mercoledì 22 luglio 2026

Recensione Narrativa: UN'OMBRA NELL'OMBRA di Pier Carpi.

Autore: Pier Carpi.
Anno: 1974.
Genere: Horror / Occulto.
Editore: Agenzia Alcatraz, 2026.
Pagine: 294.
Prezzo: 17.00 euro.

Commento a cura di Matteo Mancini. 

INTRODUZIONE

Con Un'Ombra nell'Ombra torna sul mercato un autentico capolavoro dimenticato della narrativa horror esoterica italiana, un sottogenere assai scarsamente frequentato dagli scrittori nostrani e che trovava invece forte presa nell'Inghilterra della prima metà del novecento (Arthur Machen, Dennis Wheatley, Aleister Crowley, Dion Fortune, William Butler Yeats e via dicendo). Lo firma il poliedrico e discusso Pier (Arnaldo) Carpi, che attinge a piene mani dalla propria esperienza personale, da conoscenze dirette e indirette legate a certi riti iniziatici e soprattutto dai suoi saggi Storia della Magia (1968), Le Società Segrete (1968), I Mercanti dell'Occulto (1973) e Abracadabra (1974).

Cresciuto in un orfanotrofio maschile di Reggio Emilia (si registrano echi in Un'Ombra nell'Ombra), Carpi sviluppa un background fortissimo, fatto di passione e studio, che sfocia nel romanzo qui in esame, edito nel 1974 dalla mitica Editrice Nord nella collana Arcano, casa specializzata in fantascienza, poi trasposto al cinema (abbastanza fedelmente) nel 1979 dallo stesso Carpi. Un'opera che definirei cardinale nell'assai poco sviluppato e osteggiato mondo dell'horror e del magico italiano, tanto da non essere stata reputata sufficiente dagli autori del saggio Guida ai Narratori Italiani del Fantastico (Odoya) – saggio che, si badi bene, si è aggiudicato il Premio Italia - per dedicare una specifica scheda all'autore (citato solo in un capitolo in cui si polemizza beceramente su Gianfranco De Turris, in un'ottica di improduttivo campanilismo politico). A distanza di oltre cinquant'anni, l'Agenzia Alcatraz, reale perla dell'editoria italiana legata all'horror europeo del novecento, ripropone il volume corredato dalla prefazione di Andrea Gibertoni e Mauro Corradini, autori del pregevole (e ovviamente poco celebrato) saggio Fantastico Pier Carpi! (2025) edito dalla piccola Yorick, e dalla postfazione del dominus di Nocturno Davide Pulici. Un'uscita dunque doverosa e meritoria di essere plaudita e premiata, che arriva a ventisei anni dalla prematura morte dell'autore, scomparso a sessant'anni nel giugno del 2000.

Pier Carpi è stato un autore poliedrico e discusso, dapprima giornalista e satirico, nonché scrittore di racconti per Intrepido e Monello, poi divenuto popolare tra i cultori di fumetti, grazie alle sue collaborazioni per Topolino, Superman, Batman, Diabolik, Martin Mystère, Zona X e molti altri. Ha altresì creato personaggi quali Zakimort e Teddy Bob poi protagonisti di specifiche collane. Vignettista umoristico per le serie Mondadori dei gialli e per Segretissimo, fu tra i fondatori nel 1970 del mensile di cinema e fumetti Horror. Un curriculum che delinea il profilo di un grande specialista di cultura popolare italiana, che ha altresì tentato la via della regia cinematografica, dirigendo tra il 1975 e il 1979 due film, e della regia teatrale. Al suo attivo vanta numerosi premi (tra cui il Bancarella), sia per il giornalismo che per le fiabe, oltre che per i saggi. Autore di quattro romanzi, tra cui il qui presente Un'Ombra nell'Ombra, oltre di Romanzo di Diabolik (1969) e di racconti come La Morte del Duce, inserito in Fanta-Italia (1972) a cura di Gianfranco De Turris, Vittorio Curtoni e Gianni Montanari.

