sabato 28 marzo 2026

Recensione Narrativa: IL FOTTUTO QUARTO REICH di Andrea K. Lanza.

Autore: Andrea K. Lanza.
Anno: 2026.
Genere: Horror / Grottesco.
Editore: Edikit.
Pagine: 76.
Prezzo: 7,00 euro.

Commento a cura di Matteo Mancini

30 Aprile 1990, il giorno in cui sei squinternati neo nazisti di Marchirolo (provincia di Varese) tentarono di riesumare da ceneri acquistate su videotel (!?) Adolf Hitler, cadendo tuttavia in un errore da commedia degli equivoci. Andrea K. Lanza, noto critico cinematografico (Il Manifesto, Nocturno, Bloodbuster) di cinema indipendente, B-Movie e Z-Movie (tra i suoi saggi ricordo Continuavano a Chiamarli Bruce Lee. Il Cinema dei Cloni del Piccolo Drago), già collaboratore di Striscia la Notizia, firma un coctkail di 70 pagine in cui l'immaginario orrorifico italiano degli anni ottanta (dal cinema fulciano, passando per i fumetti e la narrativa) viene destrutturato e rimodulato secondo logiche volontariamente deliranti e impazzite (Lanza parla di “surrealismo”). Settanta pagine in cui rivivono in modalità iperbolica le scene splatter di Paura nella Città dei Morti Viventi, i costumi e il contesto scenografico degli anni ottanta (gustosi rimandi a Cobra) e soprattutto, per l'ispirazione, l'idea base del catastrofico Il Fantasma di Sodoma, vero e proprio manifesto dei protagonisti in una visione “acida” che mischia la narrativa agli aneddoti saggistici legati agli errori avvenuti nel montaggio di certi film. Il plot ha uno sviluppo classico (non poi troppo dissimile dal canovaccio di Hellraiser, con una creatura di ritorno dalla morte che deve essere nutrita col sangue per poter riacquistare la perduta consistenza fisica), ma scandito dall'azione di personaggi fuori di testa (tutti accuratamente caratterizzati grazie a flashback o parentesi narrative) e da un'impronta ultra delirante e demenziale, con lo stesso autore che, da voce fuori campo, introduce commenti in cui si diverte a prendere in giro l'inverosimiglianza della storia (“torna tutto oppure no, ma siamo in un film di serie B, la coerenza narrativa viene sostituita dallo splatter e dalle tette”). Un manipolo di improbabili restauratori del regime nazista, assai simili a un gruppo in odore di satanismo acido, tentano di evocare Hitler da un mucchio di ceneri acquistate da un transessuale, per un totale di 10.000 lire e due canne, tramite videotel (antenato di internet) con lo sconto del 55% (!?). Lanza miscela il grandguignol al black humor, con quest'ultimo in quantità di gran lunga prevalente (c'è persino una sorta di catena di eventi in modalità La Fiera dell'Est di Branduardi per spiegare come si è arrivati a recuperare le ceneri di Hitler). I personaggi sono degli idioti da film fantozziano virato all'horror truculento, bruciati nel cervello e squalificati dalla vita sociale. Li vediamo macchiarsi di omicidi atroci in parte stemperati dall'assurdità della vicenda (presente pure un omaggio a luci rosse a Psyco). Gente convinta che Il Fantasma di Sodoma (il più brutto film girato da Fulci) sia stato prodotto da una commissione di nazisti mondiali e che in Dylan Dog si possono “trovare delle basi per essere un perfetto soldato SS” (sottotraccia attraverso a quale Lanza sembra quasi volere lanciare una frecciata a una certa critica che vedeva nell'horror una cattiva scuola di formazione per i giovani). Dominano, in un'evidente derisione degli ideali nazisti, visioni allucinate e, al tempo stesso, contraddittorie. È proprio la distorsione dei fatti e dei contenuti (peraltro tipica del credo nazista per il quale una falsità ripetuta centinaia di volte diventava verità) a dare linfa a una storia trash fino al midollo, in omaggio a certi film italiani degli anni ottanta ma anche alla rivista Splatter su cui, tra gli altri, si formò lo scrittore Paolo Di Orazio. Il protagonista (un po' come per Hilter con gli ebrei) perseguita gli omosessuali perché è lui stesso un omosessuale, la truffa subita su videotel per mano di una transessuale tuttavia si trasforma in un qualcosa che, in realtà, funziona davvero secondo le suggerite istruzioni (così che non si può parlare di vera e propria truffa!?) con la particolarità che, al posto del Fuhrer, verrà riportato in vita un altro soggetto (in apparenza simile nell'aspetto) che acquisterà sostanza grazie al nutrimento del sangue (come in Hellraiser di Clive Barker). Follia allo stato puro, alla ricerca di un divertimento alla Bad Taste o alla Splatters di Peter Jackson dove l'orrore e/o il sense of wonder lasciano campo al delirio tragicomico.

Già uscito in versione ridotta per la collana Inssmouth della Delos Digital, Il Fottuto Quarto Reich viene riproposto per la Edikit (di recente rilevata proprio da Andrea K. Lanza) al modico prezzo di euro 7,00 e in simpatico formato tascabile.

Occhio alla quarta di copertina: nel racconto non sono presenti demoni volanti, foche zombificate (omaggio al logo editoriale) o creature tentacolari, ma visto che l'autore è stato un debellatore di bande di truffatori per Striscia la Notizia non ci sarebbe da meravigliarsi di vederle comparire in un eventuale sequel... ne andrebbe, altrimenti, della credibilità della squadra di Max Laudadio.

 

 
L'Autore Andrea K. Lanza, mostra 
la Mano di Travertino, avendo di spalle
un manifesto del Maestro.
 
"Torna tutto oppure no, ma siamo in un film di serie B, la coerenza narrativa viene sostituita dallo splatter e dalle tette."

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