Titolo Originale: The Regulators.
Anno: 1996.
Genere: Horror / Fantastico.
Editore: Sperling & Kupfer.
Pagine: 432.
Prezzo: 16.90 euro.
Commento a cura di Matteo Mancini.
Concepito in origine quale sceneggiatura per un film rimasto inedito (causa morte prematura del regista) di Sam Peckinpah (dal titolo The Shotgunners), The Regulators è diventato parte di un progetto sperimentale di Stephen King, che ruota attorno alle malefatte del medesimo villain: lo spirito/demone di non meglio precisata origine Tak. Ritroveremo infatti tale spirito anche in Desperation, romanzo uscito in contemporanea a The Regulators con una copertina complementare rispetto a quella del primo romanzo.
Per l'occasione si rispolvera, a distanza di dodici anni (Thinner – L'Occhio del Male), lo pseudonimo Richard Bachman e si inventa un vero e proprio lancio, dove si finge (come avverrà per i personaggi del successivo Lisey's Story) che il romanzo sia stato trovato in uno scatolone dalla vedova Bachman, a circa dieci anni dalla morte del marito.
Il romanzo, di circa quattrocento pagine, parte in modo lanciato, durante un ordinario pomeriggio soleggiato di un piccolo villaggio di campagna dell'Ohio. King/Bachman offre fin da subito la dimensione corale del progetto, spostando come potrebbe fare Brian De Palma (penso a film come Omicidio in Diretta) il punto di vista di quanto avviene da un personaggio all'altro. Vediamo così irrompere in scena un camion dai bizzarri colori che, lentamente, percorre la via principale del villaggio. All'interno del mezzo un folle (poi scopriremo essere altro) si prepara a sparare a caso sui passanti compiendo un'irragionevole carneficina, presto replicata da altri camion. King/Bachman, senza volerlo, anticipa (in Mr Mercedes sarà consapevole della cosa) quello che diverrà uno degli orrori concreti del nuovo secolo ovvero il terrorismo a danni di ignari passanti. Qui però tutto sfuma in un fantastico ai limiti del fantasy. Il tema portante è quello della possessione, con uno spirito che riesce a insinuarsi nel corpo delle vittime (forse ispirerà il film Fallen – Il Tocco del Male del 1998) e dall'interno di una di queste (un ragazzino autistico) modifica la realtà materializzando gli eroi del bimbo ovvero i personaggi e le scenografie del film western I Vendicatori, del cartone animato Motokops 2200 e del serial televisivo Bonanza. Prende così abbrivio un Urban Western dal retrogusto carpenteriano (Distretto 13, a sua volta influnzato da Howard Hawks), per effetto di un vero e proprio assedio in cui i superstiti si trovano costretti ad asserragliarsi nelle abitazioni sotto una vera e propria grandinata di piombo. Wentworth, il paese vittima degli eventi, a poco a poco cambia i propri connotati, diviene un set western in cui (un po' alla Brazil) le abitazioni mutano il proprio aspetto e dove sulla pubblica via si muovono animali impossibili frutto dell'immaginazione di un bambino di cinque anni.
Purtroppo, dopo l'inizio incalzante, il romanzo si incarta nella parte centrale. King solidifica la fluidità del testo ricorrendo a continui flashback (proposti nella forma di lettere scritte a mano) piuttosto che ritagli di giornale, estratti di recensioni cinematografiche o passaggi di sceneggiatura di cartoni animati. Tra gli inserti, è da evidenziare il flashback in cui viene narrato il primo contatto, all'interno di una miniera di recente ritornata alla luce dopo una frana (King omaggia Demon Knight dello scrittore Joseph Michael Straczynsky del 1988, qua la mia recensione http://giurista81.blogspot.com/2024/09/recensione-narrativa-la-notte-del.html) dove i protagonisti discendono nelle viscere della terra e dove Seth (il piccolo e sfortunato protagonista) viene “contagiato” da Tak (King omaggia anche Omen – Il Presagio soffermandosi sul sorriso distorto del piccolo). Questa parte è di grosso impatto, capace di suscitare una tensione e un'atmosfera cupa e tetra ai livelli dei racconti di Howard P. Lovecraft, tanto che avrebbe potuto essere utilizzata come racconto autonomo da includere in un'antologia.
Convincono assai meno gli altri inserti che, pur contribuendo a delineare il dietro le quinte della follia che attanaglia Wentworth (spiegando le modalità di azione di Tak), rallentano la narrazione. Ecco che bisogna attendere la fuga di alcuni cittadini asserragliati che, nel tentativo di chiedere soccorso (i telefoni ovviamente non funzionano), prendono la via dei campi, trovandosi però alle prese con un contesto scenografico del tutto stravolto e con bestie non contemplate dall'esperienza umana.
L'epilogo, decisamente cattivo e privo di happy end (la scena al bagno anticipa la quasi omologa di Dreamcatcher - L'Acchiappasogni), pur se prevedibile, è all'altezza della situazione a completamento di un romanzo non proprio page turner. Pur se leggero nei contenuti, ho impiegato oltre un mese a finirlo, con diversi momenti di stanca e alcune fiammate degne del miglior King. Tra le altre cose da segnalare vi è la componente grandguignol, qua abbastanza marcata tra teste che, alla Ken Shiro, si deformano sino a deflagrare in un misto di materia cerebrale e schegge ossee che inondano la faccia dei personaggi, braccia amputate, teste scoperchiate da fucilate, bestie che azzannano alla gola, tentativi di operazioni chirurgiche e via dicendo.
Una nota finale va al criptico inserto finale (anche questo dotato di capacità autonoma tale da poter essere proposto come racconto a sé stante), alquanto incomprensibile e all'apparenza disconnesso dall'intero testo, se non a suggerire l'esistenza di ulteriori piani dimensionali in cui altri umani si muovono lasciando tracce nella nostra realtà proprio come potrebbero fare i fantasmi. Forse quei due umani sono proprio Seth e madre adottiva in un'ottica di vita post-mortem, ma la cosa non è chiara.
Nel complesso The Regulators è un romanzo minore di King/Bachman, piuttosto allineato ai topoi dei B-Movie e con evidenti contenuti kinghiani (l'autore si autocita, tra l'altro) quali bimbi affetti da deficienze mentali e, al contempo, di poteri speciali, oltre alla dimensione corale del progetto che si concentra sulla reazione di un intero villaggio alla prese con l'irrazionale. Tra alti e bassi, con un'originalità di fondo superiore alla media dei soggetti di King.
"La vita è una cosa incompiuta a paragone dei libri e dei film. La vita è solo un gran casino."


Nessun commento:
Posta un commento