Curatore: Fabio Mundadori.
Anno: 2026.
Genere: Antologia Giallo, Crime, Poliziesco.
Editore: Tralerighe Libri Editore.
Pagine: 286.
Prezzo: 20.00 euro.
Appuntamento annuale con l'Antologia Criminale del Garfagnana in Giallo, selezione dei migliori racconti giunti alla XVIII Edizione del premio. Concorso importante nel campo della narrativa crime, in parte sponsorizzato dal Giallo Mondadori (presenti alla premiazione Franco Forte e Fabio Mundadori) con una pletora di premi – dai romanzi inediti, ai romanzi editi, passando per le autopubblicazioni e i romanzi storici – che hanno nella sezione narrativa breve il loro fiore all'occhiello, essendo questo l'unico volume sponsorizzato dal concorso a uscire con i loghi dello stesso. Ventinove racconti di altrettanti autori, nessuno dei quali agli esordi. Molte crime story, qualche hard boiled e noir, alcuni rari esempi di horror e di action e poi i gialli, non troppi per la verità, e una marcata spruzzata di dramma sociale. Pirati della strada, indagini giornalistiche, delitti dal passato che riemergono, regolamenti di conti, serial killer, sicari imbranati, presenze ectoplasmatiche, boss mafiosi, pestaggi, suicidi spettacolarizzati, gialli culinari e chi più ne ha più ne metta. Tra le firme di maggiore spicco si segnalano Claudio Secci (curatore di collana per Delos Digital), Giuseppe Mallozzi (giornalista di cronaca de Il Messaggero), Enrico Ruggiero (vincitore di AG Noir e Giallo Milanese nel 2025, secondo nel Giallo Fiorentino e nel Lucca Noir), Roberto Ripastella (pluripiazzato a Nebbia Gialla, Giallo Festival e Thriller Cafè) e lo scrittore di lungo corso livornese Glauco Ballantini, oltre che la vincitrice uscente (peraltro riconfermata nell'edizione 2026) Beatrice Fiaschi.
La lettura è universalmente piacevole. Devo dire che il livello generale, dopo un quarto di secolo di sfide continue, ha raggiunto livelli apprezzabili, tali da consentire la realizzazione di volumi che meriterebbero maggiore considerazione da parte del pubblico. Lo confermano i racconti meno riusciti, poiché – come dico sempre – la buona resa di un'antologia è determinata dai racconti considerati inferiori. Gli organizzatori si sono limitati a decretare il podio del concorso, rilasciando poi attestati di partecipazione a tutti gli altri. L'esito finale, con vittoria andata a Beatrice Fiaschi davanti a Claudio Secci e Glauco Ballantini (tre, curriculum alla mano, tra i più conosciuti) è molto discutibile ma, a onor del vero, c'è da dire che, nell'occasione, stilare una classifica di merito era molto difficile tanto che io stesso ho incontrato molte difficoltà. Il livello complessivo è infatti omogeneo e si mantiene tale fino alla fine. Se è vero che vi siano alcuni autori stilisticamente più maturi rispetto ad altri, con punte di qualità “stilistica” rappresentate dalle prove di Tommaso Sala (elegantissimo), Glauco Ballantini (revisionista), Claudio Secci (mestierante che sa sfumare tutta la storia inducendo il lettore a vedervi cose che non sono scritte) ed Enrico Ruggiero (perfetta la prima parte nella definizione dei rapporti tra un avvocato e il suo cliente) e punte di minore cura rappresentate dai vari Angela Potente (eccessivo uso di metafore, alcune delle quali sballate, nella prima parte, con un incomprensibile gioco di specchi) e Lee La Bella (alcuni periodi contorti, uno dei quali di cinque righe con una sola virgola utilizzata), altri autori riescono a compensare con grande senso del ritmo e coinvolgimento risultando quindi molto più divertenti e specializzati nella narrativa di genere come Alessandro Denci Niccolai, Alessandro Cirillo, Paolo Soli, Simone Clementi, Andrea Monacelli e – penso di poter dire – il sottoscritto Matteo Mancini, mentre altri ancora, quali Ornella e Andrea Di Sabatino, Alice Testa, Giuliano Fontanella e Simona Conte, più inclini al thrilling con storie che si dipanano lentamente in vista della spiazzante rivelazione finale (bello, a riguardo, il racconto di Andrea Di Sabatino). L'autrice che ha presentato, a mio modo di vedere, il racconto più quadrato e completo in ogni sua componente è Silvia Zanolli (già edita da Montag) con La Bagnante Involontaria, a cui va il mio primo premio, per avere realizzato uno dei pochi gialli classici (spiegone finale compreso, non che sia un pregio) presenti nell'antologia, cadenzato da una serie di incastri, colpi di scena e moventi giustificati calati in un contesto familiare alto-borghese assai marcio.
Capite dunque la difficoltà di individuare i soggetti da premiare, specie se non risulta chiaro il criterio di preferenza. Avendo scelto, per gioco e divertimento, di analizzare tutti i racconti provando a stilare una mia classifica, ritengo quindi opportuno definire quelli che – a mio modo di vedere – sono stati i miei criteri di scelta per un concorso che si presenta – nella sua veste e nel suo tributare personaggi del mondo pulp – quale concorso “di genere”. Ho pertanto dato preminenza, piuttosto che allo stile e alla padronanza linguistica (comunque valutate), alle storie che, da un punto di vista ipotetico, verrebbero acquistate da una rivista di intrattenimento che ha come obiettivo quello di coinvolgere, divertire e scioccare i lettori (ecco giustificata la penalizzazione di Ballantini). Si tratta ovviamente di opinioni personali e dunque da prendere come tali. Un secondo aspetto è legato alla verosimiglianza della storia (motivo per cui troverete penalizzata Beatrice Fiaschi, peraltro nell'occasione meno elegante di stile rispetto a molti colleghi qua presenti), mentre un terzo è legato all'originalità della trama. Ripeto: si tratta di un gioco.
RECENSIONE NEL DETTAGLIO:
1° Posto. L'ho già anticipato: mi è piaciuto molto La Bagnante Involontaria di Silvia Zanolli, già edita da Montag. Racconto quadrato, con una trama studiata a tavolino (non si scrive una storia del genere di getto) caratterizzata da inneschi ben calibrati, incastri e moventi che trovano ragion d'essere nel passato. Ottime le caratterizzazioni dei personaggi (a parte forse la poliziotta che conduce le indagini). È un vero e proprio giallo, nello stile classico dei Gialli Mondadori di metà novecento, di ambientazione borghese, dove si indaga sulla morte di un componente della famiglia. L'autrice mostra una discreta capacità di intrattenimento e una buona gestione della storia, in un intrigo fatto di ricatti e tornaconti personali dove tutti hanno qualcosa da nascondere e dove di innocenti (vittima compresa) non ve ne sono.
PROSEGUE PROSSIMAMENTE.