Nel 1977 finisce sulle pagine di tutti i giornali per l'avvistamento di un UFO, creando un polverone che induce giornalisti internazionali a recarsi sul posto, seguiti dalle forze dell'ordine.

Un nome dunque molto in vista nelle edicole, che trova tuttavia la sua linfa da un mondo assai più oscuro e culturalmente “oligarchico”. La sua vera passione e vocazione, infatti, risiede nella ricerca nell'occultismo e nell'esoterismo, con presa critica diretta a smascherare i ciarlatani, facendone – probabilmente – una delle figure più preparate in Italia nella seconda metà del novecento. Un'ossessione che lo portò ad avvicinarsi o a essere avvicinato da certi mondi esoterici, tanto da diventare grande amico di Licio Gelli, il Maestro Venerabile della Loggia Massonica P2, di cui Carpi dichiarò di non farne parte (e infatti non fu coinvolto negli strascichi giudiziari). Fu membro di società teosofiche, dando vita a un gruppo Teosofico da lui presieduto che aveva sede a Reggio Emilia. Amicizie e rapporti che finirono (vergognosamente) con il decretarne la messa al bando. Penalizzato oltremisura e non più messo in condizione di pubblicare, fu vittima di un ostracismo che ne comportò l'emarginazione dagli ambienti dell'intellighenzia. La figura di Carpi esce dai radar dopo lo scandalo P2, periodo in cui l'autore pubblica uno sparuto numero di saggi sui maestri venerabili, P2, oltre i saggi Il Diavolo: I Riti, I Sabba, Gli Esorcismi, Tutti i Segreti e i Patti Satanici (1988) e Gesù Contro Cristo: tra magia e mistero, il romanzo che svela i segreti del Vangelo (1997). Deceduto per attacco cardiaco, le sue opere finiscono con l'acquisire l'alone di culto divenendo preda di collezionisti e cultori.

Di lui i prefattori del libro scrivono: “Pier Carpi non era uno scrittore come gli altri. La sua figura sfugge alle classificazioni lineari: autore pop e insieme elusivo, narratore capace di muoversi tra fumetto, cinema, giornalismo e narrativa. Carpi costruì nel tempo un personaggio pubblico che sembrava un riflesso delle sue stesse storie”.

RECENSIONE NEL DETTAGLIO

Penso di poter definire Un'Ombra nell'Ombra uno dei romanzi più inquietanti e solfurei che mi sia capitato di leggere, dove la presenza del maligno avvolge l'intera narrazione senza mai palesarsi in modo troppo esplicito. Siamo nel solco dei romanzi di Dennis Wheatley (penso a The Devils Rides Out) o di Arthur Machen (penso a The White People), ma anche di opere come Alraune di H.H. Ewers o The Omen di David Seltzer (che è successivo). Carpi confeziona una potente storia sulla stregoneria nella Milano contemporanea, infarcita di simbolismi, rituali derivanti dai manuali di magia, rimandi alchemici (evidente la presenza dell'ermafrodito) e autobiografici (la parte ambientata nel collegio, l'isolamento nella società della streghe, la dannazione del soggetto dotato di “qualifiche” superiori) che portano il lettore a interrogarsi sul significato dell'esistenza in un'ottica di contrapposizione tra bene e male, visti però in un accezione macheniana molto diversa dalla definizione comune e in un'ottica ascetica di ricerca dell'emancipazione dal ruolo di schiavo tipico dell'uomo “normale” verso uno sviluppo spirituale che conduca a un qualcosa di superiore. In altre parole, è un classico romanzo massonico, dove si assiste a una lotta intestina all'interno di una coven di streghe.

