, Batman, Diabolik, Martin Mystère, Zona X e molti altri. Ha altresì creato personaggi quali Zakimort e Teddy Bob poi protagonisti di specifiche collane. Vignettista umoristico per le serie Mondadori dei gialli e per Segretissimo, fu tra i fondatori nel 1970 del mensile di cinema e fumetti Horror. Un curriculum che delinea il profilo di un grande specialista di cultura popolare italiana, che ha altresì tentato la via della regia cinematografica, dirigendo tra il 1975 e il 1979 due film, e della regia teatrale. Al suo attivo vanta numerosi premi (tra cui il Bancarella), sia per il giornalismo che per le fiabe, oltre che per i saggi. Autore di quattro romanzi, tra cui il qui presente Un'Ombra nell'Ombra, oltre di Romanzo di Diabolik (1969) e di racconti come La Morte del Duce, inserito in Fanta-Italia (1972) a cura di Gianfranco De Turris, Vittorio Curtoni e Gianni Montanari.

Nel 1977 finisce sulle pagine di tutti i giornali per l'avvistamento di un UFO, creando un polverone che induce giornalisti internazionali a recarsi sul posto, seguiti dalle forze dell'ordine.

Un nome dunque molto in vista nelle edicole, che trova tuttavia la sua linfa da un mondo assai più oscuro e culturalmente “oligarchico”. La sua vera passione e vocazione, infatti, risiede nella ricerca nell'occultismo e nell'esoterismo, con presa critica diretta a smascherare i ciarlatani, facendone – probabilmente – una delle figure più preparate in Italia nella seconda metà del novecento. Un'ossessione che lo portò ad avvicinarsi o a essere avvicinato da certi mondi esoterici, tanto da diventare grande amico di Licio Gelli, il Maestro Venerabile della Loggia Massonica P2, di cui Carpi dichiarò di non farne parte (e infatti non fu coinvolto negli strascichi giudiziari). Fu membro di società teosofiche, dando vita a un gruppo Teosofico da lui presieduto che aveva sede a Reggio Emilia. Amicizie e rapporti che finirono (vergognosamente) con il decretarne la messa al bando. Penalizzato oltremisura e non più messo in condizione di pubblicare, fu vittima di un ostracismo che ne comportò l'emarginazione dagli ambienti dell'intellighenzia. La figura di Carpi esce dai radar dopo lo scandalo P2, periodo in cui l'autore pubblica uno sparuto numero di saggi sui maestri venerabili, P2, oltre i saggi Il Diavolo: I Riti, I Sabba, Gli Esorcismi, Tutti i Segreti e i Patti Satanici (1988) e Gesù Contro Cristo: tra magia e mistero, il romanzo che svela i segreti del Vangelo (1997). Deceduto per attacco cardiaco, le sue opere finiscono con l'acquisire l'alone di culto divenendo preda di collezionisti e cultori.

Di lui i prefattori del libro scrivono: “Pier Carpi non era uno scrittore come gli altri. La sua figura sfugge alle classificazioni lineari: autore pop e insieme elusivo, narratore capace di muoversi tra fumetto, cinema, giornalismo e narrativa. Carpi costruì nel tempo un personaggio pubblico che sembrava un riflesso delle sue stesse storie”.

RECENSIONE NEL DETTAGLIO

Penso di poter definire Un'Ombra nell'Ombra uno dei romanzi più inquietanti e solfurei che mi sia capitato di leggere, dove la presenza del maligno avvolge l'intera narrazione senza mai palesarsi in modo troppo esplicito. Siamo nel solco dei romanzi di Dennis Wheatley (penso a The Devils Rides Out) o di Arthur Machen (penso a The White People), ma anche di opere come Alraune di H.H. Ewers o The Omen di David Seltzer (che è successivo). Carpi confeziona una potente storia sulla stregoneria nella Milano contemporanea, infarcita di simbolismi, rituali derivanti dai manuali di magia, rimandi alchemici (evidente la presenza dell'ermafrodito) e autobiografici (la parte ambientata nel collegio, l'isolamento nella società della streghe, la dannazione del soggetto dotato di “qualifiche” superiori) che portano il lettore a interrogarsi sul significato dell'esistenza in un'ottica di contrapposizione tra bene e male, visti però in un accezione macheniana molto diversa dalla definizione comune e in un'ottica ascetica di ricerca dell'emancipazione dal ruolo di schiavo tipico dell'uomo “normale” verso uno sviluppo spirituale che conduca a un qualcosa di superiore. In altre parole, è un classico romanzo massonico, dove si assiste a una lotta intestina all'interno di una coven di streghe.

