Autore: Alessandro Girola.
Anno: 2024.
Genere: Sword & Sorcery.
Editore: Plutonia Publications.
Pagine: 92.
Prezzo: 9.90 euro.
Graditissimo ritorno sulle pagine del blog, dopo i vari Cocagne, Imperial, Tigre Blu e Il Guerriero Bestia (in realtà non direttamente riconducibile all'autore), di Alessandro Girola, che ci propone il secondo capitolo del ciclo de “Il Cavaliere”. Siamo nell'ambito di una sword & sorcery che definirei, pur essendo contestualizzata in un secondary world, prossima al cosiddetto Fantastico Mediterraneo, vuoi per i suoi rimandi all'ade (che qua si chiama Intramundum), vuoi per le divinità pagane personificate da creature antropomorfe o, ancora, per le scenografie isolane tra nebbie e creature zoomorfe. Pur essendo riconnesso a un'iconografia medievale, con rimandi alla peste, saltano infatti alla memoria certi romanzi di Andrea Gualchierotti, quali I Principi del Mare (http://giurista81.blogspot.com/2023/10/recensione-narrativa-i-principi-del.html) o I Campioni dell'Inferno ( https://giurista81.blogspot.com/2024/09/recensione-narrativa-i-campioni.html?m=1). Girola, pur muovendosi da un genere all'altro, si conferma un poliedrico specialista dell'intrattenimento. La sua è una scrittura per immagini, sprovvista di momenti morti o di appesantimenti lirici. Stile essenziale, ritmo veloce, frequenti scene d'azione in cui furoreggiano esseri magici quali unicorni parlanti, folletti, creature ittiche, sortilegi alchemici di ogni tipo e un epilogo proiettato verso nuove avventure da affrontare nei successivi capitoli. Protagonista assoluto è Sir Lionel di Costanza, un cavaliere errabondo che combatte occasionalmente in favore di chi gli offre un ingaggio. Soggetto muscolare, abile sciabolatore ed eccezionale seduttore. Incarna il modello perfetto dell'eroe capace di superare ogni prova (ma non di salvare l'eroina).
Il plot è collaudatissimo: abbiamo una missione suicida riservata un manipolo variegato di mercenari appositamente assoldati a inizio novella da un Capitano. L'obiettivo è catturare un unicorno letale che si narra essere presente su un'isola disabitata. Niente di più classico per un'avventura convenzionale ma fascinosa. Ho trovato più riuscita e interessante la prima parte, per effetto di una tensione costante e della voglia di scoprire i misteri della spettrale isola di Svenkka (non mancano pericoli e creature di ogni sorta). La seconda parte è molto meno da scoprire. Tutto appare già definito. Si combatte all'arma bianca in mare aperto in una resa dei conti non proprio all'insegna dell'happy end. Alla fine è una novella che non introduce niente di nuovo ma, al contempo, diverte e intrattiene, confermando le spiccate doti da intrattenitore di Alessandro Girola. Divertente.


Nessun commento:
Posta un commento