Carpi opta per una struttura atipica, che si sviluppa in modo blando tra momenti di vita quotidiana a Milano e con interruzioni (talvolta oniriche) che spezzano le parti più squisitamente horror e forniscono un andamento non lineare alla vicenda. Non si tratta pertanto di un romanzo del terrore di valenza commerciale. Carpi fa filosofia per tramite di personaggi bizzarri (la figura del giovane professore o del prete che ha smarrito la fede e redarguisce un gruppo di fedeli che inneggiano alla Chiesa dei poveri) ricercando finalità nobili ed elevate. Il suo è un romanzo dedicato ai perdenti, malinconico e antieroico. Non si rivolge ai ragazzini né si ispira alla narrativa americana scuola Blatty (penso a The Exorcist), da cui pure attinge (lotta madre e figlia, esorcismi qua pagani). Le ispirazioni, per impostazione e contenuti, arrivano dalla narrativa inglese di inizio novecento, quella creata dagli autori scuola Golden Dawn o società affiliate. Un'operazione che Carpi gestisce in modo magistrale, regalando un mix di erotismo blasfemo (tanti nudi femminili) in cui si assiste a un'originale compenetrazione tra sacro e profano impreziosita da momenti filosofici e da una visione “positiva del male” quale chiave di lettura per ritrovare la fede perduta (il romanzo può anche essere letto come un atipico romanzo religioso). Non mancano prese di posizioni sulla magia, con superamento della dicotomia tra magia bianca e magia nera. "Non ci sono più roghi per noi; ma la società ha sostituito, in gran silenzio, ai roghi, la morte civile. La nostra stessa natura ci isola. La gente ci evita, ci odia. Ogni tipo di amore, ci è precluso. Non è una scelta nostra, è una scelta degli altri."

Un'Ombra nell'Ombra è dunque un autentico capolavoro di valenza internazionale, specie se si valuta nell'ambito della narrativa del terrore italiana. Pochi romanzi nostrani di genere possono tenerne il passo (francamente lo definirei il migliore in assoluto nel genere). Carpi qui fa paura e lo fa con una ragazzina diabolica che anticipa di due anni l'ideazione del Damien cinematografico (vedere le parti a scuola, riprese da La Maledizione di Damien) con continue allusioni sataniche (il diavolo c'è e come ed è l'ombra nell'ombra) fatte di urli, berci, poteri sovrannaturali e mosche portatrici di vita e, al contempo, di morte. Al di là di quanto detto, il romanzo è altresì carico di una valenza che potremmo definire legata alla figura della new woman (tema caro a certi autori del blocco Golden Dawn, basti citare Bram Stoker), in un'ottica capovolta. La dicotomia tra madre e figlia, ovvero le due protagoniste contrapposte del romanzo, evidenzia il superamento della donna sottomessa e abbandonata a sé stessa, in favore di un modello combattivo, egoistico, che rigetta la coppia vedendo nella solitudine la via per l'evoluzione nella consapevolezza di sé stessi e dei propri poteri. La bambina posseduta qua non è vittima del demonio, ma ne diviene emblema di potenza e di affermazione. Si supera quindi l'impostazione mariana della donna coraggiosa che vince il male in nome della famiglia, rendendosi quale forza trainante del gruppo, a beneficio di un'impostazione nichilista (da evidenziare il monologo che il professore fa al cospetto delle prostitute).

A chi è dunque consigliata la lettura? Sicuramente agli amanti della narrativa del terrore di serie A, ovvero quello "esoterico" e letterario che cerca di andare oltre il genere e di interrogarsi sui grandi misteri spirituali dell'uomo. Interessante anche per gli estimatori di un certo erotismo blasfemo o per chi ricerchi romanzi diabolici. Si tengano alla larga coloro che, invece, apprezzano l'esclusivo intrattenimento o un'impostazione pulp, poichè lo troverebbero insulso e pesante non potendone apprezzare i contenuti iniziatici.  

L'autore Pier Carpi.

"Avete cercato di possedere certe cose solo per inserirvi in questo mondo, per trovare spazio tra la gente che suda e vi odia, che vi emargina e vi uccide. Voi avete scelto di essere vittime, io sarò carnefice. Io non voglio entrare tra la gente. Non voglio essere emarginata. Mi rendo solitaria e forte. Non voglio essere colpita, colpirò. E prima di tutti te e quelle come te."

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