Carpi opta per una struttura atipica, che si sviluppa in modo blando tra momenti di vita quotidiana a Milano e con interruzioni (talvolta oniriche) che spezzano le parti più squisitamente horror e forniscono un andamento non lineare alla vicenda. Non si tratta pertanto di un romanzo del terrore di valenza commerciale. Carpi fa filosofia per tramite di personaggi bizzarri (la figura del giovane professore o del prete che ha smarrito la fede e redarguisce un gruppo di fedeli che inneggiano alla Chiesa dei poveri) ricercando finalità nobili ed elevate. Il suo è un romanzo dedicato ai perdenti, malinconico e antieroico. Non si rivolge ai ragazzini né si ispira alla narrativa americana scuola Blatty (penso a The Exorcist), da cui pure attinge (lotta madre e figlia, esorcismi qua pagani). Le ispirazioni, per impostazione e contenuti, arrivano dalla narrativa inglese di inizio novecento, quella creata dagli autori scuola Golden Dawn o società affiliate. Un'operazione che Carpi gestisce in modo magistrale, regalando un mix di erotismo blasfemo (tanti nudi femminili) in cui si assiste a un'originale compenetrazione tra sacro e profano impreziosita da momenti filosofici e da una visione “positiva del male” quale chiave di lettura per ritrovare la fede perduta (il romanzo può anche essere letto come un atipico romanzo religioso). Non mancano prese di posizioni sulla magia, con superamento della dicotomia tra magia bianca e magia nera. "Non ci sono più roghi per noi; ma la società ha sostituito, in gran silenzio, ai roghi, la morte civile. La nostra stessa natura ci isola. La gente ci evita, ci odia. Ogni tipo di amore, ci è precluso. Non è una scelta nostra, è una scelta degli altri."

Un'Ombra nell'Ombra è dunque un autentico capolavoro di valenza internazionale, specie se si valuta nell'ambito della narrativa del terrore italiana. Pochi romanzi nostrani di genere possono tenerne il passo (francamente lo definirei il migliore in assoluto nel genere). Carpi qui fa paura e lo fa con una ragazzina diabolica che anticipa di due anni l'ideazione del Damien cinematografico (vedere le parti a scuola, riprese da La Maledizione di Damien) con continue allusioni sataniche (il diavolo c'è e come ed è l'ombra nell'ombra) fatte di urli, berci, poteri sovrannaturali e mosche portatrici di vita e, al contempo, di morte. Al di là di quanto detto, il romanzo è altresì carico di una valenza che potremmo definire legata alla figura della new woman (tema caro a certi autori del blocco Golden Dawn, basti citare Bram Stoker), in un'ottica capovolta. La dicotomia tra madre e figlia, ovvero le due protagoniste contrapposte del romanzo, evidenzia il superamento della donna sottomessa e abbandonata a sé stessa, in favore di un modello combattivo, egoistico, che rigetta la coppia vedendo nella solitudine la via per l'evoluzione nella consapevolezza di sé stessi e dei propri poteri. La bambina posseduta qua non è vittima del demonio, ma ne diviene emblema di potenza e di affermazione. Si supera quindi l'impostazione mariana della donna coraggiosa che vince il male in nome della famiglia, rendendosi quale forza trainante del gruppo, a beneficio di un'impostazione nichilista (da evidenziare il monologo che il professore fa al cospetto delle prostitute).

A chi è dunque consigliata la lettura? Sicuramente agli amanti della narrativa del terrore di serie A, ovvero quello "esoterico" e letterario che cerca di andare oltre il genere e di interrogarsi sui grandi misteri spirituali dell'uomo. Interessante anche per gli estimatori di un certo erotismo blasfemo o per chi ricerchi romanzi diabolici. Si tengano alla larga coloro che, invece, apprezzano l'esclusivo intrattenimento o un'impostazione pulp, poichè lo troverebbero insulso e pesante non potendone apprezzare i contenuti iniziatici.  

L'autore Pier Carpi.

"Avete cercato di possedere certe cose solo per inserirvi in questo mondo, per trovare spazio tra la gente che suda e vi odia, che vi emargina e vi uccide. Voi avete scelto di essere vittime, io sarò carnefice. Io non voglio entrare tra la gente. Non voglio essere emarginata. Mi rendo solitaria e forte. Non voglio essere colpita, colpirò. E prima di tutti te e quelle come te."