Autore: Andrea K. Lanza.
Anno: 2026.
Genere: Post Atomico - Sci-fi.
Editore: Edikit.
Pagine: 184.
Prezzo: 15,00 euro.
Sparatorie, torture, omaggi a Rats
– Le Notti del Terrore, I Predatori dell'Anno Omega, I Guerrieri dell'Anno 2072 e
ai postatomici di Tonino Ricci, ma anche a Hercules
di Luigi Cozzi, con gli Scaravengers che si ritrovano ad attraversare
i fatiscenti studi della De Paolis rimasti al 1985 (per trovare sotto il set del sopracitato film di Bruno Mattei il tunnel che li condurrà alla casa), accompagnano la narrazione che, tuttavia, si dissocia presto dal prodotto di puro intrattenimento, Lanza costruisce
un romanzo di genere che va oltre lo stesso, cadenzato dai brani
musicali italiani e internazionali dell'epoca, per piegare verso il
prodotto di autore anti-capitalista alla Jodorowski. Il soggetto infatti è decisamente folle e richiede di essere letto più volte per essere appreso. Lodevolissimo
nelle intenzioni e assai bravo nel delineare le scenografie, Lanza
appesantisce (mia modesta opinione) la narrazione con un background
di caratterizzazioni (i personaggi sono tanti) che intralcia troppo l'azione, rendendo poco di
genere un romanzo che nasce dal genere. Troppo spesso, il fluire
narrativo viene spezzato dalle riflessioni sul passato dei
protagonisti, dal loro sentire e dagli intenti politici di chi manipola il sistema per fottere il futuro dei giovani. L'ultima
parte, in particolare, diventa volutamente ostica, labirintica e onirica, direi addirittura opposta alla narrativa popolare. A ogni modo, siamo alle prese
con un romanzo che si distingue dalla media. Curato, ambizioso, senza
buonismi o concessioni al politicamente corretto (anzi). Lanza è
coraggioso, spara strali a Silvio Berlusconi, alla cultura italiana (ivi compresa la scolastica) che fagocita i giovani illudendoli di elevarli con
un'educazione e una cultura locale funzionale a spegnerli mentalmente e prima ancora a
manipolarli. Cruento e brutale (non manca lo splatter), pur nei suoi intenti intellettuali,
La
Casa di Dio
entra nel campo dell'horror più che del fantascientifico distopico e lo fa con un tocco
italico che rende il tutto sicuramente meritevole di attenzione tra i
romanzi usciti nel 2026. Lo ripeto: non aspettatevi un romanzo
di puro intrattenimento, facile da leggere e in grado di incollarvi
alla pagina. Il ritmo non è adrenalinico e viene sovente spezzato, con continui cambi di punti di vista, quando invece ci si attenderebbe l'accelerazione. E' evidente, tuttavia, che il retaggio popolare su cui si struttura il romanzo stempera l'intento sociale e autoriale, rendendo più piacevole la lettura.
Fuorviante la copertina, anche se orientata a sottolineare uno stato di sottomissione anti-liberale. Il testo è un survival post-atomico ambientato, nella prima parte, sotto la luce del sole (con protagonisti corrotti da tumori nella pelle che vagano protetti dai nastri delle vhs avvolti sul corpo!?) e nella seconda nei sotterranei in cui si riproduce il mondo del 1985. Proprio in questa seconda parte Lanza costruisce la portata autoriale del romanzo. Non per tutti.

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