Elenco

  • Cinema
  • Ippica
  • Narrativa
  • Pubblicazioni Personali

domenica 29 marzo 2026

Recensione Narrativa: IL MIRACOLO DI GORDON PASCIA' di Maurizio Bianciotto.

Autore: Maurizio Bianciotto.
Anno: 2026.
Genere: Storico / Bellico.
Editore: Book Sprint.
Pagine: 212.
Prezzo: 19,90 euro.

Commento a cura di Matteo Mancini

Abbiamo recensito più volte Maurizio Bianciotto sulle pagine di questo blog, sempre nel ruolo di scrittore di racconti brevi o di novelle di impronta gotica. Lo ricordiamo, tra le varie opere (Un Castello nei Carpazi per Mannarino Editore, https://giurista81.blogspot.com/2024/10/recensione-narrativa-un-castello-nei.html, o la serie Trilogia dell'Incubo per Santi Editore, https://giurista81.blogspot.com/2023/03/trilogia-dellincubo-ii-il-ritorno-di.html), tra gli autori italiani inclusi nella serie periodica Weird della Dagon Press (qua la recensione del racconto: https://giurista81.blogspot.com/2025/06/recensione-narrativa-weird-4-di-aavv.html). Confinarlo tuttavia in un genere sarebbe riduttivo. Bianciotto ha scritto storie western, war movie ambientati in terra nipponica durante la seconda guerra mondiale, erotici commistionati all'horror, dimostrando una versatilità degna da specialista delle riviste della prima metà del novecento. Vi è, a ogni modo, una matrice comune che assimila le tante facce della sua narrativa ed è la spiccata predilezione per il racconto storico e per gli episodi bellici, vuoi che si tratti della guerra di secessione americana o degli scontri tra nordisti e indiani (Il Giorno in cui Morirono le Giacche Blu) vuoi che si tratti di conflitti tra esponenti dell'Impero Austro-Ungarico e forze rivali. Il Miracolo di Gordon Pascià è l'emblema di questa matrice che qua divora il resto, passando da contorno della vicenda a traccia principale. Bianciotto accantona il fantastico e l'erotico (talvolta presente nelle sue storie) per intavolare un racconto bellico calato nel contesto coloniale britannico. Siamo infatti nel 1885, in Sudan, durante una serie di scontri tra la milizia egiziana supportata dagli europei e i locali agli ordini di un integralista islamico. Gli scontri sono furibondi, resi più devastanti dal caldo, dall'uso di scimitarre e dagli spazi aperti in pieno deserto.

L'ispirazione arriva dal film Khartoum (1966) diretto da Basil Dearden, candidato all'oscar per la migliore sceneggiatura originale (firmata da Robert Ardrey). Bianciotto tributa la pellicola, confezionando una sorta di novelization. Il risultato finale, edito dalla Book Sprint Edizioni, è altamente professionale e, in tutta probabilità, costituisce la migliore prova dell'autore. Lo scrittore torinese sfoggia un talento da fare invidia a molti degli scrittori italiani che si leggono sulle pagine di Segretissimo, collana in cui, a nostro avviso, Bianciotto avrebbe dirito di misurarsi. L'impianto narrativo è visivo, sviluppato da un registro narrativo leggero (ma non banale), accattivante, che lascia in tribuna i leziosismi e le presunzioni letterarie a vantaggio dell'efficacia e dell'azione. I toni sono epici, da tragedia greca, con personaggi eroici che antepongono la riuscita della loro missione a tutto il resto. La cura nei dettagli e la definizione dei personaggi sono eccellenti, così come lo sono i dialoghi, le descrizioni di costumi, armi, strategie militari e la descrizione degli assalti alla baionetta. Esemplificativi sono il superlativo prologo e l'infernale epilogo. Il romanzo parte subito in quarta per poi concentrarsi sul duello, dapprima psicologico e poi sul campo di battaglia, tra il Generale inglese Gordon Pascià, nominato Governatore Generale del Sudan, e Mohammed Ahmed detto “Il Mahdi – L'atteso”, uno dei tanti estremisti religiosi convinto di essere benedetto da Allah per sconfiggere gli infedeli. Battaglie violentissime, oscure trame politiche londinesi, avventura, scenografie desertiche affascinanti che si dipanano dalla piana di Giza - all'ombra delle piramidi - fino al Sudan, risalendo lungo il letto del Nilo (tra agguanti e cannoneggiamenti). Il lettore, tra una scaramuccia e l'altra, cadenzata dai lavori di potenziamento delle difese naturali di Khartoum destinata a essere assaltata come un fortino in un western, resta in attesa di un finale che, a differenza del Deserto dei Tartari, non si farà attendere. Duecentodieci pagine che scorrono veloci, con un occhio a Salgari e uno ai pulp magazine americani degli anni '30. Bianciotto si conferma tra i migliori intrattenitori della carta stampata italiana. Purtroppo, un po' il genere non troppo accattivante per un pubblico giovanile e un po' la ridotta visibilità che garantiscono i piccoli editori con cui l'autore è solito colaborare, il nome "Bianciotto" fatica a emergere, quando invece qualche “osservatore” delle major interessate alla narrativa di intrattenimento dai risvolti storico/bellici dovrebbe valutare l'eventualità di importarlo nella propria factory.

Se siete alla ricerca di un'avventura epica da risvolti bellici e dagli scenari avventurosi, Il Miracolo di Gordon Pascià non vi deluderà. Personaggi vividi, in grado di coinvolgere il lettore facendolo sentire parte integrante della narrazione, ritmo serrato, dialoghi graffianti e scontri all'ultimo sangue. Non trovo un difetto al volume. Promosso con lode.

La locandina del film che ha ispirato il romanzo

 

Nessun commento:

Posta un commento